LIGURIO, MESSER NICIA, [SIRO].

_Li._ Come io vi ho detto, io credo che Dio ci abbi mandato costui,

perché voi adempiate il desiderio vostro. Egli ha fatto a Parigi

esperienzie grandissime, e non vi maravigliate se a Firenze e' non

ha fatto professione dell'arte; che n'è suto cagione prima per esser

ricco, secondo perché egli è ad ogni ora per tornare a Parigi.

_Ni._ Ormai frate sì, cotesto bene importa; perché io non vorrei che mi

mettessi in qualche leccieto e poi mi lasciassi in sulle secche.

_Li._ Non dubitate di cotesto; abbiate solo paura che non voglia

pigliare questa cura; ma se la piglia, e' non è per lasciarvi infino

che non ne vede el fine.

_Ni._ Di cotesta parte i' mi vo' fidare di te; ma della scienzia, io ti

dirò ben io, come io li parlo, s'egli è uom di dottrina, perché a me

non venderà egli vesciche.

_Li._ E perché io vi conosco, vi meno io a lui, acciò gli parliate. E

se, parlato gli avrete, e' non vi pare per presenzia, per dottrina, per

lingua, uno uomo da metterli il capo in grembo, dite che io non sia

desso.

_Ni._ Or sia, al nome dell'Agnol santo, andiamo. Ma dove sta egli?

_Li._ Sta in su questa piazza, in quell'uscio che voi vedete a

dirimpetto a voi.

_Ni._ Sia con buona ora.

_Li._ Ecco fatto.

_Si._ Chi è?

_Li._ Evvi Callimaco?

_Si._ Si, è.

_Ni._ Che non di' tu maestro Callimaco?

_Li._ E' non si cura di simil baie.

_Ni._ Non dire cosi, fa il tuo debito, e se l'ha per male, scingasi.

[II, 2].

La mandragola - La Clizia - Belfagor · 第 14 / 81 题