5. la politica della scuola.

Di quest'ultimo argomento il radicalismo italiano, partito

idealistico e di cultura, propulsore ed espressione dei progressi

dell'auto-coscienza in ogni gruppo di attività sociali, minoranza

colta che trae il diritto di aspirare al Governo dall'intima

corrispondenza con le aspirazioni confuse ed implicite della

grande massa popolare, si occupa a preferenza di ogni altro. La

formazione dello spirito nazionale deve essere sua primissima

cura. Esso deve quindi volere una radicale riforma della scuola

media e dell'insegnamento superiore; riforma che, conservando la

grande tradizione del pensiero italiano e della cultura classica,

ne presidî efficacemente la formazione, diminuendo il numero delle

università, distribuendole meglio, disciplinandone le funzioni;

riordinando didatticamente l'insegnamento tecnico, facendo

rifiorire, con larghezza di mezzi, il ginnasio-liceo.

Quanto alla scuola popolare, essa va completata con i corsi

professionali, portando l'intiero corso, e l'obbligo della istruzione,

a sette anni subito, e, appena sarà possibile, ad otto anni.

Queste in breve, e per principali capi, le riforme che debbono far

parte di un programma minimo e massimo insieme, perchè intiero e

sintetico programma emergente dalle necessità mature e constatate

della classe democratica, del radicalismo di oggi.

E intorno ad esso è largo il consenso; ma è consenso disperso e

diffuso di singoli, non proposito collettivo intorno al quale si

raccolga un vasto fascio di forze, una volontà risoluta e animosa di

un partito possente. Sicchè questo, dell'organizzazione politica del

radicalismo, è l'ultimo e forse più grave argomento che ci rimane da

esaminare, avviandoci alla conclusione.

Il partito radicale e il radicalismo italiano · 第 29 / 32 题