XXXI.

Il busto del marchese Tancredi Falletti di Barolo, ch'ebbe tanta parte

alla erezione di quel funebre edifizio, ammirasi nella chiesuola del

Santo Sepolcro annessa al cimitero, dove si giunge per ombroso viale e

si entra per due cancelli.

Al limitare di quel campo di riposo leggesi la iscrizione del

Boucheron che conforta nella fede i visitatori: _Locus religiosus

ossibus revicturis ad quietem datus_. Alta croce di pietra su d'un

rialto, centro a quattro viali di cipressi, s'alza nel mezzo del campo.

Gli corre intorno un muro adorno di lapidi e sculture entro nicchie

e cappellette, in faccia alle quali stendonsi altrettante aiuole ove

stanno i sepolcri di privata proprietà; e tutta la parte centrale del

cimitero è occupata dai sepolcri comuni.

Non bastando però quello spazio ai rapidi trionfi della morte, il

Municipio torinese provvide all'ampliamento, e ne affidò la cura

all'architetto Carlo Sada. Fu aggiunto al Camposanto in forma di

parallelogramma un maestoso ordine di portici diviso in duecento

sessantanove arcate con edicole e cappelle acconcie ai monumenti.

Catacombe sono incavate sotto i portici, e fra questi e le vie occupato

è lo spazio da sepolture private e da marmi storiati.

In quel regno della morte i recinti destinati alle diverse professioni

religiose sono congiunti da una muraglia comune, espressione della

carità che tra fiori e cipressi accoglie amorosamente insieme tutti i

figli dell'uomo.

Visitando i chiostri della necropoli torinese ammirai un Panteon

dell'arte italiana che desta patrie memorie coi nomi piamente scolpiti

ne' marmorei monumenti.

Colà sono sepolti statisti e guerrieri che lamentiamo sempre come

recente sventura della nazione, Barbaroux, Pinelli, Santa Rosa,

Gioberti, Bava, Poerio, Siccardi, Maestri, La Farina, ed Emilio e

Alfredo Savio, che, fratelli di sangue eroicamente versato in Ancona e

Gaeta, hanno comune la tomba.

Sono sepolti uomini, i cui ammaestramenti educarono la presente

generazione: Boucheron, Biscarra, Buniva, Martini, Genè, Paravia, Plana

e Riberi.

Sono sepolti poeti e scrittori, le cui pagine onorano la nostra

letteratura, Grassi, Berchet, Pellico e Bertolotti.

Vi sono sepolte care persone che ci erano congiunte per corrispondenza

di gentili e generosi affetti.

Mi sentii bagnar gli occhi di pianto quando incontrai il nome della

contessa Ottavia Masino Borghese di Mombello, leggiadra letterata e

pittrice, nelle cui sale si adunavano artisti e scrittori, fra i quali

io le intitolava un cantico della mia giovinezza.

Mentre mi andava tergendo le lagrime, altro argomento di pietà venne

a stringermi il cuore innanzi all'arco indicato dal numero 100. Io

guardava alla sepoltura che il conte Luigi Cibrario _apparecchiava a

sè ed a' suoi più cari_. Colà rimpianta giace la ornata consorte del

venerato amico, Teresa George, dal cui nome esordirono queste povere

mie pagine.

Sospirai amaramente guardando al cielo, e andai sul sepolcro della

famiglia Prever a confortarmi nella _Speranza_, mirabile statua del

Vela.

La Dora · 第 258 / 267 题