XXVIII.

La famiglia Rey è una serie di onesti e laboriosi maestri muratori, che

da quattro secoli abita in Sàntena, ossequente con amorevole zelo alla

casa Cavour.

Francesco in modo vezzeggiativo da Papà Camillo era chiamato _Cicco_,

ed è conservatore ed illustratore dei fatti domestici del suo patrono.

Cicco fa ricordare l'antico servo di Voltaire, che presso Ginevra

abitava in Ferney la casa del padrone filosofo, ed ai visitatori

raccontava i particolari della domestica vita, e mostrava alcune

suppellettili che aveano appartenuto al celebre uomo.

Così Cicco Rey: se non che, più avventurato del servo di Voltaire,

bene usando della cazzuola e del martello, e protetto da Papà Camillo,

salì a prospero stato, ed ora accoglie lautamente i pellegrini a lui

raccomandati, che vanno ad inchinare il sepolcro del suo protettore.

Dopo di averci accompagnati al palazzo ed alla cappella funebre,

Francesco Rey, introducendoci nella sua casa, gaiamente diceva:

«Voi entrate nella casa di un povero operaio». E noi allo incontro

entravamo nella casa signorile di un uomo, che colla industria assidua

e propizia si era acquistato la stima e la fiducia pubblica.

La bella sua casa, da lui costrutta, è sormontata da una torre, in cui

sventolava il vessillo nazionale, ed è cinta da un giardino riccamente

fiorito ed impomato.

Il fido Cicco accorreva tutto festevole ad incontrare il Conte

ogniqualvolta lo sapeva di ritorno a Sàntena; e quando gli giunse

freddo cadavere, Cicco pieno di cordoglio lo depose entro cassa di

piombo chiusa in altra di legno, e lo seppellì in compagnia degli

illustri antenati.

Francesco Rey, narrandoci questi atti di ossequio e di dolore, ci

condusse alla stanza ove conserva preziosi ricordi entro un armadio.

Apertolo, ci mostrò ciocche di capegli del Conte, e la pezzuola di

bianco lino che nella faccia gli terse i gelidi sudori di morte; e

il martello e la cazzuola che egli adoperò, e gli abiti neri ch'egli

vestiva nell'8 giugno 1861 tumulando il lagrimato Conte.

Presso l'armadio ci additò in marmo di Carrara il busto del suo

patrono, e molti ritratti in fotografia, insieme con quello del Padre

Giacomo, che, vero ministro di cristiana carità, benedisse e confortò

le agonie dell'integro cittadino e del grande uomo di Stato, cui deve

l'Italia tanta parte del suo politico rinnovamento.

La Dora · 第 254 / 267 题