La famiglia Rey è una serie di onesti e laboriosi maestri muratori, che
da quattro secoli abita in Sàntena, ossequente con amorevole zelo alla
casa Cavour.
Francesco in modo vezzeggiativo da Papà Camillo era chiamato _Cicco_,
ed è conservatore ed illustratore dei fatti domestici del suo patrono.
Cicco fa ricordare l'antico servo di Voltaire, che presso Ginevra
abitava in Ferney la casa del padrone filosofo, ed ai visitatori
raccontava i particolari della domestica vita, e mostrava alcune
suppellettili che aveano appartenuto al celebre uomo.
Così Cicco Rey: se non che, più avventurato del servo di Voltaire,
bene usando della cazzuola e del martello, e protetto da Papà Camillo,
salì a prospero stato, ed ora accoglie lautamente i pellegrini a lui
raccomandati, che vanno ad inchinare il sepolcro del suo protettore.
Dopo di averci accompagnati al palazzo ed alla cappella funebre,
Francesco Rey, introducendoci nella sua casa, gaiamente diceva:
«Voi entrate nella casa di un povero operaio». E noi allo incontro
entravamo nella casa signorile di un uomo, che colla industria assidua
e propizia si era acquistato la stima e la fiducia pubblica.
La bella sua casa, da lui costrutta, è sormontata da una torre, in cui
sventolava il vessillo nazionale, ed è cinta da un giardino riccamente
fiorito ed impomato.
Il fido Cicco accorreva tutto festevole ad incontrare il Conte
ogniqualvolta lo sapeva di ritorno a Sàntena; e quando gli giunse
freddo cadavere, Cicco pieno di cordoglio lo depose entro cassa di
piombo chiusa in altra di legno, e lo seppellì in compagnia degli
illustri antenati.
Francesco Rey, narrandoci questi atti di ossequio e di dolore, ci
condusse alla stanza ove conserva preziosi ricordi entro un armadio.
Apertolo, ci mostrò ciocche di capegli del Conte, e la pezzuola di
bianco lino che nella faccia gli terse i gelidi sudori di morte; e
il martello e la cazzuola che egli adoperò, e gli abiti neri ch'egli
vestiva nell'8 giugno 1861 tumulando il lagrimato Conte.
Presso l'armadio ci additò in marmo di Carrara il busto del suo
patrono, e molti ritratti in fotografia, insieme con quello del Padre
Giacomo, che, vero ministro di cristiana carità, benedisse e confortò
le agonie dell'integro cittadino e del grande uomo di Stato, cui deve
l'Italia tanta parte del suo politico rinnovamento.