«Se pur fia che le fauste itale sorti
Tocchino alfine il sospirato segno,
E un ultimo trionfo a Roma porti
L'augusto seggio del novello regno;
«Nobil loco, Torino, e di te degno
Sempre otterrai fra le città consorti,
E andrai chiara per l'armi e per l'ingegno,
Per maturi consigli e l'opre forti.
«Nè Italia coprirà di turpe oblìo
I decenni tuoi vanti, e il largheggiato
A' raminghi suoi figli ospizio pio;
«Ma grata al tuo Camillo, e a quanti il senno
E il cor con lui le offrian, del gran conato
Dirà che i primi onori a te si denno».