LIX.

In mezzo dell'ampio cortile sorge un poggio allegrato di alberi. Colà

trovai un uomo di bell'aspetto e d'alta statura, vestito di prolisso

soprabito bruno, dignitoso del portamento e dello sguardo,

«Lunga la barba e di pel bianco mista»,

lunghi pure i capelli. Egli mi si fece innanzi, e, dopo avermi invitato

ad intrattenermi con lui, prese a dirmi:

--In cotesto luogo vengono a diporto ogni giorno i matti pacifici, de'

quali tutti potrei narrarle per filo e per segno la vita.--

E mi accennava man mano diversi di que' mentecatti, e dicevami:

--Colui ch'ella vede presso quel tiglio appoggiato a lungo bastone,

si crede di essere Cristoforo Colombo, ritto in piedi presso l'albero

maestro e con un remo in mano: l'altro, seduto accosto a quella

fontana, che sta in atto di scrivere, dice di essere il Petrarca al

fonte di Sorga intento a dettare la canzone--_Chiare, fresche e dolci

acque_;--e quel terzo più in là, rannicchiato su quel mucchio di

mattoni, gonfia le gote e soffia, e pretende di essere il Dio Eolo.--Lo

vede?

--Lo veggo.

--Andando nel recinto delle donne, si guardi dalla vecchiaccia che

accarezza una tegola e se la stringe al seno e la culla come un

bambolino. Ebbene! Colei vorrebbe essere la nutrice di Napoleone I.

La poverella è vedova d'un uffiziale Còrso, che militò sotto il primo

Impero, ed ha la smania di nutrire gli eroi. Io non posso andare nel

recinto delle donne, ma ne ho tutte le notizie. Ella avrà pur veduta

fra loro la regina del Borgo del Pallone, che passeggiava un giorno

per Torino, vestita di cenci di seta, con piume in capo e un parasole

color di rosa, quando fioccava la neve e infuriava la gragnuola. Essa

stringe pur oggi lo scettro, che è un vecchio scudiscio, fasciato di

nastro bianco e rosso, e ornato in cima di fiorellini. La meschinella

si è qui ridotta, o a meglio dire, è stata qui chiusa, perchè i monelli

di Torino dandole la baia e facendone strazio l'avevan resa furiosa.

--Infelice!

--Oh sì, infelice!--Oh veda, veda que' due, che vengono in qua a passi

gravi e lenti, brontolando e guardando gli altri con atteggiamento di

protezione.

--Li vedo.

--Costoro sono i più cari matti del mondo. L'uno di loro pretende di

essere Pio IX, e l'altro Vittorio Emanuele II.

--Oh!

--Ma non sono.

--Lo vedo.

--E vorrebbero darla ad intendere a me, anche a me! (e alzava la voce)

a me! (e si faceva rosso in viso) a me che sono il Padre Eterno, e

dovrò definire le loro controversie!--

In così dire sbarrò gli occhi, rizzossi in punta de' piedi, squassò la

testa, e fece stranamente ondeggiare la barba ed il crine.

Io mi strinsi, allontanandomi dal verde poggio, presso il dottore

Filippa, che gentilmente mi accompagnava, e lasciai nel suo Eden il

Padre Eterno.

La Dora · 第 205 / 267 题