In mezzo dell'ampio cortile sorge un poggio allegrato di alberi. Colà
trovai un uomo di bell'aspetto e d'alta statura, vestito di prolisso
soprabito bruno, dignitoso del portamento e dello sguardo,
«Lunga la barba e di pel bianco mista»,
lunghi pure i capelli. Egli mi si fece innanzi, e, dopo avermi invitato
ad intrattenermi con lui, prese a dirmi:
--In cotesto luogo vengono a diporto ogni giorno i matti pacifici, de'
quali tutti potrei narrarle per filo e per segno la vita.--
E mi accennava man mano diversi di que' mentecatti, e dicevami:
--Colui ch'ella vede presso quel tiglio appoggiato a lungo bastone,
si crede di essere Cristoforo Colombo, ritto in piedi presso l'albero
maestro e con un remo in mano: l'altro, seduto accosto a quella
fontana, che sta in atto di scrivere, dice di essere il Petrarca al
fonte di Sorga intento a dettare la canzone--_Chiare, fresche e dolci
acque_;--e quel terzo più in là, rannicchiato su quel mucchio di
mattoni, gonfia le gote e soffia, e pretende di essere il Dio Eolo.--Lo
vede?
--Lo veggo.
--Andando nel recinto delle donne, si guardi dalla vecchiaccia che
accarezza una tegola e se la stringe al seno e la culla come un
bambolino. Ebbene! Colei vorrebbe essere la nutrice di Napoleone I.
La poverella è vedova d'un uffiziale Còrso, che militò sotto il primo
Impero, ed ha la smania di nutrire gli eroi. Io non posso andare nel
recinto delle donne, ma ne ho tutte le notizie. Ella avrà pur veduta
fra loro la regina del Borgo del Pallone, che passeggiava un giorno
per Torino, vestita di cenci di seta, con piume in capo e un parasole
color di rosa, quando fioccava la neve e infuriava la gragnuola. Essa
stringe pur oggi lo scettro, che è un vecchio scudiscio, fasciato di
nastro bianco e rosso, e ornato in cima di fiorellini. La meschinella
si è qui ridotta, o a meglio dire, è stata qui chiusa, perchè i monelli
di Torino dandole la baia e facendone strazio l'avevan resa furiosa.
--Infelice!
--Oh sì, infelice!--Oh veda, veda que' due, che vengono in qua a passi
gravi e lenti, brontolando e guardando gli altri con atteggiamento di
protezione.
--Li vedo.
--Costoro sono i più cari matti del mondo. L'uno di loro pretende di
essere Pio IX, e l'altro Vittorio Emanuele II.
--Oh!
--Ma non sono.
--Lo vedo.
--E vorrebbero darla ad intendere a me, anche a me! (e alzava la voce)
a me! (e si faceva rosso in viso) a me che sono il Padre Eterno, e
dovrò definire le loro controversie!--
In così dire sbarrò gli occhi, rizzossi in punta de' piedi, squassò la
testa, e fece stranamente ondeggiare la barba ed il crine.
Io mi strinsi, allontanandomi dal verde poggio, presso il dottore
Filippa, che gentilmente mi accompagnava, e lasciai nel suo Eden il
Padre Eterno.