LVIII.

Da un opificio, creazione di menti sane ed operose, passo al più bello

ed elevato luogo di Collegno, ad un pietoso ospizio ove sono curati i

mentecatti.

Il palazzo di Bernardino Data, tesoriere ducale, fu comperato nel

secolo xvii dalla Duchessa Cristina per dar ricetto ai Certosini di

Avigliana, cacciati dal lor nido. Nel 1649 i cenobiti entrarono nel

sontuoso palazzo, a cui tolsero l'aspetto profano per dargli l'impronta

religiosa cogli splendori dell'arte secondo il gusto del tempo.

Nello scorcio del secolo passato, insieme con altri ordini religiosi,

fu soppressa la Certosa di Collegno, e fu riaperta ai frati di S.

Brunone dopo il 1815; e nel 1852 venne convertita in succursale del

Regio Manicomio di Torino.

Diciotto cenobiti nel dì della loro soppressione abitavano quell'ampio

edifizio, con eleganti portici, col giardino dell'area di trenta

giornate e con un vasto e fertilissimo campo. Ora vi sono ricoverati

più di 400 matti, gente operaia e campagnuola in gran parte. Entrai

per la bella porta della Certosa d'ordine ionico, fra colonne, statue

e cartocci, e fui condotto negli ampi chiostri e sotto gli spaziosi

porticati, a visitare il luogo assegnato agli uomini, e quello per le

donne, e la stanza delle epilettiche. Nessuno trovai legato: molti

degli uomini lavorano nei campi vicini e se n'avvantaggiano di salute e

di danaro, e molte donne filano, assistite dalle Suore di Carità.

In quel manicomio, come altrove, si è riconosciuto che l'orgoglio e

la superstizione religiosa negli uomini, e la passione dell'amore

nelle donne sono le cause principali delle infermità mentali. V'hanno

pazzie intermittenti come accade delle febbri; onde talvolta credete di

ragionare con un uomo di mente sana, ma poi a un tratto v'accorgete che

sta per riassalirlo l'infermità.

La Dora · 第 204 / 267 题