IL PITTORE VINCENZO REVELLI.

Il piemontese Vincenzo Revelli portò a! castello di Alpignano un vero

tesoro coll'opera del suo ingegno. Architetto, scultore e specialmente

pittore a' suoi tempi salì in molta fama.

Ai servigi dell'imperatore Napoleone I, si mantenne fedele nella

prospera e nell'avversa fortuna, sicchè lo accompagnò esule nell'isola

d'Elba, ove gli decorò e dipinse palazzo e teatro. Venne creato

suo primo pittore al ritorno da quell'isola; ma, caduto nuovamente

l'imperiale mecenate, il fido artista reduce in Piemonte fu consigliato

di allontanarsi, perchè al Governo d'allora mal gradivano gli amici del

Prigioniero di Sant'Elena.

Il Revelli andò a Londra, sicuro asilo ai profughi politici d'Europa, e

colà eseguendo molti lavori per commissione, si arricchì grandemente.

Ma il nobile artista, preso dall'amore della patria, più che dal

desiderio di nuove ricchezze, fra le nebbie del Norte invocava il sole

d'Italia, e potè ritornare alla Dora, e chiamando la filosofia al

consorzio delle belle arti, si ritirò nel sospirato suo castello di

Alpignano.

Egli ne fece sede ben degna d'ogni più splendido signore. Nelle

stanze del piano terreno avea raccolto un museo di storia naturale, e

nel piano superiore, la parte più cospicua del castello, ornò sale,

vestiboli e gallerie di stucchi ed affreschi, di statue e tele dipinte.

Tutti lavori del suo ingegno, nei quali si ammira l'artista filosofo,

che a principali soggetti elegge le scienze e la morale.

Le scuole diranno che il Revelli fu mediocre disegnatore, più felice

nel trovare i concetti che nell'eseguirli; diranno ch'egli traeva

grande effetto dal contrasto dei colori, de' quali però abusò, non

osservando la gradazione e l'armonia volute dall'arte. Tuttavia, se

pongasi mente ai tempi in che visse ed operò fra noi il Revelli,

dobbiam pur dire che le sue immaginose invenzioni furono spesso con

maestria eseguite.

Chi vuol giudicare dell'indole di questo facile pennello può vedere in

S. Domenico di Torino _La visione della Battaglia di Lepanto di S. Pio

V_; tavola, alla quale nuoce pur troppo la vicinanza della _Madonna del

Rosario_ del Guercino.

La Dora · 第 187 / 267 题