Uscito all'aperto, osservai appiè del castello l'erta via, per cui si
sale al santuario di S. Abaco, persiano di origine, morto martire in
Roma nel terzo secolo dell'êra cristiana.
Quella scabra salita fu agevolata dal conte Cays e da altri divoti, e
decorata di quindici cappellette, che in tela rappresentano le stazioni
della _Via Crucis_. Due delle cappelle furono fatte costruire dalle
nostre Regine, ricordate nel Musinè per atti di evangelica pietà.
Raccogliendo queste notizie, erravo nei pensili giardini del castello
fra cedri ed ulivi, e per viali di cipressi; e presso un salice
carezzato dal murmure soave di acque cadenti, salutavo ver occidente
il regale castello di Rivoli e ad oriente gli ubertosi piani di Torino
chiusi dal colle di Superga.
Mi accommiatai dal conte ospitale, e nel suo cocchio traversata la
valle, giunsi nuovamente alle acque della Dora.