A breve distanza dal Monte Caprasio, presso Chiavrie, si vedono le
rovine del quadrangolare castello del _Conte Verde_. Seduto innanzi
alle sue merlate mura meditai nelle pagine del Manzoni il ferale
avvenimento delle Chiuse e le contrarie sentenze degli scrittori.
Alcuni, fra i quali il Giannone, opinarono essere stata una calamità
per l'Italia la sconfitta de' Longobardi, i quali a noi mescolati per
consuetudine di vita, e ingentiliti nei costumi nostri, sbarazzatisi
de' Greci, avrebbero alla fin fine ricomposte le disgregate parti della
penisola in una potente nazione. Altri, per contro, danno lode a papa
Adriano I, che richiamò i Franchi, perchè,
....Quando il dente longobardo morse
La santa Chiesa, sotto alle sue ali
Carlo Magno, vincendo, la soccorse[21],
e inoltre perchè colla venuta de' Franchi, come asserisce il Manzoni,
_i Romani ottennero per mezzo de' papi uno stato che li guarentiva
dalle invasioni barbariche, e fu un insigne benefizio_.
Esaminando le contrarie opinioni, io vedeva nel _Discorso_ del
Manzoni, direi quasi, connaturate le anime del Muratori e del Vico,
dei quali egli ci dà il più stupendo ritratto che desiderar si possa:
e nella tragedia, come ravvisiamo lo stesso cantore dell'_Eneide_ nel
_pius Æneas_, così nel personaggio dell'Adelchi io riveriva la pia e
generosa anima dell'autore, che si riconosce in tutte le sue opere, e
la riscontrai nella venerata sua persona, allorchè in compagnia del
mio dolce amico ed illustre latinista G. Gando andai la prima volta a
inchinarlo su le rive del Verbano, e lo trovai dolorante innanzi al
recente sepolcro del filosofo ed amico suo Rosmini.
Di pensiero in pensiero fra l'erudito e il filosofo io andava cercando
il poeta nazionale, e lo trovava in due cori, potenti voli della lirica
italiana.