XXIII.

Tutto qui è evidenza, tutto verità, se ne levi la corona di piante

che il poeta nella foga delle immagini diede alle brulle cime del

Rocciamelone, dove è muta ogni vegetazione, nè può tronco d'albero, nè

filo d'erba germinare.

Carlomagno seguiva i consigli del diacono Martino, per la via da lui

calcata mandando un manipolo de' suoi prodi, e secondo Cesare Balbo[20]

_metteva una schiera per le gole laterali e non guardate di Giaveno_

(cioè nella parte più meridionale della valle) _intorno al Pirchiriano,

e così prendeva alle spalle i Longobardi._

Non mi sembra però probabile che i Franchi tenendo la via del diacono,

potessero fare il cammino segnato dal Balbo; imperocchè le gole

laterali di Giaveno erano le note vie de' Franchi, calcate due volte da

Pipino, in ogni dove dai Longobardi affortificate e vigilate; oltrechè

Martino, movendo di là per recarsi alla Novalesa, avrebbe facilmente

incontrato i Franchi, e avuta certa notizia dei regali attendamenti

senza travagliarsi per diversi giorni in dubbi e difficili cammini.

Manzoni mi è sembrato più accorto del Balbo segnando il viaggio del

diacono Ravennate, nelle balze settentrionali per le valli di Lemmie e

di Usseglio, ignote ai Franchi, non abbastanza vegliate dai Longobardi.

La valle di Usseglio guida al colle della _Croce di Ferro_, pel quale

con tragitto non lungo a pie' del giogo nevoso del Rocciamelone si

giunge alla Novalesa. Di colà scesa una parte dei guerrieri di Carlo

Magno, mentre l'altra superava le Chiuse, potè andare ad accamparsi in

Giaveno contro i guerrieri del fuggente Desiderio.

Ciò non pertanto il Manzoni con singolare modestia, dubitando della

verace via tenuta dai Franchi, nel suo discorso avverte argutamente:

«Forse una visita ai luoghi potrebbe condurre ad una scoperta più

concludente. Sarebbe da desiderarsi che alcuno di coloro che si

divertono a tribolar il prossimo, e dei quali il mondo non ha mai avuto

difetto, pigliasse a cuore questa scoperta; e lasciando per essa le

sue solite occupazioni, si portasse sul luogo, ed indugiasse ivi molto

tempo in una tale ricerca».

La Dora · 第 120 / 267 题