XXXII.

Così confortandosi nell'aiuto della Provvidenza, mi condusse sul farsi

del meriggio dietro le già accennate antiche cappelle, su d'un terrazzo

ombreggiato da annose querce, e di lassù godetti incantevole veduta.

Io vedeva la valle irrigata della Cenisia, e verso il sud le montagne

di Gravere e di Chiomonte folte di selve, e il monte di Giaglione più

al basso, e alle sue falde il campanile di Venaus, e udiva il continuo

fracasso del fiumicello giù nelle forre delle voragini petrose, e il

gemito carezzevole delle cascatelle d'acqua, che, coi nomi particolari

di _Claretta_, _Torrente_, _Roggido_ e _Rivo malo_, scorrono come

argento fra il verde del Rocciamelone, e ricordano le cascate

dell'Aniene sui gioghi tiburtini; e un olezzo dì erbe aromatiche e

un'armonia perenne, il bello della natura misto di orrori e di delizie:

questa vista m'inebbriava i sensi, e più dolorosa rendeva al vecchio

monaco la minacciata dipartenza.

La Dora · 第 82 / 267 题