Così confortandosi nell'aiuto della Provvidenza, mi condusse sul farsi
del meriggio dietro le già accennate antiche cappelle, su d'un terrazzo
ombreggiato da annose querce, e di lassù godetti incantevole veduta.
Io vedeva la valle irrigata della Cenisia, e verso il sud le montagne
di Gravere e di Chiomonte folte di selve, e il monte di Giaglione più
al basso, e alle sue falde il campanile di Venaus, e udiva il continuo
fracasso del fiumicello giù nelle forre delle voragini petrose, e il
gemito carezzevole delle cascatelle d'acqua, che, coi nomi particolari
di _Claretta_, _Torrente_, _Roggido_ e _Rivo malo_, scorrono come
argento fra il verde del Rocciamelone, e ricordano le cascate
dell'Aniene sui gioghi tiburtini; e un olezzo dì erbe aromatiche e
un'armonia perenne, il bello della natura misto di orrori e di delizie:
questa vista m'inebbriava i sensi, e più dolorosa rendeva al vecchio
monaco la minacciata dipartenza.