XXIV.

«Confessarsi rea o soffrire la tortura--a così diabolico dilemma

piegavano non di rado uomini vigorosi; pensate dunque se poteva reggere

la Maddalena sfinita dagli anni, dalla miseria e dai patimenti della

prigione.

La tortura era per lei il più terribile de' mali; all'incontro la

parola _misericordia_ sul labbro de' sacerdoti di Cristo era il più

dolce dei beni. E fidente in quella evangelica parola, compiacque la

innocente alla barbarie degl'inquisitori, e si disse rea dei malefizi

tutti di che l'accusavano; però non senza contraddirsi, nell'assegnare

il tempo, le persone ed i luoghi: il che ad intemerati giudici sarebbe

bastato a dare indizio che le risposte di lei non erano tanto effetto

della reità, quanto della violenza che le facevano.

Nè soltanto disse vere le accuse, ma dimandata se di altri delitti si

sentisse colpevole, la infelice narrò come spesso in compagnia di altre

streghe, che tutte nominò, si recasse di notte tempo al _Rigoletto_,

ossia al concilio dei diavoli, in una selva del Minareto, o Mollaretto.

Narrò che al _Rigoletto_ si andava per aria a cavalcioni di un

bastoncino unto di un misterioso unguento, e che il bastoncino e

l'unguento erano a loro dati dal diavolo.

Narrò che calpestato il crocifisso, fu quivi costretta a rinnegare il

battesimo e la fede cristiana, la prima volta che andò al _Rigoletto_;

e descrisse i balli, i giuochi e le oscene tresche a cui streghe e

diavoli si abbandonavano, intantochè un di costoro, seduto sur un

tronco d'albero, batteva un tamburo, facendo _to, to, to_....

Insomma ripetè le tante storielle di fattucchierie udite sui monti sino

dall'infanzia, e se ne dichiarò rea: e a così assurde e fanciullesche

confessioni mostravano di aggiustar fede uomini che dicevansi luce del

mondo, ministri della giustizia e sostenitori della religione.

Indi ad un mese la Maddalena Rumiana veniva condannata al carcere

perpetuo.

La Dora · 第 72 / 267 题