«Nasceva la Maddalena Rumiana nella valle di Oulx intorno alla metà del
secolo decimosesto, e condottasi a Giaglione, non si conosce in qual
anno, si maritò ad un tale Rumiano, che, morto, non le lasciò altro
retaggio che il nome.
Inoltrata negli anni, vedova e povera, traeva la misera vita senza
trovare chi la confortasse, perchè in Giaglione era tenuta straniera,
ondechè il rozzo popolo la fece segno a scherni ed accuse, e
dichiaratala strega, a provarla tale non tardò ad inventare argomenti
di ogni sorta.
Perlaqualcosa non è maraviglia se le sciagure che travagliavano
il villaggio, sia per influenza di atmosfera, sia per altra causa
qualunque, fossero tosto attribuite alle sue malìe.
Nembi, folgori, gragnuole, carestie, disastri di pastori, mortalità di
armenti, i mali della natura e dell'umanità, si dicevano spesso opera
de' suoi tremendi scongiuri. Guai se una casa già mezzo scassinata
dagli anni cadeva in rovina! tosto se ne accagionava la Maddalena, che
alcuni mesi addietro erasi ricoverata sotto la tettoia. E se mai una
sposa sconciavasi, si diceva che la infelice, una domenica entrando
in chiesa, s'era imbattuta nella maliarda, che l'aveva sinistramente
affatturata.
Crebbero le calunnie a dismisura, ed i maligni, di cui non è mai
penuria, sobillando ed infiammando la moltitudine, trasserla a
denunciare Maddalena Rumiana innanzi al Santo Ufficio, siccome _tenutta
per strega et mascha dalla pubblica voce et fama_.