Le feste della monarchia e del popolo ricordavamo percorrendo i molti
ordini di stanze e i corridoi dell'Ospizio, quando il Padre superiore,
che ci è stato largo di cortesie, ci apri un libro, sul quale i
viaggiatori sogliono segnare i loro nomi.
Nella pagina 14ª, colla data del 2 agosto 1854, si legge:
Umberto di Savoia, principe di Savoia.
Amedeo di Savoia, duca d'Aosta.
Quindi succedono i nomi di due principesse di Savoia e delle persone
che accompagnavano i reali principi.
Umberto ed Amedeo, questi giovani in cui sono locate le speranze della
R. Casa di Savoia e dell'Italia, con patrio senno educati, non ignorano
che nella lingua sta molta parte del concetto nazionale, che la gloria
avvenire della loro stirpe sta nella grandezza della nostra penisola;
e sul Cenisio, dove si parla il francese, scrissero in italiano i loro
nomi, lasciando a parecchi del loro seguito l'antica favella di corte.