XI.

Noi sostammo presso quella del nº 6 a contemplare il piano di S.

Niccolò, in fondo al quale si scernevano gli spaziosi andirivieni del

passo detto la _Scala_, che fra le rocce solcate dal lavoro delle mine

mette alla sommità del monte; inoltre sei ordini di allineati pilastri,

uno a cavaliere dell'altro per assicurare la via alle carrozze; ed

abbondanti acque, che spumeggiando in allegre cascate, per acconce

petrose docce giù scendono, imprimendo nell'aria una dolce festività.

Quelle acque con dolce mormorio qua e là si perdevano entro bacini di

grotticelle, e, dove altri meno immaginava, con vividi getti riuscivano

luccicanti fra 'l musco e le piante, quasi lavorii di argento in

filigrana fra lo splendore degli smeraldi; ed accolte insieme andavano

ad ingrossare la Cenisia, che, precipitando anch'essa in sonante

cascata a sinistra della _Scala_, scorre alle falde dell'orrida

montagna detta il _Palazzo Madama_, e varcato il piano di S. Niccolò,

abbandona la nostra via per nascondersi nella valle della _Ferriera_,

e alfine irrigati i campi della _Novalesa_, di sotto alla Brunetta,

lasciato il proprio nome, va a mescolarsi nelle acque della Dora.

Il Botta dice che le acque della Cenisia sono di colore cinereo; a me

invece ed all'amico Norberto parvero così limpide, che ci fecero col

Petrarca esclamare:

Chiare, fresche e dolci acque!

La Dora · 第 59 / 267 题