Queste memorie io volgeva nell'animo guardando al Chiabertone che,
cinto di selvaggia orridezza, si estende fra tramontana e ponente,
solcato l'ignudo capo dalle folgori, e grave le spalle di folte selve
di larici e di pini, e bagna il piè nelle acque della Ripa. Il color
cupo del pino ed il chiaro del larice tingono di misteriosa malinconia
quel dorso di monte frequente di camosci e tanto vegliato dalle guardie
forestali. Le sue selve cogli annosi tronchi preservano il paese dagli
scoscendimenti della neve; per la qual cosa è divietato dalla legge
il diradicarne ed anche sfrondarne le piante. Gioverebbe tuttavia il
taglio degli alberi troppo vecchi, perchè in tal modo il terreno si
renderebbe assai più acconcio a germinare piante novelle.
Il Chiabertone non è dunque soltanto magnifico a vedere, ma utile
eziandio al paese che gli sta alle falde, mentre la Dora anima i
congegni di un molino e di una pubblica sega da legnami, e dona al
pescatore ottime trote.