_ANTONIO dalla destra. DETTO._
GOLD. _(portando le mani al cuore come un uomo ferito)_. — Ah! m'ha
piantato qui un coltello, un coltello che non mi andrà più via!
ANT. — Mio zio! Tu hai pianto... Che cosa ti ha detto Chénier?
GOLD. _(come chi è stato oppresso da una rivelazione troppo terribile
per le sue forze, con vero terrore, quasi gliene apparisse la visione)_.
— Tutto!
ANT. _(raccogliendolo fra le sue braccia e portandolo sul seggiolone)_.
— Dio!
GOLD. — Che vuoi! Sono stato a corte come Molière, ma senza essere
cortigiano, e volevo loro bene non perchè principi, non perchè larghi di
doni, ma perchè colla cortesia e colla affabilità avevano guadagnato il
mio cuore e quello di Nicoletta.
ANT. — Senti, sarà meglio che chiami la zia e ti portiamo sul letto...
GOLD. — No, si spaventerebbe, e sul letto io soffocherei... Ma non ti
pare che si faccia notte?
ANT. — Ad ogni modo non è lontana, ed accendo subito un lume. _(va ad
accendere la candela)_
GOLD. — Antonio, lascia stare e vieni qui presso di me che t'ho a dire
una cosa mentre non c'è Nicoletta: io non ho bisogno del lume per
leggere nei tuoi occhi quanto ci sei affezionato!...
ANT. — Non parlare di me!
GOLD. — Eccolo il mio piccolo burbero benefico!... Ma come mal
ricompensato! E che eredità ti lascierà questo povero zio!
ANT. — Un gran nome e la memoria incancellabile della tua bontà!
GOLD. — Ma assai più debiti! Ma il tempo è galantuomo e io spero che un
giorno qualcheduno penserà che Antonio Goldoni merita pure un raggio, il
più puro, della gloria di Carlo, se gloria ci sarà... Lasciami dire...
Intanto tu promettimi... quando mi vedrai oppresso dal male... di
sollevarmi con altri pensieri...
ANT. — L'arte tua, il passato!
GOLD. — Bravo! Ma sopratutto di aiutare, quando io non ci sarò più, la
mia Nicoletta a sostenere con coraggio la prova della nostra
separazione.
ANT. — Sì! Sì! Ma bisogna che tu ti senta molto male per parlare di
queste cose.
GOLD. — No... ma mentre sono in tempo... mentre posso ancora darti... a
te che seguiterai ad essere per lei un figliuolo amoroso...
ANT. — Sull'anima mia!
GOLD. — La mia benedizione!
ANT. — Tu ti senti mancare! La zia...
GOLD. — Non la spaventare... povera Nicoletta... non le dir nulla... Mi
sento già meglio... molto meglio!