SCENA XVII.

_Detti_, NILS LYKKE _e_ SOLDATI.

LYKKE. Egli è salvo. Io ho l’assentimento di Jens Bielke! Signora

Jnger, sappiate...

JNGER. Silenzio, dico. Udite il tumulto? (dalla camera a sinistra

s’intona un salmo dei morti) Adesso s’avanza il corteggio

dell’incoronamento. Quanta gente! Tutti s’inchinano davanti alla madre

del re. Sì, sì, essa ha pur lottato pel suo figliuolo, così a lungo,

che le sue mani son diventate rosse di sangue. Dove sono le mie figlie?

Non le vedo.

LYKKE. In nome di Dio, che cosa è qui accaduto?

JNGER. Mie figlie, mie adorate figlie! Io non le ho più, me ne era

rimasta una e l’ho perduta, quando volle andare al talamo. Il cadavere

di Lucia riposa colà. Non v’era posto per due.

LYKKE. Ah! siamo dunque a questo punto! La vendetta del signore mi ha

colpito!

JNGER. Lo vedete? Vedete, vedete! Ecco il re. Esso è il figlio di Jnger

Gyldenlöve! Lo riconosco alla corona, all’anello di Steno Sture ch’egli

porta al collo. Ei s’avvicina. Presto lo stringeranno le mie braccia.

Ah, ah!... Chi trionfa Dio ovvero io?

La signora Inger di Östrot · 第 69 / 74 题