LA SIGNORA JNGER _sola_.
JNGER. (siede presso la tavola immersa in pensieri, dopo una breve
pausa) Tutti dicono che io sia la donna più prudente della Norvegia.
Lo credo, lo sono anche. La più prudente... Nessun sa però perchè io
la sia. Da più di dieci anni combatto, lotto per la salvezza del mio
figliuolo. Questa è la chiave dell’enigma! Questo aguzza l’ingegno!
L’ingegno? Dov’è andata a finire stanotte la mia prudenza? Dov’è
rimasta la mia accortezza? Mi sento risuonare e fischiare gli orecchi!
Vedo passarmi davanti delle figure così vive, che potrei toccarle.
(scatta in piedi) O mio Redentore... che cosa è ciò? Non sono più
padrona della mia mente. Dovrebbe capitare, che io... (si preme con
le mani la testa, quindi si risiede e dice più calma) Non è nulla...
Via. Non ci è alcun bisogno... Passa... Come tutto è tranquillo per le
sale questa notte. I miei antenati, i miei maggiori non mi guardano
più minacciosi. Io non ho più bisogno di voltarli contro la parete.
(torna ad alzarsi) È stato bene d’essermi fatta finalmente coraggio.
Noi vinceremo... così avrò raggiunta la meta. Riavrò il mio figliuolo.
(prende il lume per andare, ma si ferma e dice fra sè) Alla meta? alla
meta? Averlo restituito? Soltanto questo... e nient’altro? (posa di
nuovo il lume sulla tavola) Quella parola, per quanto rapida, che Nils
Lykke mi ha lanciato... Come potette egli indovinare il mio non ancora
nato pensiero? (più sottovoce) Madre di Re!... Madre di Re! disse egli.
E perchè no? Non hanno i miei maggiori dominato come Re, sebbene non
ne portassero il nome? Non ha anche mio figlio la stessa pretenzione
ai diritti della famiglia Sture, come quell’altro? Davanti a Dio egli
li ha... come è vero che v’è giustizia in cielo! Ed a questi diritti
io ho per lui renunziato per iscritto in un’ora d’affanno! Con prodiga
mano li ho regalati via, come riscatto della sua libertà. Se potessero
essere riscattati? S’adirerà il cielo, se io...? Debbo io pensare, che
mi verrebbe scongiurata una nuova calamità, se io...? Chi sa... chi
sa! Forse è meglio renunziare. (ripiglia il lume) Mi si restituisca
il figlio, questo mi deve bastare. Io voglio adesso riposarmi. Voglio
abbandonare tutti i pensieri temerarii. (va in fondo, si ferma e dice
marcatamente) Madre di Re! (via dal fondo a sinistra, lentamente).
LYKKE. (con una piccola lanterna ed Elina vengono, dopo poca pausa,
cautamente per la prima porta a sinistra).