SCENA PRIMA.

ELINA GYLDENLÖVE (_sola_).

ELINA. (entra pensierosa e lentamente dalla sinistra; l’espressione

del suo volto tradisce chiaramente come ella pensi alla scena avuta

con Nils Lykke; in fine fa un movimento colle braccia, come per buttar

via il mazzo di fiori, quindi a voce sorda) Ed allora egli raccolse

gli sparsi pezzi della corona di Danimarca... questi eran fiori; e...

«Per Dio come è superba e bella!» Se egli avesse sussurrato queste

parole, in sito segreto, lontano le mille miglia da Östrot... l’avrei

non ostante sentito! Come l’odio! Come l’ho sempre odiato questo Nils

Lykke! La gente dice che non vi è uomo uguale a lui. Egli scherza con

le donne e le calpesta sotto i piedi. E mia madre, che mi voleva dare

a lui in moglie!.... Come l’odio! Dicono che Nils Lykke non rassomigli

a nessuno. Non è vero! In lui non trovo nulla di strano. Vi sono molti,

molti come lui! Nelle favole, che mi raccontava Björn, tutti i principi

sono tanti Nils Lykke. Quando io sedevo qui sola nella sala e sognavo

le mie leggende ed i miei cavalieri andavano e venivano... tutti,

tutti rassomigliavano a Nils Lykke. Come è strano tutto ciò e come è

dolce l’odiare. Fino a questa sera non sapevo quanto ciò fosse dolce!

No! dacchè l’ho veduto, non potrei nemmeno per mille anni di vita,

cedere il momento che trascorro adesso. «Per Dio come essa è...» (va

lentamente in fondo, apre la finestra e guarda fuori).

LYKKE. (entra per la prima porta a destra).

La signora Inger di Östrot · 第 38 / 74 题