SCENA IV.

NILS LYKKE (_solo_).

LYKKE. (tace un momento, va su e giù per la stanza). Eccomi finalmente

ad Östrot. Il vecchio possesso dei nobili Jnger, del quale una

fanciulla due anni fa mi raccontò tante cose. Sì, due anni fa era

ancora bambina, adesso... adesso... è morta (canticchia a mezza voce)

«Le rose fioriscono e poi muoiono» (guarda intorno) Östrot! Mi pare

di averlo già veduto, come se fosse casa mia. Là c’è la sala dei

cavalieri; e qui sotto sono i sepolcri della famiglia. Di certo anche

Lucia giace là. (più adagio, serio e sforzandosi di scherzare) Se io

fossi un uomo pauroso, potrei immaginarmi che essa si sia rivoltata

nella tomba, quando io ho messo il piede in questa casa. Quando io

traversai il cortile mi sembrò si sollevasse il coperchio dell’avello,

e quando adesso pronunciai il suo nome mi sembrò di udire una voce

chiamarla per uscire dalla tomba. Forse essa monta le scale. Forse il

sudario le impedisce d’andare, ma essa avanza sempre e gradatamente;

essa è là nella sala dei cavalieri forse; si appoggia ad una colonna e

mi guarda. (alza la testa) Vieni Lucia, intrattienti un poco con me.

Tua madre mi fa aspettare. È noiosa l’aspettativa, e tu mi hai fatto

passare la noia di molte ore. (si passa la mano sulla fronte e va in

su e in giù) To’, appunto, ecco la finestra bassa coi panneggiamenti.

Là, Jnger Gyldenlöve suole stare a guardare sulla via, come aspettando

uno che non viene mai. Là (guarda la porta a sinistra) è la stanza

della sorella Elina. Elina? Sì, si chiama Elina. Posso credere che essa

sia così strana, intelligente e coraggiosa come diceva Lucia? Deve

essere anche bella... ma come moglie? Non avrei dovuto scrivere così

apertamente. (vuol sedere alla tavola ma si alza) Come mi riceverà la

signora Jnger? Spero che non farà crollare il castello sopra di noi,

spero che non mi farà cadere in un trabocchetto e nemmeno sorprendermi

con un pugnale.

La signora Inger di Östrot · 第 30 / 74 题