SCENA X.

JNGER (_sola_).

JNGER. (la guarda) La mia ultima creatura! Tu hai detto il vero più

di quanto non credi! Ma non si tratta solo di mia figlia. Dio aiutami,

questa notte saranno decise le sorti di un regno. (va alla finestra a

destra) Ah! mi par di sentire il trotto di un cavallo. (si sporge) No,

non ancora. È stato il vento; soffia gelato. Perchè Dio mi fece donna,

incombendomi un compito da uomo? Adesso per modo di dire, ho il paese

nelle mie mani. Sta in mio potere il lasciarlo sollevare e ribellarsi.

Essi aspettano il segnale da me. E se io non lo do ora, più tardi non

saremo più in tempo. Esitare? Osteggiare la volontà degli altri? Non

sarebbe meglio se... No, no — non lo voglio — non lo posso! (getta uno

sguardo furtivo nella sala, si volta come spaventata e dice con voce

paurosa) Sono là di nuovo — pallidi spettri — dei miei antenati morti.

Oh! quegli occhi scintillanti, lì negli angoli della sala (batte le

mani ritirandosi e grida) Steno Sture! Knut Alfson! Olaf Skaktavl!

Lasciatemi! Non posso, non voglio!

La signora Inger di Östrot · 第 19 / 74 题