O io m'inganno, o per questi e altri aneddoti ch'ei racconta a
diecine, ma non importa io ripeta, spicca l'indole sua; e tale l'indole
dell'uomo, tale l'opera dell'artista: e dico artista, sebbene vi sia
chi non voglia adoperato questo nome in proposito del Goldoni; ma di
ciò più tardi. Egli non sfiorò, fu scritto di lui, se non la superfice
della vita: ed è giusto; di qui, le sue commedie stupende ma tenui,
alle quali non è da chiedere una troppo acuta analisi dei sentimenti,
nè una profonda occhiata dentro alle latebre del cuore umano. Di qui, i
suoi personaggi viziosi talora non malvagi mai, e l'indulgenza ond'egli
pare mirarli e cuoprirli. Quel Brighella rubicchia (non dico ruba,
perchè la parola troppo cruda spiacerebbe al Goldoni) rubicchia spesso:
quella Colombina accetta e qualche volta chiede la mancia per portare
le ambasciate a Rosaura; il Goldoni ha l'aria guardandoli di susurrare
tra sè e sè: debolezze umane e solo Dio senza difetti. Quell'istesso
_Don Marzio_ che comincia col calunniare e finisce col far la spia non
può dirsi malvagio; è spensieratamente linguacciuto, è, sì, proclive,
all'opposto del Goldoni, a vedere il male dappertutto, per viziata
consuetudine dello spirito; ma non sparla, non calunnia, non denunzia
per desiderio di nuocere; fa il male ma senza proporselo: tanto è
vero che dei molti ravvedimenti finali, con cui il Goldoni si sbriga
spesso dello scioglimento, il suo è de' meno inverosimili; tanto è
vero che quando il Voltaire, il quale scrivendo _La Scozzese_ ricordò
indubbiamente la _Bottega del Caffè_, come avvertiva già il Lessing,[4]
se volle sfogare il livore antico contro il giornalista dell'_Année
littéraire_ e far sì che non reggesse ad ascoltare tutta intera la
commedia in platea, dovè per mutare _Don Marzio_ in _Frélon_ dare agli
atti di lui la maligna ponderazione dell'animo reo.
Sgorga finalmente dalla gioconda natura del Goldoni, la perenne
giocondità di cui sono impregnate le sue commedie; anche le più
deboli, quelle la cui tela è più e troppo sottile, o nelle quali
i caratteri sono appena sbozzati; anche le poche che il pubblico
volle, nate appena, sepolte. Anche l'_Amante militare_, il _Poeta
fanatico_, la stessa _Erede fortunata_ han scene rallegrate da
quella spontanea comicità, con la quale altre più felici commedie di
lui, cencinquant'anni dopo che furono scritte, vincono la ostentata
musoneria di questa fine di secolo.