La sera del 4 maggio Genova ferveva d’insolito moto. Le vie brulicavano
d’una folla straordinaria; capannelli di cittadini si componevano
e scomponevano rapidamente in tutti i canti, e la voce: «Partono
stanotte,» volava con accenti alterni di ansietà e di gioia su tutte
le labbra. Intanto drappelli di giovani, all’aspetto forastieri,
traversavano taciti e affrettati la città e si dirigevano tutti
insieme, come mossi da un solo pensiero, fuori di Porta Pila. Poche
ore dopo il Bixio, finto pirata, saltava con pochi seguaci a bordo del
_Piemonte_ e del _Lombardo_ (i due vapori concessi dal Rubattino) e
se ne impadroniva, e Garibaldi in camicia rossa e _puncio_ americano,
il sombrero sugli occhi, la sciabola sulle spalle, il _rewolver_
e il pugnale alla cintura, scendeva sul far della mezzanotte da
Villa Spinola alla spiaggia di Quarto, e colà attorniato tosto da’
suoi volontari giunti prima di lui al convegno, e tornato sereno e
quasi ilare, vi attendeva in placidi ragionari l’arrivo dei predati
bastimenti. Il Governo solo in tanto tramenío sembrava dormire
profondamente.
Era però succeduto un piccolo incaglio. L’operazione de’ bastimenti era
stata più lunga del supposto; la macchina del _Lombardo_ non funzionava
bene, talchè era stato mestieri che il _Piemonte_ se lo attaccasse alla
poppa e lo traesse a rimorchio; onde Garibaldi, dubitando di qualche
inatteso sinistro, fu preso subitamente da una tal quale impazienza,
e buttatosi in un canotto faceva vogare a forza di poppa verso Genova
per verificare co’ suoi occhi la causa dell’indugio. Fortunatamente
i bastimenti erano già in cammino; e Garibaldi balzato a bordo del
_Piemonte_ e preso da quel momento il governo della piccola flottiglia,
comandò egli stesso la manovra per accostar la spiaggia di Quarto.
Colà tutto era pronto: da Villa Spinola eran già stati calati i mille
fucili, non più, dati dal La Farina[25] (i viveri, le munizioni e
il resto dell’armi dovevano esser presi in mare); il Bertani aveva
già consegnato a Garibaldi trentamila franchi in oro, terzo della
somma offerta del _Milione di fucili_;[26] i Legionari «battevano
il piede sulla spiaggia, come il corsiero generoso impaziente delle
battaglie;[27]» e in brev’ora, senza strepito e senza disordine, tutto
fu imbarcato.
Già biancheggiava l’alba del 5 maggio: le camminiere fumavano; la
rotta era segnata; tutti gli ordini erano dati; il Bixio al comando del
_Lombardo_, il Castiglia a quello del _Piemonte_, non attendevano più
che il segnale; Garibaldi tuonò un sonoro: _Avanti_; le àncore furono
salpate; le ruote si scossero; le prue si drizzarono verso sirocco, e
in brev’ora le due navi non furono che due masse nere, sormontate da un
pennacchio grigio, sulla glauca conca del Golfo ligure.
_O nimis optato sæclorum tempore nati — Heroes salvete_.[28]» Voi
portate l’Italia e la sua fortuna; voi state per scrivere una delle
più stupende pagine del secolo nostro; voi apparecchiate alla patria
l’unità, alla poesia la leggenda, al valore latino una novella
apoteosi, e felici o sfortunati siete immortali. Però scegliere tra
voi la schiera de’ più eletti sarebbe ingiusto: vi accomuna la fede
nella virtù, vi uguaglia la religione del sacrificio, e Omero dovrebbe
scrivere il vostro eroico catalogo coll’intero Albo dei _Mille_.