XIV.

E questa è forse la morale del nostro _Signore possibile_. Egli non

ha vinto battaglie, non ha soggiogato popoli, nè impiccato ribelli;

egli non ha ritratto con sublime pennello l'estasi dell'Assunta o la

tenerezza materna della Madonna della Seggiola, non ha cantato la fame

d'Ugolino o i begli occhi di Laura, non ha scoperto la rotazione della

terra intorno al sole; ma ha fatto del bene, perchè credeva nel bene,

perchè non gli era mai venuto in mente quell'aforismo: — _O esser

tutto o esser nulla_; — gli è bastato essere qualcosa e giovare a'

suoi simili. Perciò noi lo proponiamo a modello a tutti coloro che non

possiedono nè l'indole di Tamerlano (citiamo esempi antichi per non

comprometterci), nè l'ingegno di Dante, del Petrarca, del Tiziano, del

Copernico; ma che pur sentono di poter essere in questo dramma della

vita personaggi meno inutili de' _servi che non parlano_.

Che se tornassimo per un istante al nostro protagonista, diremmo

ch'egli coll'andare degli anni vendette parte delle sue terre ad alcuni

tra' suoi coloni più onesti e più abili, e a questa piccola proprietà,

sorta per opera di lui, fu largo di consigli e d'aiuti; che al

diffondersi di nuove macchine non tardò ad introdurle nella sua tenuta;

che divenne membro d'una importante associazione agraria; che infine

dopo avere, tra la sua famiglia, le sue occupazioni, i suoi studî,

vissuto come molti non fanno, fece quello che fanno tutti, morì.... E

se non fosse vissuto mai? Oh! allora il nostro scritto avrebbe almeno

un elemento di originalità; anzichè essere la biografia d'un morto,

sarebbe quella di un nascituro.

_1864._

Racconti e bozzetti · 第 19 / 60 题