VI.

Trombe, tromboni, flauti, clarini, fagotti e tamburi giunsero in bel

numero nella villa con singolare commozione di tutto il paese, il quale

salutò i nuovi arrivati con molto schiamazzo.

Sul principio erano stuonature orribili, e noi non pretendiamo che chi

passava per la possessione avesse ad andare in visibilio sentendo i

mirabili accordi che uscivano dalle varie casupole de' contadini. Ma i

progressi vennero col tempo, e non andarono molti mesi che si riuscì a

provare qualche suonata intera.

Alberto diceva, e noi gli diamo piena ragione, che ogni modo onesto

di associare gli uomini è un modo di farli progredire; che la musica

gli associa e ingentilisce; che quelle nature rozze, alle quali non

si poteva pretendere di far gustare e la poesia e la pittura, erano

in grado di sentire la musica e di sollevarsi per essa a quel mondo

ideale, ch'è forse la vera patria dell'anima. Nè il conte volle

lasciar senza risposta le obiezioni che gli si facevano, e un giorno

alla scuola parlò a un dipresso così: — Mi si accusa di rendervi più

infelici suscitandovi nuove idee, ma io voglio farvi un'interrogazione.

Se voi, a cui natura diede il sacro lume degli occhi, foste stati

allevati in una stanza chiusa a ogni raggio di sole, è certo che non

avreste concetto della luce nè dolore d'esserne privi, come pure è

certo che vistala una volta non potreste farne a meno senza grave

danno; orbene, chi di voi rinunzierebbe allo spettacolo sublime dei

campi e del cielo, pur di non farsi un bisogno, al quale convien

dare perenne alimento? Così è delle facoltà dell'intelligenza. Dio

le ha poste in voi, Dio vi ha dotati della potenza d'intendere mille

nobilissime cose; ma senza l'educazione queste virtù giacevano inerti:

o vi par egli una sventura l'averle messe in movimento? Sicuro; vi

siete fatti nuovi bisogni, ma non vi sembra nello stesso tempo di aver

nuove forze? Non vi sentite più gagliardi di prima? Ma, Dio buono!

non v'è nulla al mondo che non tenda a compiersi: la rosa apre ad

uno ad uno tutti i suoi petali, l'albero mette tutte le fronde: che

più? il germe nascosto sotto la terra ha orrore delle tenebre, e si

trasforma, ed esce anelante agli aperti sereni; e l'uomo soltanto

dovrebbe ribellarsi a questa legge universale, egli solo dovrebbe

dire: — Signore, tenetevi tutti i vostri doni; so che avete riposto dei

tesori nell'anima mia, ma io non voglio affaticarmi a cercarli, voglio

morire zotico ed ignorante come son nato? — Però badate bene: oltre ad

essere una protesta sciocca ed irriverente, sarebbe anche una pessima

speculazione. Se voi poltriste nel sonno quando il sole è levato,

altri verrebbero sui vostri campi e mieterebbero le vostre spighe.

Il progresso è come il sole. Egli sorge e s'avanza senz'abbadare ai

dormienti, e chi non si scuote a' suoi raggi, tanto peggio per lui;

egli sarà calpestato da quelli che si muovono e si sveglierà troppo

tardi. Ma vi son molti che, anche ammettendo l'utilità della lettura,

mormorano contro la musica e soggiungono che l'è una cosa di lusso,

una raffinatezza da gran signori, e che i campi non si coltivano a

suon di chitarra. Questo lo sapevo benissimo, eppure credetemi che

non v'è alcuno esercizio più della musica accessibile a tutti. E

vi par poco d'esservi assicurati una ricreazione per l'ore d'ozio?

Il tempo bisogna occuparlo, e il difficile sta nell'occuparlo bene.

Ora, se invece di passare il dopo pranzo alla bettola vi radunerete

a studiare insieme un pezzo di musica, non ci avrete forse guadagnato

qualcosa? Ma, continuano i nostri dottori, che roba è quella _chimica

agraria_, quella _economia_ che si pretende insegnare? Amici miei, non

facciamoci mai paura dei nomi. _Chimica, economia_, possono parere,

a prima vista, parolone che non fanno per voi altri; ma ormai che

sapete di che si tratti, vi sembra che sia fuor di proposito l'averne

qualche nozione? È un levarvi dalla vostra sfera il dirvi di che

parti si componga il suolo che coltivate, e quali sostanze valgano a

renderlo più produttivo, e come l'aria e l'acqua e la luce influiscano

sulla fioritura delle mèssi? O se non le sapete voi queste cose, chi

deve saperle? È un levarvi dalla vostra sfera l'insegnarvi la virtù

che c'è nel risparmio e il vantaggio che ne deriva a tutti voi, se

nessuno v'impedisce di comperare le merci ove costano meno, senza

badare se siano del paese o non siano? Son pure atti della vostra vita

d'ogni giorno questi che la scienza prende a disamina, e non vi dorrà

d'andarvene col lume della ragione ove andavate finora a casaccio.

Insomma, amici miei, lasciamo che i maligni gracchino a loro posta, e

tiriamo innanzi. Sin che non ci faranno altre accuse che questo, non

c'è invero argomento da mortificarsene. —

Racconti e bozzetti · 第 11 / 60 题