[53] CARLO PROMIS, _Architettura civile e militare di Francesco di
Giorgio Martini_ con dissertazioni e note, in-4. Torino, 1841, II, 344,
e segg.: _«A Francesco di Giorgio autori gravissimi rivendicarono le
mine di Napoli del 1503.... Vannoccio Biringuccio.... Francesco de
Marchi meglio istrutto nelle rettificazioni.... Girolamo Cardano.... il
Folard. — E veramente in quell'anno 1503, benchè non esista alcun
documento che lo indichi in Napoli, pure nessuno ve n'è che lo dica
soggiornante altrove: rimane però la difficoltà che si fosse per allora
allontanato da Siena, egli che contava ottant'anni di vita.»_
[54] CAV. GAETANO MILANESI, direttore dell'Archivio Mediceo in Firenze,
_Documenti per la Storia dell'arte Sanese_, in-8. Siena, tip. Porri,
1854, II, 466, produce documenti del dì 9 febbrajo e del 5 marzo 1502,
nei quali i giudici e notaj di Siena parlano della vedova e dei pupilli
_«Magistri Francisci Georgii.... olim magistri Francisci Georgii
pictoris et magistri ingegneris de Senis.»_
CARLO PINI, _La Scrittura degli artisti italiani riprodotta con la
fotografia_, in-4. Firenze, 1870. Dispensa quinta. Autografo di
Francesco di Giorgio e notizie della sua vita: _«Nato in Siena addì 23
settembre 1439.... morto nel mese di gennaio 1502.»_ Dunque di anni
sessantadue, e non ottanta di vita.
[55] SILVESTRO GUARINO, _Diario napoletano_, ex. ap. PELLICCIA,
_Raccolte di Cronache e Diari napol._, I, 223: «_A dì 27 novembre 1495,
de venerdì, ad ore 23 la cittadella del Castello fo pigliata, perchè ce
erano state fatte chiù tagliate nella fabrica e fosso, con fascine e
polvere de bombarde, in modo che tutta cascao insieme._»
[56] M. ANTONIO SPANNOCCHI, Lettera data da Roma addì 7 dicembre 1495,
accennata nelle note del Vasari, ediz. Le Monnier, IV, 206, e pubblicata
dall'ANGELUCCI, _Ricordi e documenti di Uomini e trovati italiani_,
in-8. Torino, 1866, p. 14: «_D'intorno al Castello è il nostro M.
Francesco di Giorgio, et con cave ed altre materie non attende che a
stregnerlo di modo che in brevissimi giorni, o per amore o per forza, si
existima sarà del Re, chè sotto con cave, et di fuora le bombarde, assai
l'hanno offeso._»
[57] VANNOCCIO BIRINGUCCI, _La Pirotecnia_. Venezia, 1540, lib. X, cap.
IV: «_Fu il primo inventore (delle mine) Francesco di Giorgio....
ancorchè tal gloria si desse e dia da chi non lo sa (come io) al capitan
Pietro Navarra.... advenendo in questo, come sempre adviene, che la fama
delle cose grandi è data alli più degni. Ma l'inventor vero, come v'ho
detto, ne fu il sopradetto Francesco, il quale con grande stipendio per
le sue virtù stava in Napoli in quelli tempi che il re di Spagna lo
tolse dalle mani del re di Francia.... Fece tre di queste mine et con
polvere; a un tratto, quando tempo li parve, offese sotto la cappella
della chiesa del Castello._» Intendi Nuovo, del quale parla, non
dell'Uovo.
[58] PAULUS JOVIUS, _Historiar._, lib. III, 92.
[59] BEMBO cit., lib. VIII. — PIETRO GIUSTINIANI cit., lib. X. —
GUICCIARDINI cit., lib. VI.
DE HAMMER cit., VII, 138: «_La principal condizione della pace era la
restituzione di S. Maura, ritenendo in cambio i Veneziani Cefalonia._» e
p. 264: «_Aloisio Segundino, segretario di Venezia, mandato alla Porta
per la pace, con istruzioni del 20 luglio 1503._»