DI GRASSO.

=77. Paste al brodo — Nozioni generali.= Tutte le specie di paste da

vermicellaio, dalle più minute sino alle più grosse, sono oggette ad

esser cotte nel brodo, formandone semplici sì, ma eccellenti e sane

minestre. Le paste fabbricate in Genova, in Napoli ed in Toscana sono

le migliori. Dovrete sempre assicurarvi che la pasta da voi prescelta

sia recente, perocchè quella fabbricata da alcun tempo perde assai del

suo gusto, e talvolta ha sapore acre e di stantìo. Si adopera brodo

colato, che si pone al fuoco in una pentola o pignatta, si assaggia per

assicurarsi che sia giusto di sale, correggendolo al bisogno, e quando

bolle vi si getta la pasta. Queste minestre vogliono essere alquanto

liquide o brodose, e perciò si metterà al fuoco un litro di brodo

per ogni 200 grammi di pasta minuta, o per ogni 250 grammi di pasta

grossa, come nastrini, maccheroni, lasagne, ecc. Pochi minuti bastano a

cuocere qualunque pasta, avvertendo però che per le paste molto minute

è sufficiente un primo bollore: la prova e la pratica vi faranno poi

conoscere con facilità il grado di cottura che più si conviene alle

diverse qualità di paste.

=78. Paste o riso al brodo col sugo.= Preparate il vostro brodo,

ponetelo al fuoco dopo averlo colato, e quando alzerà il bollore

gettatevi il riso o la pasta che avrete prescelto. Quando la minestra

sarà quasi cotta, ossia poco prima di ritirarla dal fuoco, aggiungetevi

alcune cucchiaiate di sugo (num. 25), e cotta che sia, versatela in una

zuppiera per servirla in tavola.

Potrete anche aggiungere a questa minestra qualche erbaggio o legumi,

i quali farete cuocere nel brodo stesso, gettandoveli prima del riso o

della pasta affinchè abbiano tempo di cuocere.

=79. Paste o riso al brodo con battuto di basilico.= Ponete al fuoco

la pentola col brodo che vi abbisogna; intanto preparate un battuto

formato unicamente di basilico e di formaggio parmigiano, e mettetelo

in disparte. Quando il brodo bolle, gettatevi il riso o la pasta da

vermicellaio che avrete prescelta, e quando sarà quasi cotta unite

il suddetto battuto e lasciate terminare la cottura rimestando con un

mestolo.

=80. Lasagne fatte in casa al brodo.= Prendete quella quantità di

farina di frumento che vi abbisogna, formatene un mucchio sopra una

tavola ben netta e non verniciata[1]: fate col pugno della mano un

buco nel bel mezzo della farina; rompetevi una o più uova secondo il

vostro bisogno (un uovo per ogni 300 grammi di farina), e aggiungete

poca acqua tiepida e poco sale. Indi con un cucchiaio cominciate a

sbatter bene l'uovo facendogli incorporare a poco a poco della farina

circostante; quando non potrete più adoperare il cucchiaio per essersi

l'uovo abbastanza impastato colla farina, seguitate l'operazione

colle mani finchè tutto sia ridotto ad una pasta alquanto dura e bene

manipolata. Accadendo che la pasta riesca un poco molle, si correggerà

aggiungendo altra farina; al contrario se riescisse troppo dura, vi si

aggiungerà un poco d'acqua tiepida. Fatta così la pasta distendetela

e tiratela col matterello a sottilissime foglie, le quali lascerete

per mezz'ora distese sopra una tovaglia pulita, affine di farle

alquanto prosciugare; dopo di che svolgerete le foglie ad una per volta

intorno al mattarello, darete un taglio in tutta la lunghezza dello

stesso, e nuovamente ne taglierete i quadrati larghi. Mettete poscia

queste lasagne a cuocere in un ottimo brodo a cui unirete un poco di

salsiccia disfatta, se ve ne ha, e servitele in tavola in una zuppiera.

Quando sono scodellate vi si mette sopra una buona dose di formaggio

parmigiano grattato.

[1] Una tavola, o specie di madia fatta espressamente a questo

uso, è arnese tra i più necessari nella cucina genovese. Ognuno

che ne sia privo farà bene a provvedersene.

=81. Maccheroni al brodo composto.= Mettete al fuoco in un pentolo

il brodo che vi abbisogna, e che avrete fatto con manzo unito ad un

cappone: quando questo brodo bollirà, gettatevi del sedano e dalla

carota sottilmente trinciati, un pugno di funghi secchi fatti prima

rinvenire a parte con poco brodo tiepido, ed una cucchiaiata di

conserva disciolta. Dopo un quarto d'ora di cottura aggiungete un po'

di salsiccia disfatta con brodo, ed insieme ad essa mettete nel brodo

i maccheroni. Cotti che siano versateli in una zuppiera e serviteli con

buon formaggio parmigiano.

=82. Maccheroni con trippa.= Prendete una cipolla, del sedano, una

carota ed alquanti funghi secchi, che avrete prima fatti rinvenire

nell'acqua tiepida: tritate bene il tutto sopra il tagliere e

mettete questo battuto in una casseruola con un bel pezzo di burro.

Fate cuocere per circa un'ora rimestando di quando in quando con un

mestolo affinchè i funghi non dissecchino o prendano l'abbruciaticcio:

aggiungete indi la trippa che avrete preparata, la quale dovrà

essere di manzo o di vitella giovane, ben pulita, bianca e tagliata

sottilmente: lasciate cuocere lentamente per altre tre ore circa, e

finalmente aggiungetevi una quantità di finissimo brodo, già bollente,

e fatevi cuocere i vostri maccheroni. Quando questi saranno cotti

versate il tutto in una zuppiera, e servite con formaggio parmigiano.

Ponete attenzione che il burro da mettersi in casseruola sia abbastanza

per la quantità di trippa che volete adoperare: e se nel cuocere

prosciugasse troppo, avrete cura di bagnarla di quando in quando con un

poco di brodo bollente rimestando assai di frequente.

=83. Ravioli al brodo.= Avrete preparato un ripieno composto come

appresso; prendete quattro scarioli ed un mazzo di boraggini, togliete

loro tutte le foglie guaste e troppo dure e fatele bollire cinque

minuti; quindi spremetele bene, per fare sì che lascino tutta l'acqua.

Prendete poscia mezzo chilogramma di magro di vitella, che farete

rosolare in una casseruola con un poco di burro senza sale, avvertendo

che non arrostisca troppo; 250 grammi di poppa pure di vitella, che

farete bollire per dieci minuti nell'acqua, e finalmente mezzo cervello

di vitella, o due cervelli di agnello, 78 grammi di schienali ed

una animella che scotterete in acqua bollente e priverete della loro

pellicola. Tritate tutto, cioè magro, poppa, erbe, schienali, cervello

e animella, minutissimamente sul tagliere colla mezzaluna, indi

pestatelo a poco per volta nel mortaio fintanto che l'avrete ridotto

come una pasta e mettetelo in un recipiente, e allora, aggiungetevi

quattro uova colla loro chiara, e sei tuorli senza la chiara (il che

renderà questo ripieno più soffice e delicato), una mollica di pane

inzuppata nel brodo o nel sugo di vitella, una manata di formaggio

parmigiano grattato, un po' di spezie e sale in proporzione, rimestando

ben bene il tutto con forza, onde formare una pasta uniforme e

di giusta consistenza che sarà il ripieno o parte principale dei

ravioli[2].

[2] Taluni sogliono aggiungere a questo ripieno un poco di

salsiccia, il che però rende i ravioli meno delicati: altri poi

adoprano della ricotta (latte quagliato) invece della mollica

di pane inzuppata nel brodo, e con ciò non è cattiva cosa,

purchè i ravioli vengano cotti nello stesso giorno in cui sono

fatti, essendo la ricotta soggetta ad inacidirsi, massime nella

calda stagione.

Fate poscia la pasta, operando nel seguente modo: Prendete tanta buona

farina bianca quanto la metà del peso totale del ripieno preparato. Le

dosi da noi qui sopra indicate danno un chilog. e mezzo di ripieno,

per cui nel nostro caso ci occorrono 750 grammi di farina: mettete

questa sulla tavola o madia destinata a quest'uso, ammucchiatela

e fate col pugno un buco nel mezzo, in cui romperete due uova

aggiungendovi due cucchiaiate d'acqua tiepida, senza sale: poscia

con un cucchiaio sbattete bene questo liquido facendovi incorporare a

poco a poco la farina, e quando non potete più servirvi del cucchiaio

per essersi la pasta alquanto formata, continuate colle mani ad

impastare ed assimilare bene il tutto, aggiungendo acqua tiepida a

piccole cucchiaiate se la pasta venisse troppo dura, ovvero mettendovi

dell'altra farina se riesce troppo molle. Questa pasta dovrà avere la

consistenza di quella che si adopera per fare il pane. Ciò ottenuto,

staccatene un pezzo che basti per una sfoglia e coprite il resto con

una tazza rovesciata, in guisa che non prenda aria, o dissecchi o

faccia crosta. Tirate allora la prima foglia il più che potrete sottile

col mezzo del matterello spargendovi di quando in quando un poco di

farina affinchè non si attacchi nè alla tavola, nè al matterello;

distendete poscia questa sfoglia sulla tavola, e preso subito il

ripieno già preparato, fatene col manico di un cucchiaio tante piccole

porzioni eguali, che ad una ad una metterete sulla sfoglia disposte in

linea e distante due dita le une dalle altre; coprite poscia questa

prima linea col lembo della sfoglia stessa, e coi polpastrelli delle

dita comprimete la pasta all'intorno del ripieno formando come tanti

cuscinetti, che poi dividerete fra loro tagliandoli con apposita

rotella dentata[3].

[3] Invece di distendere il ripieno a piccole porzioni e

formare i ravioli ad uno ad uno, si può per maggior speditezza

distendere il ripieno uniformemente sulla metà di ciascuna

foglia, appianandovelo ed unendovelo colla lama di un coltello,

e coprirlo coll'altra metà della sfoglia, applicandovi poscia

sopra, una forma quadrangolare appositamente fatta (forma da

ravieu), e passandovi per lungo e traverso uno spianatoio

scanalato (canella da ravieu), il quale dà la forma di

cuscinetti ai ravioli, che poi si tagliano e si separano colla

suddetta rotella.

Proseguite la stessa operazione finchè basterà la sfoglia: ed ultimata

questa, passate a fare la seconda sfoglia, sulla quale ripeterete il

tutto come sopra abbiamo detto, poi la terza, ecc. fino a che avrete

pasta e ripieno, avvertendo sempre di mantener coperta la pasta

fino all'ultimo affinchè disseccando o formando crosta non riesca

inservibile. Fatti così i vostri ravioli, distendeteli tutti sopra una

tovaglia e lasciateli così alquanto prosciugare prima di cuocerli.

Preparate intanto dell'eccellente brodo in una caldaia (un litro per

ogni quattro dozzine di ravioli), e fatelo bollire a gran fuoco. Indi

gettatevi a poco per volta i ravioli, osservando che intanto il brodo

non cessi di bollire, e con una mestola spingeteli verso il fondo

di mano in mano che essi verranno a galla. Dopo 15 o 20 minuti di

ebollizione, i ravioli saranno cotti: allora versateli col brodo in una

zuppiera, e serviteli con buon formaggio parmigiano grattato.

All'articolo delle minestre asciutte torneremo a parlare di questi

ravioli, indicandone altre ricette per farli e la maniera di condirli

col sugo che è quella preferita generalmente dai Genovesi, i quali con

ragione ritengono questa minestra come regina fra tutte, e come una

delle principali e più squisite vivande della loro celebre cucina (Vedi

num. 129 a 132).

=84. Riso alle erbe.= Mettete al fuoco in una pentola del buon brodo,

e quando questo bolle gettatevi alcuni navoni ed un cavolo cappuccio,

che avrete prima mondati, lavati e tagliati a pezzi, nonchè alquanta

cotenna di maiale tagliata a liste; quando tutto questo sarà a mezza

cottura, aggiungete mezzo chilogramma di riso e un pugno di formaggio

parmigiano grattato, e lasciate cuocere.

=85. Zuppa con polpette.= Prendete un chilogramma tra carne di vitella

(nel petto o nella coscia), poppa pure di vitella, ed animelle, fate

rosolare tutto questo in una casseruola con un ettogramma di burro,

tritatelo poscia minutamente sul tagliere insieme ad alquanti schienali

già scottati nell'acqua bollente ed una mollica di pane inzuppata

nel brodo e quindi spremuta, e riducete il tutto come una pasta, che

metterete poscia in un recipiente: rompete allora quattro uova, di cui

serberete a parte una chiara, versando le altre tre insieme coi quattro

tuorli nel battuto suddetto, a cui aggiungerete una buona manata

di formaggio parmigiano grattato, poche spezie e sale necessario;

rimestate bene il tutto per alcuni minuti, e formatene tante polpettine

grosse quanto una noce, che avvolgerete poscia nella chiara d'uovo

che avrete messa in serbo. Fate in ultimo soffriggere alcun poco in un

tegame una piccola cipolla e poco prezzemolo trinciati con burro e sale

bastante. Mettetevi poi le polpettine e fatevele cuocere per mezz'ora

con poco fuoco sotto e molto sopra mediante un testo di ferro: e quando

avranno preso un bel colore dorato, aggiungetevi del sugo di vitella

(num. 27) lasciandolo cuocere per altri 10 minuti. Cotte così le vostre

polpettine, mettetele delicatamente in una zuppiera dove avrete già

preparate alcune fettuccie di pane abbrustolite, e versatevi sopra del

brodo in abbondanza. Servite con formaggio parmigiano.

=86. Zuppa verde.= Fate lessare con molta acqua e giusta dose di sale,

mezzo chilogramma di navoni, che avrete prima ben mondati e trinciati:

ritirateli quando sono cotti, e immergeteli in acqua fresca. Prendete

inoltre due ettogrammi di fagiuoli in erba molto piccoli, tre cavoli

cappucci, un ettogramma di zucca e 150 grammi di patate: mondate il

tutto, rompete a brandelli i cavoli, tagliate a pezzi i fagiuolini,

le patate e la zucca, e ponete tutto questo in una pentola con acqua e

sale, dandogli una mezza cottura: dopo di che verserete in uno staccio,

nel quale metterete pure i navoni che avrete lasciati nell'acqua fresca

e farete sgocciolare bene il tutto. Poscia mettete al fuoco una pentola

con sufficiente quantità di buon brodo unitamente ad alcune cucchiaiate

di sugo (num. 28), e quando bolle gettatevi dentro tutti i suddetti

ortaggi, più mezzo chilogramma di piselli freschi piccolissimi, un po'

di carota e del sedano. Dopo pochi minuti di ebollizione, aggiungetevi

otto carciofi, che prima avrete mondati, tagliati a fette e fatti

rosolare in parte in una casseruola con burro; lasciate così cuocere

per un'altra mezz'ora, e finalmente versate tutto in una zuppiera, dove

avrete preparate delle fette di pane abbrustolite. Servirete subito in

tavola con formaggio parmigiano.

=87. Zuppa di lattuga con uova.= Fate lessare per metà alquante

lattughe che avrete prima ben mondate: indi spremetele fortemente con

ambe le mani, a fine di estrarne tutta l'acqua, e quindi trinciatele

sottilmente sul tagliere colla mezzaluna. Riponete allora a cuocere

in buonissimo brodo dove sia già a lessare da un'ora un ettogramma

di carne salata, tagliata a piccolissimi dadi e quando il tutto sarà

ben cotto, aggiungetevi otto uova bene sbattute a parte con formaggio

parmigiano grattato e un poco di maggiorana tritata. Lasciate dare

ancora due bollori, rimescolando colla mestola affinchè le uova si

sciolgano e si confondano colle lattughe, e versate finalmente in

una zuppiera, dove avrete già preparato il pane tagliato a fette ed

abbrustolito. Servite con buon formaggio parmigiano.

=88. Zuppa di lattughe ripiene.= Prendete dodici lattughe, mondatele

dalle foglie guaste esterne, e togliete loro altresì il garzuolo, ossia

il grumolo di piccole foglie bianche che sta in mezzo: poscia ponete

nell'acqua bollente le foglie verdi rimanenti; lasciate dar loro due

bollori, ritiratele, spremetele leggermente senza romperle e ponetele

da parte.

Mettete in una casseruola con burro, una cipolla, del sedano,

prezzemolo, carota e un poco di grascia di vitella, il tutto tritato:

aggiungete il sale necessario e poche spezie, e fate rosolare.

Prendete intanto del magro di vitella, poppa pur di vitella, schienali

e animelle (fra tutto mezzo chilogramma), tagliateli a pezzi non troppo

piccoli e metteteli a cuocere lentamente nella medesima casseruola col

soffritto suddetto, aggiungendo i garzuoli delle lattughe e un pizzico

di farina abbrustolita. Quando il tutto avrà preso un bel colore

dorato, versatevi sopra a poco a poco del sugo (num. 26), e continuate

a far cuocere lentamente per un'altra mezz'ora, rimestando di quando in

quando con un mestolo. Cotto che sia, estraetelo lasciando sgocciolare

l'intinto, nel quale farete inzuppare una mollica di pane, e tritate

tutto minutissimamente (compreso il pane così inzuppato), battendolo

colla mezzaluna sul tagliere. Ciò fatto, ponete questo battuto in

un recipiente, unitevi due uova ben sbattute e formaggio parmigiano

grattato: e rimestate assai bene il tutto che sarà il ripieno delle

vostre lattughe. Allora riprendete queste, slargatele e nel mezzo di

esse mettetevi il detto ripieno; serratelo di nuovo torcendo la cima

delle foglie affinchè il ripieno non esca, e ponetele a cuocere in

buonissimo brodo. Intanto preparate in una zuppiera delle fette di pane

abbrustolite; versatevi poscia brodo bollente colle lattughe ripiene,

e servite in tavola con formaggio parmigiano.

=89. Altra zuppa di lattughe ripiene.= Si può fare la suddetta zuppa

più semplicemente e con maggiore economia, preparando nel seguente modo

il ripieno per le lattughe.

Fate rosolare in casseruola con burro mezzo chilogramma di magro di

vitella, il quale poscia triterete minutamente sul tagliere colla

mezzaluna; unitevi due spicchi d'aglio ben pestati nel mortaio, del

formaggio parmigiano grattato, alquanta ricotta, due uova, alcune

foglie di maggiorana, pure tritate, e sale necessario. Rimestate bene

il tutto, e riempitene le lattughe, che cuocerete e servirete come già

abbiamo detto sopra (num. 88).

=90. Zuppa di cavoli ripieni.= Prendete piccoli cavoli cappucci e

preparateli come le lattughe (num. 88) cioè togliendo le loro foglie

guaste e il garzuolo, facendoli poscia lessare alquanto nell'acqua con

poco sale, e spremendoli infine leggermente senza romperli. Riempiteli

allora dello stesso battuto con cui si riempiono le lattughe (num. 88

ed 89), fateli cuocere in buon brodo e serviteli in una zuppiera in cui

avrete preparato il pane arrostito.

=91. Zuppa con crostini infarciti.= Preparate un battuto nel seguente

modo: Fate scottare nell'acqua bollente per pochi minuti della poppa di

vitella: indi ponetela sul tagliere con un poco di magro egualmente di

vitella, della mollica di pane inzuppata nel brodo, funghi, pinocchi,

maggiorana, prezzemolo ed uno spicchio d'aglio: trinciate bene il tutto

minutamente colla mezzaluna; indi pestatelo in un mortaio per renderlo

come una pasta, aggiungetevi del formaggio parmigiano grattato, due

uova e sale necessario, e rimestate bene con un mestolo. Ciò fatto,

tagliate alcune fette di pane a piccioli mostacciuoli, abbrustoliteli,

bagnateli con sugo (num. 26), e ad uno ad uno, applicatevi sotto e

sopra una piccola porzione del battuto suddetto. Indi avvolgete nella

chiara d'uovo sbattuta questi mostacciuoli così infarciti, e fateli

friggere nel burro.

Avrete inoltre preparato un buon brodo con sugo (num. 25), a cui avrete

aggiunti alquanti erbaggi come carciofi tagliati a sottilissime fette

per lo lungo, piselli freschi, qualche punta di sparagio, del sedano

e un po' di carota. Disponete dunque sul fondo di una zuppiera i

mostacciuoli o crostini infarciti appena li avrete fritti, e versatevi

sopra il suddetto brodo con tutti gli erbaggi descritti, servendo

subito in tavola con buon formaggio.

=92. Zuppa di spinaci.= Formate un battuto di poca cipolla, prezzemolo,

carota e funghi, trinciando il tutto minutamente, aggiungetevi alcuni

pinocchi che avrete prima pestati bene e ridotti in pasta in un

mortaio: ponete tutto questo in una casseruola con un pezzo di burro,

e quando avrà soffritto alquanto, unitevi sei mazzi di spinaci, già

bolliti in pentola, senza acqua, bene spremuti e trinciati, e fate

cuocere per cinque minuti. Aggiungete allora del sugo di manzo,

lasciate bollire un altro poco e finalmente versatevi del brodo in

quantità.

Intanto avrete messi in una zuppiera tre rossi d'uova ben sbattuti,

un bicchiere di latte, ed alquanto formaggio parmigiano grattato;

gettatevi il pane necessario, tagliato prima a mostacciuoli, indi

fritto con burro in padella, ravvoltolatevelo bene rimestando con

un cucchiaio, e versatevi sopra il suddetto brodo con gli altri

ingredienti. Servirete allora in tavola.

=93. Minestra verde.= Prendete quattro cavoli cappuccini o lombardi,

quattro cavoli rapa, un sedano ed una carota: mondate i cavoli delle

loro foglie guaste o troppo dure, tagliateli in pezzi insieme al sedano

e alla carota, e date al tutto una mezza cottura in una pentola con

acqua e sale. Ritirate quindi questi erbaggi, fateli bene sgocciolare

e riponeteli al fuoco in una pentola ove già bolle dell'ottimo brodo

con sugo (num. 26), aggiungendovi inoltre due ettogrammi di piselli

freschi, due ettogrammi di fave, pur fresche e piccole, 60 grammi

di carne salata tagliata minutissimamente. Dopo alcuni minuti di

ebollizione gettate nella stessa pentola quattro carciofi tagliati a

fette e due cucchiaiate di formaggio parmigiano grattato, e lasciate

bollire un'altra mezz'ora. Preparate poscia alcune fette di pane

tagliate a quadrelletti e abbrustolite, ponetele in una zuppiera e

versatevi il suddetto brodo con tutto ciò che vi avete aggiunto, indi

servite in tavola.

=94. Minestra di zucche con trippa.= Prendete un chilogramma di

zucche secche, allargatele e tagliatele a striscie della lunghezza

di 12 o 14 centimetri; mettetele a bagno nell'acqua fresca, ove le

agiterete alquanto. Ponetele poscia in pentola ad acqua bollente: e

dopo un quarto d'ora di cottura ritiratele, fatele bene sgocciolare,

indi spremetele dentro una salvietta e riponetele in un buon brodo,

aggiungendovi tre ettogrammi di pasta di salsiccia, mezzo chilogrammo

di trippa nel così detto _centopelle_, sottilmente tagliata, 25

grammi di funghi secchi, un sedano tagliato a pezzetti, sei piccoli

cardi tagliati pure a pezzetti e scottati a parte, sei cucchiaiate

di formaggio parmigiano grattato e un po' di sugo. Fate cuocere per

un'ora, rimestando di quando in quando, e servite in tavola dentro una

zuppiera.

=95. Minestra a palle dorate.= Lessate un chilogramma di patate con

sufficiente dose di sale, sbucciatele, pestatele assai bene in un

mortaio finchè le avrete ridotte come una pasta, ed unitevi 75 grammi

di burro, un cucchiaio di farina, del formaggio parmigiano grattato,

e sei rossi d'uovo; rimestate ben bene il tutto onde farlo bene

assimilare, e con questa pasta formate tante palle della grossezza di

una nocciuola che friggerete in una padella con olio.

Fatele poi prosciugare alquanto tenendole su carta sugante, e

finalmente mettete in una zuppiera e versatevi sopra del buon brodo con

sugo, onde poi servirle con formaggio parmigiano.

=96. Minestra di pan grattato.= Grattate del pan biscotto o galletta,

e fatelo leggermente abbrustolire distendendolo sopra una lamiera

di ferro che porrete sopra il fornello, e rimuovendo spesso con un

mestolo. Sia però vostra cura di non farlo abbruciare. Intanto avrete

messo in una pentola dell'ottimo brodo, e quando questo alzerà il

bollore vi getterete il suddetto pane grattato, avvertendo di togliere

quasi subito dopo la pentola dal fuoco, ossia appena avrete una volta

rimestato con un mestolo. Versatelo così in una zuppiera e servitelo in

tavola con buon formaggio parmigiano.

=97. Minestra d'orzo.= Prendete un ettogramma d'orzo di Germania,

lavatelo diligentemente e ponetelo a cuocere con sufficiente quantità

d'acqua, insieme a 4 ettogrammi di vitella e sale necessario.

L'orzo sarà cotto abbastanza quando si presenterà quasi tutto

sbucciato all'intorno o che facilmente si disfarà fra le dita il

che ordinariamente si ottiene nel tempo necessario alla cottura del

vitello.

Questa minestra è tonica e rinfrescante, e mirabilmente si confà agli

stomachi delle persone nervose e dei fanciulli. Si fa uso di questa

minestra anche in pranzi ordinari di famiglia, massime nelle più calde

giornate di estate, aumentandone le dosi in proporzione del numero di

persone per cui essa deve servire.

La carne di vitella che si cuoce insieme all'orzo può servirsi col

lesso, od anche si può adoperare in qualche battuto da far ripieno.

=98. Semolino.= Fate bollire il brodo in una pentola e gettatevi

il semolino a poco a poco onde non si formino grumi; al quale uopo

avrete anche l'avvertenza di rimestare continuamente con un mestolo,

lasciatelo cuocere alcuni minuti, finchè la grana abbia perduto la sua

durezza, e servitelo piuttosto liquido.

Se ne fa uso per le persone ammalate e che pure hanno bisogno di

qualche nutrimento, pei convalescenti, ed anche, ma raramente, per

minestra.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 17 / 45 题