PER LA CONSERVAZIONE DELLE SOSTANZE ALIMENTARI

=1. Disseccazione delle piante e dei legumi.= In generale tutti

gli erbaggi dell'orto che voglionsi conservare col mezzo della

disseccazione, si devono raccogliere freschi e ben maturi. Le piante

e le radici succose devono essere scottate, immergendole nell'acqua

bollente per qualche minuto; poi si passano nell'acqua fresca, si

ritirano, si fanno scolare, e finalmente si lasciano seccare sia

esponendole al sole sia ponendole in un forno non troppo caldo.

Le piante aromatiche, come il basilico, la salvia, il pepolino, la

menta, il rosmarino, ecc., si fanno seccare al sole disponendole sopra

appositi graticci, dopo averle mondate secondo la loro specie. Allorchè

poi l'erba è disseccata, la si tiene esposta all'aria in luogo fresco

e ventilato, e prima di servirsene pei bisogni della cucina la si fa

rinvenire nell'acqua tiepida.

=2. Conservazione del basilico.= Per aver disponibile anche

nell'inverno questa pianticella aromatica, tanto in uso nella cucina

genovese, come vedremo in appresso, per il condimento delle minestre

di magro, dovete procurarvene nella state quella quantità che credete

necessaria ai vostri bisogni, staccarne le foglie gettando via i gambi,

e lavarle in acqua fresca a fine di toglierne la terra che vi può

essere aderente, e dopo averle bene asciugate con una salvietta, porle

in un vaso o alberello, e coprirle con olio d'oliva. Fatto ciò chiudete

ermeticamente il recipiente, sia col proprio tappo smerigliato, se ne

è provvisto, sia con un turacciolo di sughero, sia in fine, in mancanza

di meglio, con una pergamena legata con spago in giro. Così conservato,

il basilico mantiene tutte le sue qualità aromatiche, e quando avrete

a farne uso, nulla lo farà distinguere da quello fresco.

=3. Funghi secchi.= Prendete funghi morecci, detti anche funghi

porcini, che sceglierete dei più belli; raschiatene bene con un

coltello i gambi per togliere loro tutta la terra senza intaccarne

possibilmente la pellicola; affettate indi separatamente i gambi stessi

per lo lungo, e le loro cappelle traversalmente, procurando che le

fette non siano più grosse dello spessore di uno scudo da cinque lire;

distendete sopra graticci i vostri funghi così preparati, ed esponeteli

al sole finchè siano completamente seccati; dopo di che li conserverete

in sacchetti di carta, che manterrete in luogo asciutto, acciò non

si ammuffiscano. Alcuni usano seccare i funghi al calore del fuoco,

infilandoli con refe, dopo averli affettati come abbiamo detto sopra,

e poi esponendoli in prossimità del camino.

Quando vuolsi far uso di questi funghi, se ne prende la quantità

necessaria, e si lasciano ammollire per pochi minuti nell'acqua

tiepida.

=4. Funghi in salamoja.= Prendete funghi morecci, o porcini, sani e

giovani; nettateli bene dalla terra stropicciandoli con una salvietta;

intanto mettete al fuoco una pignatta con acqua ed aceto (due terzi

dell'una ed un terzo dell'altro), a cui aggiungerete un poco di sale,

e quando bolle mettetevi dentro i funghi; dopo un bollore ritirateli e

fateli sgocciolare. Collocate allora i vostri funghi entro un alberello

adattato, disponendoveli a suoli ben compatti e quando li avrete così

tutti disposti, versatevi sopra una salamoja di 300 grammi di sale in

un litro d'acqua, che avrete fatto bollire a parte e poi freddare. Ciò

fatto, porrete sui funghi una lastra di lavagna od un testo, su cui

collocherete un peso di pietra a fine di tenere i funghi compressi, e

finalmente coprite l'alberello.

In questa guisa conserverete i vostri funghi anche per un anno, nè

datevi pensiero se l'acqua che sornuota si farà nera ed anche d'ingrato

odore: quest'acqua è quella che li mantiene.

Quando vorrete servirvene, togliete dal recipiente la quantità di

funghi che vi abbisogna, lavateli in due acque molto calde, tenendoli

nella seconda almeno 10 minuti; poi cambiate questa acqua con altra

fredda, nella quale lascierete i funghi per 3 o 4 ore, e finalmente

passateli in un'ultima acqua fresca lasciandoveli un'altr'ora, dopo di

che li farete sgocciolare, per poi friggerli in pezzi infarinandoli e

immergendoli in uova sbattute.

=5. Funghi sott'olio.= Scegliete dei funghi morecci giovani e molto

piccoli, nettateli bene dalla terra servendovi all'uopo di una

salvietta; lavateli e fate loro sgocciolare tutta l'acqua, indi

metteteli in una caldaia con aceto o vino bianco in quantità da

ricoprirneli, e sale in ragione di 120 grammi per ogni litro di liquido

adoperato; lasciate così bollire i vostri funghi per circa 20 minuti,

aggiungete poi un poco di noce moscata pestata, 25 grammi di pepe in

grani, 12 grammi di cannella in pezzi, alcuni garofani, quattro spicchi

d'aglio, qualche ramoscello di rosmarino, e due foglie d'alloro, e

lasciateli bollire ancora per altri 10 minuti; ritirateli poscia dal

fuoco, togliete l'aglio, il rosmarino e l'alloro; chiudete i funghi in

un sacchetto di tela a fine di spremerne con facilità (senza romperli o

schiacciarli) l'umido che contengono, poscia poneteli negli alberelli,

nei quali avrete accomodato all'intorno alcune foglie di alloro,

ed a strato per strato spargetevi sopra pezzi di cannella e di noce

moscata, e finalmente versatevi sopra tant'olio da rimanerne i funghi

intieramente coperti. Indi chiudete bene i vasi e serbateli in luogo

fresco.

=6. Funghi uovoli sott'olio.= Prendete quattro chilogrammi di uovoli

piccoli e sani, mondateli bene lasciandovi un poco del loro involucro

bianco, e ponendoli in una caldaia con mezzo litro di vino bianco

che non sia dolce ed altrettanto aceto buono, e sale a sufficienza,

fateli così bollire per 15 o 20 minuti, indi aggiungetevi un piccolo

bicchiere d'olio fino, altrettanto vino di Marsala, alcuni garofani,

mezza noce moscata pestata, un po' di cannella, 25 grammi di pepe in

grani e due foglie d'alloro, lasciateli cuocere ancora per circa 10

minuti, ritirateli poscia dal fuoco e lasciateli raffreddare. Il giorno

appresso accomodateli negli alberelli cogli ingredienti suddetti, e

ricopriteli di olio; dopo ciò chiudete i vasi e serbateli pel bisogno.

=7. Funghi all'aceto.= Prendete dei funghi morecci giovani e sani;

nettateli dalla terra, lavateli in acqua fresca e fateli poscia

sgocciolare; indi poneteli in una caldaia sul fuoco, ricopriteli di

aceto bianco, e per ogni litro di questo aggiungerete 120 grammi di

sale, lasciate così bollire i funghi per circa 20 minuti, dopo di

che aggiungete una mezza noce moscata pestata, 25 grammi di pepe in

grani, 12 grammi di cannella in pezzi, otto o dieci garofani, quattro

spicchi d'aglio, due ramoscelli di rosmarino e qualche foglia d'alloro,

fate cuocere per altri 10 o 15 minuti, ritirate indi la caldaia dal

fuoco, e, toltone l'aglio, il rosmarino e l'alloro versate i funghi

in un pannolino a fine di farne scolare tutto l'aceto di cui vi siete

serviti per farli cuocere, lasciando all'uopo bene stretto e sospeso

il tutto per alcune ore. Fatto ciò non vi resta che a riporre i funghi

in apposito alberello, accomodandoveli a strati, ed a versarvi indi

sopra tanto aceto nuovo da ricoprirneli. Così preparati e chiusi gli

alberelli, sarà vostra cura serbarli in luogo fresco, e di cambiare

l'aceto qualora possiate accorgervi che il vecchio incominci ad

ammuffire.

=8. Funghi uovoli nell'aceto.= Provvedetevi di quattro chilogrammi di

uovoli piccoli e sani, mondateli bene lasciandovi aderente poco del

loro involucro bianco, e metteteli in una caldaia con un litro di buon

aceto bianco e sale in quantità proporzionata; lasciateli cuocere per

circa 20 minuti, poscia aggiungetevi alcuni garofani, noce moscata, un

po' di cannella, 25 grammi di pepe in grani e due foglie di alloro,

lasciandoli bollire per altri 10 minuti; dopo di che ritirateli

dal fuoco, fateli bene sgocciolare premendoli dentro un pannolino,

riponeteli in appresso negli alberelli ricoprendoli con nuovo aceto e

nuovi aromi, e turate finalmente i recipienti.

=9. Conservazione dei tartufi.= I tartufi che si vogliono conservare

per alcun tempo debbono essere scelti fra i più sani ed asciutti. —

Provvedetevi di una cassetta di legno con coperchio, e di sufficiente

quantità di sabbia di fiume o di mare finissima e ben secca. Cominciate

col fare uno strato di sabbia dello spessore di tre o quattro

centimetri sul fondo della suddetta cassa, disponete sopra questo primo

strato di sabbia tanti tartufi quanti ve ne possono stare, mantenendoli

però discosti gli uni dagli altri affinchè non si tocchino fra di loro,

indi copriteli con un altro strato di sabbia, e sopra questo disponete

altri tartufi, continuando così sino a che abbiate riempita totalmente

la cassa, avvertendo di terminare l'operazione con uno strato di

sabbia, e ponendo cura costantemente a che i tartufi non si tocchino

in nessun modo fra loro. Da ultimo chiudete con chiodi il coperchio,

e turate con gesso da presa tutte le connessure del legno in guisa che

l'aria non possa da nessuna parte penetrare nella cassa, la quale così

preparata e disposta collocherete in luogo fresco ed asciutto.

In tal maniera potete conservare per 3 o 4 mesi i tartufi bianchi del

Piemonte, e per maggior tempo quelli neri di Norcia.

=10. Peperoni in aceto.= Prendete la quantità di peperoni verdi che

volete preparare per il vostro uso, asciugateli bene ad uno ad uno

con una salvietta e poneteli esposti ad una bella giornata di sole

distesi su d'una tavola; dopo ciò mettete i peperoni negli alberelli,

ricopriteli di aceto buono, e dopo tre o quattro giorni colate questo

primo aceto per sostituirvene del nuovo.

Potrete aggiungervi anche alcune cipolline intiere. Se dovrete servirvi

presto dei peperoni così conciati, sarà meglio che prima di versarvi

sopra l'aceto, facciate bollir questo in una caldaia per versarlo poi

caldo sui peperoni, avvertendo però in questo caso di non turare gli

alberelli se non dopo che l'aceto siasi intieramente raffreddato.

=11. Citriuoli in aceto.= Sceglietene dei piccolissimi, nettateli

ed asciugateli bene ad uno ad uno con una salvietta, indi salateli

ed avvolgeteli in una tela, lasciandoli così per 24 ore. Dopo ciò

poneteli negli alberelli che avete destinati all'uopo e versatevi

sopra dell'aceto bollente in quantità sufficiente da ricoprirli. Il

giorno appresso i citriuoli avranno preso un color giallo; allora

colate l'aceto, lasciando i citriuoli all'asciutto, ponetelo nuovamente

in una caldaia a parte, e quando incomincia a bollire, aggiungetevi

i citriuoli i quali tosto riprendono il loro color verde; lasciate

bollire ancora per due o tre minuti, ritirate i citriuoli, riponeteli

negli alberelli, e versatevi sopra del nuovo aceto freddo, aggiungendo

alcune cipolline, serpentaria e qualche spicchio d'aglio. Turate

finalmente i recipienti e serbate per l'uso. Dopo 8 giorni questi

citriuoli si possono mangiare.

=12. Fagiuoletti conciati.= Scegliete dei fagiolini ancor verdi col

loro baccello, detti comunemente fagiolini in erba, fateli bollire per

alcuni minuti nell'aceto con alquanto sale, pepe in grani, garofani

e noce moscata; indi ritirateli, fateli sgocciolare, poneteli negli

alberelli con alcune droghe, come cannella, macis, garofani, ecc. e

ricopriteli d'olio. Ciò fatto, chiudete i recipienti e serbateli in un

luogo fresco.

Preparansi i fagiuoletti anche all'aceto, procedendo in tutto come

abbiam detto per i citriuoli. (num. 11).

=13. Melanzane conciate.= Sceglietene delle più piccole, togliete loro

l'involucro o calice lasciandovi però il picciuolo, e fatele alquanto

cuocere in aceto con molto sale; a mezza cottura aggiungetevi una

noce moscata pestata, garofani e pepe in grani, ponetele indi in un

sacchetto per farle bene sgocciolare, mettetele poi nell'alberello

con cannella e garofani, ricopritele d'olio e chiudete il vaso, che

serberete in luogo fresco.

=14. Rape nell'aceto.= Abbiate cura di scegliere delle rape

piccolissime e giovani; date loro un taglio in croce, e fatele cuocere

un poco in aceto con alquanto sale, indi lasciatele sgocciolare bene;

ponetele in un alberello e copritele bene d'aceto, che rinnoverete dopo

due o tre giorni.

=15. Cipolline nell'aceto.= Scegliete cipolline piccole e bianche;

mondatele del primo involucro e versatevi sopra dell'aceto bollente

abbastanza per ricoprirle. Lasciatele freddare, avvertendo di non

chiudere il vaso, e il giorno appresso, colate tutto l'aceto, unite

alle cipolle del sale, pepe in grani, cannella in pezzi ed erba

serpentaria, colmate l'alberello con nuovo aceto freddo, e riponetelo

in un luogo fresco.

=16. Conserva di pomidoro.= Tagliate nel mezzo i pomidoro, fateli

bollire in una pentola o caldaia senz'acqua con un po' di sedano e

carota; indi passateli per lo staccio, e mettetene il risultato in un

sacchetto di tela, a fine di far colare la parte acquosa, durante 10 o

12 ore, indi mettete nuovamente in una casseruola la polpa residuante

del pomidoro unitamente a giusta dose di sale e alquanto olio, e fate

bollire il tutto, avvertendo di rimestare bene con un mestolo. Quando

la conserva si sarà condensata alquanto, ritiratela dal fuoco, ponetela

negli alberelli, lasciandovela freddare, e finalmente copritela d'olio.

Gli alberelli poi così preparati dovrete tapparli con pergamena e

tenerli in luogo fresco, affinchè la conserva si mantenga meglio.

=17. Pomidoro in salamoia.= Si possono conservare i pomidoro

per l'inverno mediante la semplice salamoia. Prendonsi pomidoro

perfettamente maturi, si collocano intieri e senza premerli entro

adatti alberelli, e vi si versa sopra la salamoia composta di 300

grammi di sale per ogni litro d'acqua, avvertendo che i pomidoro

rimangano totalmente immersi, al qual fine si sovrappone ad essi

una lastra di lavagna od uno scodellino che entri facilmente nel

recipiente, il quale devesi poscia tappare con pergamena e con un largo

turacciolo di sughero. Si avverta, nel preparare la salamoia, di farla

bollire e poi freddare prima di versarla sui pomidoro.

=18. Acciughe e Sardelle in salamoia.= Prendete le acciughe o sardelle

che volete salare, togliete loro la testa e le interiora, senza

lavarle; preso poscia un alberello od un bariletto, a vostro piacere,

copritene il fondo con uno strato di sale marino, disponete sovr'esso

uno strato d'acciughe o sardelle, le une accosto alle altre colla parte

grossa verso la periferia del recipiente e la coda verso il centro a

guisa d'una ruota a fitti raggi: indi spargetevi sopra dell'altro sale,

e continuate la stessa operazione sino all'ultimo, alternando sempre

il sale ad ogni strato di pesce. Quando avrete empito intieramente il

recipiente, versatevi sopra alquanta salamoia, composta di 300 grammi

di sale per ogni litro d'acqua che avrete preventivamente fatta bollire

e poi freddare e finalmente copritele con una lavagna che entri nel

recipiente e sopraponetevi un peso. Dopo un mese rinnovate la salamoia.

=19. Pesci marinati.= Le boghe, gli sgomberi, le acciughe, le sardelle,

le anguille di mare e di fiume, gli zerri, i naselli, sono i pesci che

per lo più si usano marinare. Ecco la maniera di procedere. Prendete

i pesci che avete prescelto per marinarli; friggeteli in padella

con olio, indi poneteli sur una carta sugante per farli alquanto

prosciugare, e poi adagiateli in un recipiente adatto a suolo per

suolo, spolverizzandoli di sale. Fate intanto soffriggere a parte in

una casseruola con olio, dell'aglio trinciato e del rosmarino, a cui

aggiungerete poscia tanto aceto che basti, lasciando bollire il tutto.

Raffreddata che sarà questa concia, versatela nel recipiente in cui

avete accomodati i pesci, ricoprendone questi totalmente, chiudete il

recipiente e serbate pei bisogni. Così marinato, potrete mangiare il

pesce anche dopo 7 o 8 ore.

=20. Tonno sott'olio.= Prendete del tonno fresco, tagliatelo a pezzi e

fatelo bollire per mezz'ora nell'acqua con molto sale, indi lasciatelo

sgocciolare bene, in modo che abbandoni tutta l'acqua di cui si era

imbevuto cuocendo, dopo di che accomodatelo a strati entro un piccolo

barile od in un vaso di terra, o di latta, e ricopritelo di olio.

Finalmente chiudete il recipiente e serbatelo in luogo fresco.

=21. Conservazione delle uova.= Prendete la quantità di uova che volete

conservare, osservando che siano ben fresche; ponetele in una salvietta

che unirete e legherete ai quattro angoli, e così preparate immergetele

in una caldaia d'acqua bollente, operando con delicatezza affinchè le

uova non s'abbiano a rompere. Dopo che avranno bollito un minuto (che

osserverete coll'orologio alla mano), ritirate le uova, toglietele

dalla salvietta, avendole prima fatte sgocciolare, e, dopo asciugate

e freddate, riponetele in luogo fresco ed asciutto, chiuse in vasi di

vetro o d'altra materia. Mediante questa leggiera cottura i pori del

guscio rimangono otturati da uno strato di albumina che il calore ha

coagulato internamente, e così viene impedita l'influenza dell'aria e

l'evaporazione. Queste uova possono conservarsi per parecchi mesi, e

rimangono buone a tutti gli usi della cucina.

=22. Brodo in tavolette.= Mettete al fuoco una caldaia con 15 litri

d'acqua, 2 chilogr. di manzo nella coscia, 3 chilogr. di zampe di

vitella, due galline vecchie spezzate, una grossa cipolla abbrustolita

sulla brage ed un poco di sedano, senza sale.

Fate bollire a fuoco lento, per circa sei ore, schiumando bene il

brodo, e passate per pannolino spremendo fortemente affinchè le

carni lascino tutto il loro sugo: lasciate poscia raffreddare il

liquido, onde toglierne tutta la materia grassa che si rappiglia alla

superficie; rimettetelo al fuoco con alquanto sale, e fatelo nuovamente

bollire sintanto che sia ridotto alla consistenza di un denso sciroppo,

avvertendo di mano in mano che si consuma, di cambiare la casseruola

con una più piccola, a fine di poterlo continuamente rimestare con una

spatola di legno, onde non prenda odore di bruciaticcio. Allorchè il

brodo continuando a consumarsi avrà preso un color rossiccio chiaro

e sarà divenuto molto denso, versatelo in piccole forme di latta

quadrilunghe, unte prima con olio fino, ovvero su d'una tavola di marmo

levigata egualmente unta con olio, e lasciate raffreddare. Dopo di

ciò levatelo dalle forme, e tagliatelo in pezzi quadrati se lo avete

versato sul marmo; fate seccare le tavolette così ottenute ponendole

su di una rete in filo di ferro in luogo caldo ed asciutto; involtatele

poscia ad una ad una in fogli di carta unti con olio fino, e riponetele

finalmente in vasi di vetro ben chiusi quando siano perfettamente

seccate e si rompano facilmente come la colla. In tal modo possono

conservarsi lunghissimo tempo, purchè si tengano chiusi ermeticamente

nei vasi. Per servirsene non si ha che a farle disciogliere nell'acqua

caldissima, la quale per tal modo si converte in eccellente brodo.

Colle dosi da noi stabilite in questa ricetta, si ottiene circa 60

tazze di brodo.

La vera cuciniera genovese facile ed economica, ossia maniera di preparare e cuocere ogni sorta di vivande all'usanza di Genova · 第 10 / 45 题