I consigli dell'amico.

L'avvocato Olivieri si ferma a Bergamo soltanto fra una corsa e l'altra

e si mette subito d'accordo coll'arrendevole marito della signora Canzi,

col quale, del resto, s'era già inteso prima per lettera. L'avvocato

sborsa un migliaio di lirette tutto compreso, a nome del suo cliente, il

cavalier Francesco Roero: cinquecento, per il ritiro della cambiale, un

altro centinaio di lire per i due o tre mesi arretrati di pensione; il

resto, come si esprime poeticamente il maestro Canzi, «a titolo di

sovvenir».

E patti chiari, espressi anche ben chiaramente nella lettera di

ricevuta: i coniugi Canzi, si ritengono, colle mille lire, pienamente

soddisfatti. Non hanno, nè avranno più niente da dire, nè da pretendere

rapporto alla bambina del povero signor Savoldi.

Il maestro, prima di separarsi, fornisce anche gentilmente tutte le

informazioni e le notizie, che può dare intorno a Lulù.

-- La piccina è nata a New-York; è stata regolarmente riconosciuta dal

Savoldi; ha nome Elena-Maria. La madre, ignota. Una...

Il pudibondo maestro si ferma e lascia indovinare il resto con un

sospiro; quindi prosegue mal celando il proprio disgusto:

-- Quando la mia Carlotta, nell'assumere la grave responsabilità

dell'allevamento e dell'istruzione della neonata, volle prima chieder

conto, naturalmente, anche della madre, l'Americano rispose,

scandalizzandomi, con una delle sue più ciniche risate: «Lulù, non ha

nessuna madre. L'ho fatta far io di commissione, a prezzi ridotti, alla

fabbrica dei bebè Jumeau!...» Era un povero giovine disorientato e

stonato!... Non il sentimento della famiglia; nessun rispetto alla

società, alle istituzioni; non un principio, almeno, di un culto o di

una religione qualsiasi, magari la turca! Niente! Il pandemonio!

Soltanto gridare, contradire, distruggere, vituperare! E nessunissima

educazione! Io ripetevo sempre, alla mia Carlotta, appunto per tenerla

in guardia: costui non lasciartelo entrare in camera così facilmente;

non è un gentiluomo, è un soqquadro.

Ritornato a Milano, dopo aver riferito al Roero l'esito del colloquio e

le informazioni avute, l'Olivieri, onde meglio rassicurarlo, gli

promette di scrivere al console italiano a New-York per identificare lo

stato civile con l'età precisa della piccola Elena-Maria Savoldi.

-- Così avrai già provveduto e sarai in regola anche per tutti i casi

avvenire, che possano succedere.

-- Sai, -- esclama il Roero, dopo aver stretta la mano e ringraziato

l'amico, -- sai che adesso Lulù comincia a non far più capricci e a esser

buona con Giovanni e anche con la Luisa?

La Luisa è una bella ragazzotta, una nipote di Giovanni, che il Roero ha

preso provvisoriamente per bambinaia.

-- Oggi, per la prima volta, Lulù mi ha visto uscire e non ha fatto

tragedie.

-- Me ne congratulo! -- L'avvocato ride allegramente.

I capricci, le scene, le lacrime, il buono o il cattivo umore della

bambina hanno ormai una grande importanza per il quieto vivere del

Roero. In pochi giorni ella ha finito per entrare, spadroneggiando,

nella sua vita, per riempire tutta la sua casa. Lo fa diventar matto; è

un vero tormento, una disperazione certe volte, ma lo diverte anche,

assai!

Adesso Lulù s'è abituata, dorme in camera con la Luisa; ma la mattina,

appena il Roero suona per il caffè, gli portano la bimba in camiciolina

sul letto, e ormai egli deve rinunciare all'ultimo pisolo e alla lettura

della _Lombardia_ e della _Perseveranza_ per lasciarsi spettinare e

pettinare e arricciare i baffi da Lulù. E tutte le mattine,

immancabilmente, si ripete il solito giuoco: egli deve prendere _Titi_

con sè, nel suo letto, sullo stesso guanciale, chiuder subito gli occhi,

e finchè Lulù comanda, deve fingere di dormire profondamente accanto a

_Titi_.

-- Sonno... _Titi._

-- Sì, _Titi_ ha sonno.

-- Buona... _Titi?_

-- Buonissima!

Poi, quando il Roero è nel suo studio a lavorare, Lulù mette su casa

sotto la scrivania; vi apre il salotto e la sala da pranzo e fa grandi

ricevimenti e grandi inviti a _Titi_.

-- E il papà? -- Domanda l'avvocato al Roero. -- Comincia ad essere

dimenticato?

-- No! No! Ma oramai l'ho persuasa che è in viaggio, un gran viaggio,

lontano, lontano! Tornerà.... dopodomani. Dopodomani per Lulù è il

futuro indefinito. Quando poi fa i capricci e ricomincia ancora col «mio

papà, voglio il mio papà», la fo star zitta minacciandola di condurla ad

aspettare il suo papà dalla signora Carlotta. Allora -- vedessi! --

aggrotta le ciglia, mi pianta tanto di muso, ma non fiata più.

-- Povera piccina!

La Signorina: Romanzo · 第 19 / 50 题