*Grido d'Ambascia.*
Sperar! Sperare ancora? E che giovommi
Stancare, logorar le mie pupille,
La tua luce cercando? Che mi valse,
Le notti, i dì, scrutar le tue parole,
Nei libri tuoi, nel ciel, nell'universo?
Che la vita incolpabile? Che valse
Di te, di te lo spirto sitibondo,
Adorarti, cercarti, e le mie carni
Macerar nei digiuni e nei flagelli?
A te, per tante etadi, supplichevole
Prostendere le mani? -- E tu, silente...
E ricadevan sempre le preghiere
Ai piedi miei, qual foglie inaridite
Che disperdono i venti. Te cercai
Nella gloria e splendor dell'universo,
E tu, nel manto di tue glorie avvolto,
Impassibile, muto. All'uom mi volsi;
Che mi diè l'uomo? Secoli d'ambascie,
Cruenti orgogli, errori, odio e delitti.
La terra, il cielo, sono immersi ancora
Nell'antico caosse. Atro l'abisso
All'abisso risponde, -- il nulla al nulla:
A me Calvario è il mondo. Sulla croce,
Come olocausto eterno, io son confitto;
Da mille etàdi, flagellato, io clamo
Invocando giustizia... E che risponde
La terra e il ciel? M'irridono le genti,
E la giustizia han qui con me sepolta.
«Perchè, per chi tu t'immolasti, o Cristo?»