III.

*Grido d'Ambascia.*

Sperar! Sperare ancora? E che giovommi

Stancare, logorar le mie pupille,

La tua luce cercando? Che mi valse,

Le notti, i dì, scrutar le tue parole,

Nei libri tuoi, nel ciel, nell'universo?

Che la vita incolpabile? Che valse

Di te, di te lo spirto sitibondo,

Adorarti, cercarti, e le mie carni

Macerar nei digiuni e nei flagelli?

A te, per tante etadi, supplichevole

Prostendere le mani? -- E tu, silente...

E ricadevan sempre le preghiere

Ai piedi miei, qual foglie inaridite

Che disperdono i venti. Te cercai

Nella gloria e splendor dell'universo,

E tu, nel manto di tue glorie avvolto,

Impassibile, muto. All'uom mi volsi;

Che mi diè l'uomo? Secoli d'ambascie,

Cruenti orgogli, errori, odio e delitti.

La terra, il cielo, sono immersi ancora

Nell'antico caosse. Atro l'abisso

All'abisso risponde, -- il nulla al nulla:

A me Calvario è il mondo. Sulla croce,

Come olocausto eterno, io son confitto;

Da mille etàdi, flagellato, io clamo

Invocando giustizia... E che risponde

La terra e il ciel? M'irridono le genti,

E la giustizia han qui con me sepolta.

«Perchè, per chi tu t'immolasti, o Cristo?»

Ahasvero nell'Isola del Diavolo: versi preceduti da uno studio su l'Ebraismo e la rivoluzione francese · 第 26 / 30 题