Uno spirito innovatore e luminoso aleggia, sovrasta sopra l'umanità e la
guida a meta indeclinabile. Le barriere cadono, e tutto tende a
compenetrarsi, a comprendersi, armonizzarsi, conformandosi col gran
tutto. La materia segue la legge dello spirito e dell'intelletto, il
quale lo domina e guida; le energie materiali l'immedesimano collo
spirito. All'unità scientifica dovrà seguire, compenetrandosi assieme,
l'unità sociale.
Tutto procede verso la unificazione, nel dominio ideale, come negli
ordinamenti sociali, preparando e promuovendo pure una certa equivalenza
ed unità di condizioni, la quale possa assicurare a tutti, per mezzo del
diritto comune, il massimo del benessere compatibile colle condizioni
umane. In tal modo, per vie diverse, si va formando la unità morale,
economica, giuridica, sorgente inesauribile di verità, di giustizia, di
forza e pacificazione.
Di questa unificazione negli ordini materiali e nel lavoro, si solleverà
in breve, simbolo vivente, la Esposizione di Parigi, nel 1900.
Essa deve inaugurare il secolo ventesimo e celebrare il Centenario della
grande Rivoluzione. Però sinora la Mostra non accenna a rappresentare se
non che il lato industriale, economico, materiale. Per celebrare
degnamente l'evento mondiale e storico, che aprì il secolo decimonono,
dovrebbe in certo modo completarsi col concetto morale e sociale, il
solo veramente fecondo e duraturo.
La Esposizione di Chicago offrì ai popoli uno spettacolo veramente
meraviglioso dei progressi ottenuti durante questo secolo, nelle
industrie, nelle meccaniche, nelle arti, nel dominio dell'uomo sulla
materia.
Ora di cotesto sfoggio d'industrie, di manufatti, di tesori d'arte e di
gemme, che cosa rimane ancora? Il monumento grandioso per scienza
architettonica, per arti, lusso, per la mole immane, cadde demolito,
distrutto, le merci, le ricchezze andarono disperse. Pure in questo
naufragio di tutta la parte materiale, sopranuota tuttavia un'idea, che
ne fu il coronamento, la parola vivente: il Congresso delle religioni.
Nello stesso modo, la parte che appellerei teatrale della Esposizione
francese, è destinata a sparire, come quella americana, se non che la
prima intende ora di rappresentare alcunchè di più che non una mostra
industriale ed un interesse materiali, questa è simbolo, testimonianza
d'un alto concetto politico, sociale e morale. È il centenario della
Rivoluzione, che aprì un'êra nuova nella vita dei popoli. Deve quindi,
non solo rappresentarla materialmente, sibbene continuarne, completarne
le idee, esserne come il coronamento. La Rivoluzione nel suo concetto
agitò, mercè i suoi precursori come in seguito nell'apostolato dei suoi
allievi, e continuatori, tutti i più grandi problemi che preoccuparono
l'umanità.
Alcuni di questi problemi, discussi a lungo, negli ordini politici,
economici, vanno semplificandosi e sono in via di sciogliersi; per altri
abbondano i materiali, ma, timidi, o scettici, pochi osano o curano
affrontarli apertamente.
Uno dei più poderosi, e che in sè riassume quasi una civiltà, e più
secoli, è il problema religioso, il quale è pur sempre, malgrado tutti
gli scettici e gl'indifferenti, il nodo del problema sociale.
Le religioni, che nel passato avrebbero dovuto rilegare, associare
insieme gli uomini, non fecero che dividere; furono un pomo di
discordia, anzi che anello d'unione, furono arma di guerre, anzi che
parola pacificatrice. Fu questa necessità dei tempi, delle condizioni
politiche e sociali, di fantasie e passioni umane. Per lo più, esse
furono larve, anzi che idee, simboli che coprivano, dissimulavano il
vero; le religioni, anzi che relegare, allentavano e spesso spezzavano i
vincoli sociali, tra famiglie e famiglie, popolo e popolo; si creavano
Chiese non Templi, sacerdozi, uffizianti per i diversi culti, non un
sacerdozio pel divino e per l'umanità.
Ora invano tentiamo sottrarci al problema religioso; esso s'impone, si
presenta del pari, in nome delle tradizioni, in forza dei bisogni, delle
aspirazioni e passioni umane, come della scienza: il Congresso delle
religioni fu il coronamento, l'idea, che perdura sopra le rovine della
Mostra di Chicago; esso si proponeva di sostituire alle religioni, la
ragione, ai culti moltipli contrapporre il culto del vero, del pensiero,
della scienza; alle religioni, alle sette, l'aspirazione umana, il
consenso religioso, morale di tutti, o quello che, diremo con parola
italica, l'intelletto d'amore. Queste idee sono pure in gran parte il
postulato, l'applicazione di dottrine e principi proclamati dai sommi
precursori della Rivoluzione, non solo in Francia, ma in Inghilterra, in
Germania, nella stessa Italia. Queste idee potrebbero presentarsi come
il _clou_ intellettuale e sociale della Esposizione e preparare
un'azione benefica, che potrà elevarsi e diffondersi in Europa, come la
vera e nobile _revanche_, la quale, senza spargimento di sangue umano,
nè guerre, varrà a ridonare ancora alla Francia il primato morale,
intellettuale e civile sopra i due mondi, e segnerebbe la più gloriosa e
umana delle _Gesta Dei per Francos_.