II. La città langobarda-franca.

§ 1. _Territorium._

Continuazione delle divisioni territoriali civili

romane e loro coincidenza con quelle

ecclesiastiche » 79-80

Eccezioni a questo sistema dovute non a

perturbamenti del tempo langobardo ma a

preesistenti pagi italiani » 81-83

§ 2. _Suburbium._

La legge di Carlo Magno » 84

Traccie e denominazione » 84-86

L'espressione »intra civitatem» usata nei

documenti medioevali per indicare il suburbio

e la legge dell'imperatore Costantino » 87-90

Estensione del suburbio diversa da regione a

regione ma sempre antichissima » 91-96

Condizione giuridica speciale dei suoi lavoratori

mantenutasi dal tempo romano » 97-104

§ 3. _Campanea._

Esistenza di un territorio strettamente

cittadino » 104

Sua differenziazione così dal suburbio come dal

comitato » 104-109

Sua natura giuridica » 109

§ 4. _Bona publica e arimannie._

Origine e natura delle terre arimanniche » 109-110

Esame e critica delle varie opinioni degli

scrittori a questo riguardo e specialmente

di quella del Checchini » 112-117

Le famose arimannie mantovane » 118-120

Il _publicum_ » 121-122

§ 5. _Il populus cittadino._

Sua costituzione resultante dall'unione dell'urbs

col suburbium e con la campanea » 122-123

Origine e natura di questa unione » 123-126

I famigerati »populi» di Paolo Diacono » 127-132

§ 6. _I suoi elementi: pars ecclesiae, pars publica, cives._

Notarius regis, notarius ecclesie e exceptor

civitatis » 132-134

I cives di Verona » 134-136

Continuazione dell'antico sistema italiano per il

quale alla riparazione delle mura e degli edifici

pubblici concorrono lo Stato, la Chiesa cittadina

e i cittadini » 136-142

Eccezione fatta a questo riguardo dalla c. d.

Legge romana udinese » 137-138

I cives di Cremona » 138-145

§ 7. _La Chiesa come istituzione cittadina. La pieve:

origine, elementi, sviluppo e modificazioni.

Origine della parrocchia a tipo moderno: le

chiese cardinali._

Numerosi elementi da cui risulta l'azione della

Chiesa e necessità di sceverarli ed esaminarli

partitamente » 145-146

Sistemi di propaganda » 147

Differenze fra gli ordines officiorum delle

varie chiese » 148-150

Origine, natura ed importanza di queste

differenze » 150-152

La pieve » 152-153

Sua sovrapposizione all'antico pago italiano » 153

Elementi di questo rintracciabili attraverso

la pieve cristiana.

Communia, vicanalia e interconciliaricia » 153-161

Munitio e magistri pagorum » 161-162

Feriae pagorum » 162-163

Sistema tenuto dalla Chiesa cattolica » 163-166

La pieve cittadina » 166-175

Inizio, sul finire del secolo ottavo, della

sua differenziazione dalla pieve rurale » 171

Allargamento del suo territorio. Decima

novalium e fondazione di nuove cappelle

estendentisi anche ultra suburbii fines » 171-174

Inizio di una speciale officiatura delle chiese

dei santi più venerati » 175-177

I decomani milanesi » 178-179

La chiesa di S. Ambrogio di Milano e il diploma

arcivescovile dell'anno 789 » 179-180

Altri privilegi concessi a questa chiesa

dall'arciv. Tadone nell'866 » 181-183

Chiese decumane, cardinali e sedali » 183-187

Le caratteristiche di queste chiese. La

parrocchia moderna » 188-189

Ordo laico e ordo ecclesiastico. Derivazione di

quest'ultimo dall'ordo civile del municipio

italiano » 189-190

Ordinarii e ordinarii cardinales » 190-194

Azione ed intervento dei laici nelle elezioni » 194-198

La consacrazione. — La consacrazione delle

chiese cardinali » 199

La mensurna divisio dei primi secoli » 199-200

Sua trasformazione da offerta volontaria in

collecta obbligatoria » 200-202

Origine della decima » 202

Decima franca e decima italiana » 202-206

Il rifacimento degli edifici del culto » 206-207

Le oblazioni: loro trasformazione da volontarie

in obbligatorie » 207-208

Condizione speciale, a questo riguardo, delle

chiese cardinali » 208-209

I beni della Chiesa » 209-213

Le chiese cardinali e l'origine del beneficio

ecclesiastico » 213-215

§ 8. _Il mercato cittadino._

Estensione » 216-220

Sistema di scambio » 220-221

Generi di scambio » 221-227

Ubicazione » 227-229

Azione ed importanza » 229-235

§ 9. _Il centro urbano e la sua natura giuridica._

Urbs, castrum e vicus » 235-237

Continuazione dell'antico sistema italiano per

il quale le maggiori facoltà erano

prerogativa esclusiva degli urbani » 237-244

Azione della città » 244-246

Azione del diritto pubblico germanico » 246-247

Pace romana e pace germanica. Civis romano e

urbanus medioevale » 247-249

§ 10. _L'assemblatorio cittadino._

Il communi consensu richiesto dalla legge

dell'anno 400 per l'alienazione dei beni

delle città » 249-250

Il conventus ante ecclesiam e l'Editto di

Rotari » 250-252

Continuazione dell'antica assemblea degli

urbani » 252-253

Il praeceptum dei Piacentini » 253-255

L'asamblatorium di Milano » 255

Asamblatorium, consulatus e origine del

Comune » 255-258

§ 11. _L'assemblea regionale longobarda._

Gli antichi anfiteatri romani e il termine

parlascium con cui sono indicati nei

documenti medioevali » 258-261

Traccie della coesistenza di due diverse

riunioni in epoca remota » 261-262

L'assemblea regionale langobarda » 262-263

Suo decadimento fino ad esser ridotta ad

esercitare una funzione quasi esclusivamente

giudiziaria » 263-265

Riforma di Carlo Magno. Lo scabinato » 265

Il placito » 265-266

§ 12. _Azione dell'uno e dell'altra nella costituzione della città._

Elezione degli scabini » 266-268

Loro competenza. Il consolato del placito » 268-270

Assemblatorio e placito » 270

La costituzione dell'Italia e quella degli

altri paesi » 271-274

§ 13. _Le divisioni territoriali interne della città._

Continuazione degli antichi quartieri

italiani » 274-275

Loro rapporti reciproci e con la città » 275-276

Costituzione interna » 277

Importanza » 277-278

Compagine della città » 278-280

_Conclusione._ » 281-310

La città italiana nell'alto Medio Evo: Il periodo langobardo-franco · 第 16 / 24 题