getto e al capo il cimiero
cingo: d'altri scandagli
migliori va il pensiero
forte in corsa, nel vero
l'intendere rivolgo
fermo alle cifre e svolgo
l'arcano avvolgimento.
O Sol, salve! Alla nuova
alba assurge la mente
che il cuor tempra e rinnova.
Altre Forme l'ardente
raggio incita al morente
crepuscolo, migliori
si rinfrancan l'ardori
al buon rinascimento:
e l'Animo del Mondo,
che languì nell'oscuro
Regno, s'avvia giocondo
alla meta e sicuro.
Or mai non m'impauro:
altre menti, altri cuori,
altri canti, altri fiori
sacri al rinnovamento.
MADONNA LIA.
Arcadelte, un feroce
turbamento m'occupa:
vacilla e si dirupa
la terra: senza voce
la gola gela e freme....
Amor.... un bacio.... estreme
parole queste.... A dio....
ARCADELTE.
O Santa, o Bella, o Pia!
Morta!
CORO DI FANCIULLE _(in un grido)_.
Madonna Lia!
UNA VOCE.
Arcadelte, è il Destino!
CORO DI GARZONI ED ARCADELTE.
Le dita al ribechino
spirano affrante. A dio!
CORO DI FANCIULLE.
A dio: la vivuola
spira la danza...: amore,
amor è morto al cuore,
che la notte s'invola.
LE VOCI DELL'ARIA.
Il preludio del giorno
andiam cantando, avanti
al Sol che fa ritorno,
per l'empireo osannanti.
O Sole, o bel Titano,
lussureggia già il grano
all'opere: l'arcano
mondo sparì, il Lavoro
regge e impera: o tesoro
dell'unica Poesia!
E, squillando armonia,
all'ombre sigilliamo
finalmente l'arresto.....
e avanti ancor, cantiamo.
IL PAZZO.
Così, solo, servivo
nè triste, nè giulivo,
ma all'A Venire io resto.
TELOS.
LA FANTASIMA.
--Sibylla ti theleis.
--Apothanein thelo.
Fermò il destrier nel selvaggio paese:
vuoto e tenebre e in alto unica e smorta
una stella a brillar.
Ei, ritto in sella, i sogni interminati
della Illusion vide cader nel nulla,
e non un eco dei suoi inni ispirati
intorno a sè, non risa di fanciulla.
Sbuffò il polledro e tintinnò l'arnese
e il suono vagolò come parola
via per il gran silenzio.
Egli l'augusta fronte alzò a pregare:
«O pia Donna, che siedi in tanta gloria
«come nell'atto di comunicare,
«la tua patera arcana, in cui trabocca
«dolce il vin come i baci,
«scendi ed appresta alla mia arsa bocca:
«il tuo sacro liquor è la Vittoria.
«Vedi? Fuman per te di sull'altare
«l'incensi e vigilan sempre le faci.»
Sbuffò il polledro ancor, nè pel deserto
voce umana a conforto. Or mai vaneggia
Speranza alli Ideali.
Si spense in ciel la stella: il Cavaliere
calò la buffa e disse: «E sia: avanti!
«Addio, gioie d'amor, addio, piacere
«feroce delle lotte e risuonanti
«scudi ed ardite imprese in sul cimiere.»
Il cavallo nitrì, volse la testa
come per dimandare ed il Barone:
«Che temi? Alla mia festa
«che mi sacrò dal nascere la Sorte,
«alla Consolazione
«vado, alla Morte!»
A
MIA MADRE.
THE FLOUR AND THE LEAF
CHAUCER.
LA BALLATA
DELLE DAME DEL FIORE.
Convien che il cuor s'allegri e si rinfranchi
e guardin l'occhi miti all'amatore:
convien che vinca la Gioia al Dolore,
però ch'è il tempo che dobbiamo amare.
Amore, amore è la dolce stagione
ch'augei rimena al nido e fiori al prato:
e brilla al sole il rosso gonfalone
del Maggio e giuoca all'alito odorato.
A noi sen' vien cantando il ben amato,
e, poi che è presso, dice: «In cortesia,
deh, lasciatevi amar, Madonna mia.»
Piega il ginocchio e trema all'aspettare.
LA BALLATA
DELLE DAME DELLA FOGLIA.
Convien che s'armi il cuor per l'a venire,
poi che non sempre splende gajo il sole;
non sempre il prato esprime le viole,
la fresca rosa e il gilio intatto e mite.
Cantando, ripensiam che breve è il giorno
e che rimena il vespero la sera:
sorgon le nubi e il gonfalone adorno
piega improvviso e cade alla bufera;
vediam lontano e in mezzo al ciel la Spera
che tutto accoglie nell'Eterno Amore;
ed esclamiamo: «Oh, quando al suo splendore
saran l'anime nostre redimite?»
A
ME STESSO.
LA PERORAZIONE.
_Das ist deine Welt? Das heisst eine Welt_?
_Faust_--GOETHE.
Queste Dame plebee e licenziose
diran: «Conviene che costui si vanti
di questo strano ingegno e portentose
imagini ricerchi e insulti canti
alle nostre beltà: sogliam le amene
ore del vespro passare sui letti,
poi che presti ed umili i giovinetti
cavallerescamente alle catene
delle nostre malie porgon le braccia:
sogliam tra i vini dell'Isole ed i giuochi
passar le notti, fin ch'urgano i fuochi
del Nascente che i Sogni incalzi a caccia:
e, le corone sulle fronti e risa
sulle labra, così gustar la vita,
che giovinezza or mai più non s'avvisa
d'intristir, tra le lagrime, romita.
Amor, questo è il Desio: questa è l'Azione:
e, scherzando gioconda la stagione
delle strane lascivie e delli ardori,
svolgiamo, intorno a Noi, l'incantagione.»
Questo diran le Dame. E Primavera,
spargendo grazie e rinnovando ai cuori
palpiti e sangue, sorge, la severa
maestà dell'Idea in mezzo ai cori
lusinghieri dei Miti, ecco, esprimendo.
Così nel verzier' dove s'ammuta
il Festino coll'ultima battuta
della vivuola (poi che va sorgendo
l'alba sperata,) il Pazzo ultimo invoca,
ultimo resta e fermo. O beffeggiata
anima santa e pia, a cui sonagli
imposero al berretto, poi che ai ragli
il tintinnio s'accoppia e la brigata
non t'abbia a sdegno e ti comprenda: vuota
pur ti sembrava e trista e sciagurata
questa vita che al ballo e alla parata
tutte volgea le cure. Taccian ora
le rive e i bei giardini: Sciarra lungi
riporta i Farfarelli: splende Aurora.
Invano ardito hai tu? Di nuovo pungi
e vibra l'asta avvelenata ai terghi!
O Maschera, o Buffon'! Non stanno usberghi
al tuo bastone incontro; e tirso e scettro
e caduceo qui cadono. Battaglia
sommuove dalle corde alacre il plettro,
assuete ai madrigali: la zagaglia
prova alla punta e aspetta; oh tardi forse?....
L'annuncio è dato e già urta al confine.
Fantasima, a Chi vai? Le strane corse
della cavalcatura senza fine
ti svian dalla Meta: ti rimorse
alla coscienza Disinganno o Amore?
Che cerchi oltre alla Terra? Il tuo sublime
sdegno è sterile e sciocca passione:
non ha Idea il cervello, non nel cuore
Carità? Volgi il polledro, o Barone,
ad altre imprese: e se di fra l'ulivi
(quieto è il giorno, nè ardisce il gonfalone
del Maggio all'aria, seguendo Prudenza,)
ritroverai in utili e giulivi
ragionamenti i saggi Cavalieri
diserti tra di lor, tu, a questa Scienza
(da che si schiude bello Intendimento)
dati Orgoglio ed Ardir, scifra dai veri
sensi il secreto del Miglioramento.
IL FINE DEL LIBRO
DELLE FIGURAZIONI IDEALI.
=PINAX=
PROLEGOMENA ALLE FIGURAZIONI IDEALI
IL PRELUDIO Pag. 23
I SONETTI D'ORIANA 29
I SONETTI DI GLORIANA 39
I SONETTI DELLA CHIMERA 53
L'INTERMEZZO DELLA PRIMAVERA 71
I MADRIGALI ALESSANDRINI 101
LA CANTATA DELL'ALBA 125
LA FANTASIMA 169
THE FLOUR AND THE LEAF. = CHAUCER 173
LA PERORAZIONE 179
=TELOS=