Mirella ansava, soffocata, morente --

Quand'ecco in quella luce -- oh, meraviglia! oh, estasi infinita! -- in

quella luce apparve una Visione!

Inondata dai raggi della luna, tutta velata di rilucente azzurrità,

stava una Madre col suo Bambino. Dietro a lei brillava un grande cerchio

di luce.

Ah, ben la conosceva Mirella quella dolce figura! Rapita delirante, tese

le mani giunte verso lei.

Con quali parole doveva salutarla?... Le sapeva, le sapeva, quelle

parole; le ricordava.... le sentiva, salire su dal cuore, farle ressa

alla gola -- ma le labbra convulse non le potevano formulare.

Spasimando, torcendo le mani congiunte, Mirella taceva -- taceva mentre

quelle parole si aprivano come fiori di luce nella sua mente,

risuonavano come note d'organo nel suo cuore.

La visione si mosse, parve ondeggiare, trasalire.... Ah, sarebbe dunque

svanita, svanita per sempre? E Mirella ricadrebbe ancora nell'abisso

della solitudine e del silenzio?

Qualche cosa sembrò spezzarlesi nella gola -- e un grido, un grido acuto

e vibrante le irruppe dal petto. Ecco aperta, aperta la chiusa fonte

della sua voce! ecco dalle sue labbra fluire le parole del saluto

immortale:

«_Ave Maria!..._»

Ed ora l'eterea visione sorrideva, sorrideva movendo verso di lei....

Soverchiata dall'estasi Mirella le cadde ai piedi.

***

Luisa s'era svegliata di soprassalto, udendo un grido... Che voce era

quella?

Intorno a lei la camera era immersa nel buio, ma Luisa sentiva d'essere

sola, sentiva che Mirella non era più accanto a lei. Dalla porta

socchiusa veniva un fioco chiarore.

Colla rapidità del lampo Luisa fu nel corridoio e giù per le scale.

Scendeva a precipizio. Ma giunta all'ultimo pianerottolo -- si arrestò

irrigidita.

Là, nell'effuso chiarore lunare stava una luminosa forma

nell'atteggiamento umile e sacro della immortale Maternità.

Davanti a lei, inginocchiata, era Mirella.

E Mirella parlava.

«_Benedicta tu..._»

Chiare, spiccate, argentine cadevano dalle sue labbra quelle parole:

«_Benedicta tu..._»

La benedizione che Luisa e tutti avevano negata, ecco -- usciva ora

quasi un annunzio profetico da quelle labbra innocenti da tanto tempo

mute; risuonava come un decreto divino in quella pura voce da tanto

tempo silenziosa.

Mirella era guarita! Guarita in grazia di Chérie e del bimbo suo, figlio

dell'onta, della violenza e del dolore.

... Scossa da un brivido immenso Luisa cadde a ginocchi presso la sua

bambina, e ripetè con lei le consacrate parole....

Tremante ed estasiata Chérie stringeva più forte al seno la sua creatura

piegando il capo sotto l'ala di quella divina benedizione.

***

Ed ora addio -- addio a Chérie, a Luisa, a Mirella.

Esse vivono ancora nel lontano villaggetto del Belgio aspettando,

invocando l'alba della liberazione. E con essa il ritorno della

speranza, della gioia, del perdono...

Intorno a loro tuona ancora la guerra; turbina la procella.

Ma forse il termine del loro affanno non è lontano.

_Fine._

Vae victis! Romanzo · 第 51 / 62 题