CAPITOLO XVIII.

»Fra quegli armati una donna vid'io

»Che d'alto affare al portamento, al volto

»Pareami certo, assai mi tenni appresso

»Per tutti intender que' lor detti; e scopo

»A tal viaggio è la vicina rocca.

ORRA. _Tragedia_

Dopo che i nostri viaggiatori ebbero attraversata vasta pianura,

stavano per entrare in una selva che a quei giorni inspirava gran tema

per la moltitudine dei malandrini cui servia di covile. Erano costoro

uomini che tratti a disperato vivere dall'oppressione, e condotti ad

estrema miseria da vessazioni inaudite, si univano in bande numerose

quanto bastava per non temere quella debole guardia che vegghiava

in tai giorni all'ordine pubblico. Nullameno Cedric e Atelstano,

comunque si vedessero costretti a camminare una parte di notte, non si

prendeano grande paura di costoro, credendosi assai fiancheggiati dalla

scorta che aveano di dieci uomini armati, fra' quali non comprendiamo

Gurth e Wamba, che all'accader d'un assalto parea non potessero

riuscire d'alcun giovamento; il primo per avere le braccia legate,

l'altro perchè la professione cui si era dedicato tal non sembrava

certamente da favorire in lui le inclinazioni marziali. Aggiungasi, che

nell'attraversare la formidabile selva, Cedric e Atelstano si fondavano

assai sul rispetto, che per essi aveasi in que' dintorni, e pur sulla

fama divulgata del loro coraggio. Di più. Quelli che le persecuzioni,

e soprattutto il rigor delle leggi intorno la caccia, avea tratti a

soggiornar le foreste, e a far vita di masnadieri, erano contadini

sassoni in massima parte, onde parea cosa presumibile che avrebbero

rispettati due capi, dai quali non ricevettero mai il menomo aggravio.

Ma d'improvviso dovettero mettersi in agitazione all'udire suon di

gemiti e pianti a poca distanza. Corsi là donde tai voci venivano,

videro una lettica chiusa, da cui erano stati distaccati e portati

via i cavalli, una giovinetta vestita in sontuosi abiti di foggia

ebraica, che piagneva a cald'occhi, e presso di questa un vecchio,

che il suo berrettone giallo facea ravvisar per Ebreo, e che correva

disperatamente qua e là torcendosi le mani, com'uomo cui fosse

sopraggiunto il massimo de' disastri.

Atelstano e Cedric chiesero al vecchio come accadea ch'ei fosse tra

que' boschi in compagnia d'una giovane, provveduto d'una lettica

senza cavalli e sfornito di scorta; ma per qualche tempo in vece di

averne una risposta, non udirono che interrotte invocazioni a tutti i

patriarchi dell'antico Testamento. Finalmente Isacco d'York, che questi

era il nostro antico amico, ripigliando a poco a poco l'uso de' sensi,

narrò ai due Sassoni come avess'egli noleggiata ad Ashby una scorta

di sei armigeri, i quali s'erano obbligati di guidare lui e la sua

compagnia a Doncaster e di somministrar cavalli e muli così per portar

le persone come per tirar la lettica, e come poi questi mascalzoni

gli avessero, ch'era presso a poco un'ora, abbandonati, fosse poi per

tema degli assassini, che un taglialegne gli avvertì d'aver trovati

poco distanti di lì in banda assai numerosa, o fosse per qualch'altro

motivo, che Isacco parea non si prendere molta briga di dilucidare. «Se

la bontà vostra, soggiunse indi l'Ebreo con tutta umiltà, giugnesse a

tanto di permetterne che proseguissimo sotto la vostra salvaguardia il

cammino, sarebbe tal opera caritatevole che giuro sulle tavole della

nostra santa legge, non se ne conterebbe verun'altra, la quale fosse

stata accolta con maggiore gratitudine incominciando dai giorni della

cattività d'Israele.»

«Cane d'Ebreo!» rispose Atelstano che avea una memoria fedelissima nel

ricordargli le particolarità le più minute accadutegli, e soprattutto

se queste avessero contenuto anche lievissima offesa contro di lui «non

rammenti più il modo onde ti sei condotto nel primo dì del torneo?

Fuggi, o combatti co' masnadieri, o se così ti piace, aggiustati

con essi, ma non aspettare nè soccorso nè protezione da noi. Se gli

assassini non ispogliassero fuorchè gente della tua razza che assassina

tutto il mondo, li riguarderei come onestissimi galantuomini.»

Ma in sì rigorosa sentenza non convenne Cedric. «Sarà meglio» diss'egli

«che prestiamo loro qualcuno de' nostri cavalli perchè possano

continuare il cammino, e due de' nostri uomini che li scortino sino

al primo villaggio. Gli è vero che ciò diminuirà alcun poco le nostre

forze, ma quand'anche ne assaltassero i malandrini, la vostra spada,

nobile Atelstano, la mia e gli otto uomini che tuttavolta avremmo con

noi, basterebbero a sperdere una ventina di quegli sciagurati.»

Lady Rowena, presa da qualche timore fin d'allora che udì essersi

veduti assassini in poca distanza, si fece a difendere il partito

posto dal suo tutore. Ma Rebecca d'improvviso scese, e guidando a mano

il suo palafreno, corse ver la illustre donzella, e prostesa innanzi

ad essa, le baciò rispettosamente il lembo della veste, come è uso

degli Orientali ogni qualvolta indirigono discorso ai lor superiori.

Rialzatasi indi e mandato indietro il velo, la supplicò in nome di quel

Dio onnipossente, che entrambe adoravano, e in nome de' comandamenti

trasmessi da questo medesimo Dio sul monte Sinai, parimente rispettati

da entrambe, ad aver compassione di quello stato deplorabile, e

ottenerle quella salvaguardia che avea implorata il suo genitore.

«Non è per me» soggiunse indi «ch'io vi chieda tal grazia, e nè manco

per questo povero vecchio che è però il padre mio. So che il solo

nome d'Ebrei basta per condannarne all'abbandono, allo spregio, agli

insulti, nè la cosa cambia per essere noi piuttosto o in una selva o

in una grande città. Ma entro la lettica che vedete vi sta un ferito,

un cristiano. Sia mercè vostra che senza pericolo e sotto una tutelar

protezione possiam trasportarlo, nè lascio di mettervi innanzi agli

occhi, che se per avere la vostra comitiva ricusata a noi tale grazia,

gl'intervenisse qualche straordinario disastro, niuno d'essa, e voi

men degli altri, nobile signora, sapreste perdonare a voi stessi le

conseguenze di simil rifiuto.»

Il modo nobile, solenne e commovente onde Rebecca accompagnò tal sua

preghiera, toccò vivamente l'animo della bella Sassone.

«Questo vecchio» diss'ella al suo tutore «è inabile affatto a

difendersi, la figlia sua è meritevole di compassione quant'è

avvenente; un uomo che soffre sta in quella lettica. Sien pur

giudei il vecchio e la figlia sua! Noi non saremmo cristiani se gli

abbandonassimo in sì terribile estremità. Poichè già conveniste di

conceder loro, e alcune delle nostre bestie per trasportarli e due de'

nostri uomini di scorta, perchè non possiamo ancora permettere ad essi

che ci accompagnino?»

Cedric condiscese tosto alle brame di lady Rowena, e Atelstano ancora,

mettendo però il patto che gli Ebrei rimanessero sempre al retroguardo.

«Vi troveranno» soggiunse «Wamba che, a quanto penso, sarà ancora

provveduto di quel suo scudo, opportunissimo a respingere gli assalti.»

«Ma!» tostamente Wamba rispose «lasciai il mio scudo sul campo di

battaglia, destino ch'ebbi comune con molti altri.»

Venne rosso Atelstano senza osare di rispondere altra cosa, perchè

tal destino appunto gli era toccato nel giorno ultimo della giostra.

Lady Rowena, cui non dispiacea vederlo umiliato, si studiò di far

dimenticare alla leggiadra Ebrea il disadatto motteggio del nobile

Sassone, coll'animarla a marciarle da presso in quel durar di cammino.

«Ciò non sarebbe convenevole» rispose Rebecca con modo umile sì, ma

da cui però traspirava tal quale alterezza. «S'io accettassi, qualcuno

potrebbe giudicarne disonorata la mia nobile protettrice.»

Intantochè venivano scaricate due delle mule che portavano le bagaglie,

intantochè le stesse bagaglie erano ripartite sull'altre bestie da

soma, lavori che si terminarono con molta sollecitudine, perchè la voce

_assassini_ avea posta solerzia in ognuno, e la crescea il terrore

inspirato dall'essere imminente la notte; intantochè, dissi, tutte

queste cose operavansi, Gurth si dolse del male che gli faceano le

corde, troppo strette ai pugni delle sue mani. Wamba si prese assunto

di rallentarle, e fosse a caso o a disegno, le rallentò sì bene,

che Gurth non durò indi a fatica a spacciarsene affatto, e prima che

tutti fossero lesti a rimettersi a cavallo, il porcaiuolo fece gamba

nell'interno della foresta.

Il cavallo che fin allora avea servito a Gurth era stato assegnato

all'Ebreo, e atteso il minorato numero de' palafreni, essendosi

risoluto che il prigioniere farebbe il rimanente del viaggio sulla

groppa d'un cavallo cavalcato da un altro, si credè veramente che Gurth

stesse dietro ad uno de' suoi compagni, e la seconda diserzione niuno

avvertì, e a cose più serie per vero dire tutti pensavano, aspettandosi

da un istante all'altro lo scontro degli assassini.

Il sentiere in cui entrarono allora i nostri viaggiatori era sì

stretto, che due soli cavalieri vi poteano passar di fronte; terreno

declive e paludoso, attraversato da un fiumicello, le cui rive andavano

coperte di antichi salici. Cedric e Atelstano ben si accorsero, come un

tal luogo fosse opportuno a nascondere qualunque malandrino che avesse

divisato d'assalir viaggiatori, ma ad onta del preveduto pericolo, non

aveano miglior espediente fuorchè affrettare la corsa, il che neanco

era sì facile su quel suolo, ove ad ogni passo le gambe de' corridori

affondavano. Guadato che ebbero il fiumicello, non rimanea tempo a

tutta la comitiva di raggiungere l'altra riva allorchè d'ogni lato si

videro accerchiati ed assaliti da numerosa masnada d'uomini armati, che

colla rapidità e accortezza delle lor fazioni pareano il doppio di quel

che erano. Costoro gridavano ad alta voce: «Vivano il Dragon Bianco

e san Giorgio! Viva l'Inghilterra»; e ciò coll'intendimento di farsi

meglio credere scorridori sassoni.

Tosto Cedric e Atelstano caddero prigionieri, e tale avvenimento

fu accompagnato da particolarità diverse giusta la diversità delle

indoli de' personaggi. Perchè Cedric contro il primo nemico ch'ei vide

comparire lanciò la chiaverina rimastagli, e indirisse il colpo più

di proposito che non lo avea fatto contro il povero Fangs; tal che il

supposto masnadiere rimase inchiodato alla quercia cui stava d'avanti.

Poi brandita la sciabola, ne affrontò un secondo al quale menò colpo sì

disperato e con sì cieco impeto, che gli andò in pezzi l'arma contra

un troncone. Allora due o tre uomini gli si lanciarono addosso, e

stramazzatolo da cavallo, finalmente lo ebbero nelle mani. Ma Atelstano

era perplesso, meditando se fosse più espediente cosa il correre

incontro ai nemici che lo minacciavano di fronte o a quelli che lo

circondavano, intanto che questi giunsero ad afferrare la briglia del

suo cavallo; e divenne compagno di cattività a Cedric, senz'avere avuto

il tempo di mettersi tampoco in parata.

Le persone di seguito impacciate in mezzo alle mule che trasportavano

le bagaglie, sorprese di più ed atterrite sul destino cui soggiacquero

i loro padroni, non opposero quasi resistenza di sorte alcuna agli

assalitori che le disarmarono, impadronitisi in oltre di lady Rowena,

che stava nella parte di mezzo della cavalcata, e d'Isacco e della

figlia d'Isacco postisi al retroguardo.

Il solo a non lasciarsi trappolare fu Wamba, il quale in sì fatta

occasione mostrò più coraggio di coloro che presumevano superarlo in

senno. Perchè impadronitosi della sciabola d'un di que' servi che non

parea ricordarsi d'averla, si schermì abbastanza di tenere in rispetto

coloro che si avvicinarono. Ei tentò parimente una prova di liberare

il padrone, ma osservando come avrebbe avuto che fare con troppi, e

vedendo legati in massima parte i suoi compagni, pian piano si buttò

giù da cavallo, e protetto dalle tenebre e dalla generale confusione,

s'addentrò nel bosco senza che nessuno avvisasse fermarlo.

[Illustrazione: _Allora due o tre uomini gli si lanciarono

addosso, e stramazzatolo da cavallo, finalmente lo ebbero

nelle mani._ pag. 164.]

Però appena il valoroso matto si vide fuor di pericolo, incominciò a

trovarsi dubbioso se non gli convenisse meglio offerirsi compagno di

prigionia ad un padrone, al quale era sinceramente affezionato.

«Ho inteso talvolta esaltare la felicità d'una libera condizione»

meditava egli fra sè medesimo; «ma vorrei ora che un uomo saggio

venisse insegnando ad un matto qual cosa può farsi della sua libertà

chi l'ha ottenuta contra propria voglia!»

Udì allora susurrare il nome di Wamba da una voce, che gli doveva

esser vicina, ma bassa e mandata colla massima cautela, poi nel

tempo medesimo gli saltò addosso accarezzandolo un cane, che tosto ei

riconobbe per Fangs.

«Gurth!» pronunziò Wamba col tuono stesso di voce onde aveva udito

chiamarsi. «Sei tu, Gurth?»

«Sì» rispose Gurth avvicinandosegli; «ma che cosa è dunque accaduto?

Che significa questo scricchiolar d'armi?»

«Una bagattella! son tutti prigionieri.»

«Prigionieri! chi?»

«Il nostro padrone, lady Rowena, Osvaldo, in somma tutti.»

«Oh! dalla parte di Dio! chi gli ha fatti prigionieri? Com'è stato?»

«È stata, che il nostro padrone si è troppo affrettato a cimentarsi,

Atelstano si è affrettato men di quel che bastava, e il resto dei

nostri niente affatto. Coloro che gli hanno fatti prigionieri vestono

giustacuori verdi, e portano una maschera al volto.»

«E i nostri compagni?»

«Legati mani e piedi, stan là sparsi sull'erba che paiono mele

all'istante che le hai gettate ai tuoi porci. Ne riderei se potessi

trattenermi dal piangere.»

Tutto acceso in volto, allora Gurth esclamò «Wamba! hai tu un'arme?

Il tuo cuore val meglio della tua testa. Gli è vero che siamo in due

solamente. Ma un assalto improvviso, tentato contra gente che a ciò

non si aspetta, potrebbe tornarne bene. Seguimi. Gli è duopo liberare

Cedric.»

«Ma, Gurth, dimenticasti d'aver giurato un'ora fa che non gli avresti

mai perdonato?»

«Eh! fu quando non avea bisogno de' miei soccorsi. Vieni, seguimi, fa

presto.»

Stavano già per partire, allorchè un terzo comparve fra essi ordinando

che si fermassero. Alla foggia delle vesti e dell'armi, Wamba avrebbe

potuto giudicarlo uno fra' malandrini che arrestarono il suo padrone,

perchè non diversava da essi che nello avere il viso scoperto. Però

al ricco pendaglio ch'egli portava, al corno da caccia che ne stava

sospeso, al tuono tranquillo ed autorevole, onde gli parlava l'uom

sopraggiunto, Wamba non tardò, a mal grado dell'oscurità, a riconoscere

Locksley, quell'arciere che vinse il premio dell'arco affrontando tutti

i patti svantaggiosi a' quali si assoggettò.

«Che significa tutto questo?» disse loro. «Chi seno quelli che

s'avvisano di far prigioniere le persone in questa foresta?»

«Potrebbero credersi vostri confratelli» rispose Wamba «perchè

somigliate loro, come si rassomiglian due ceci.»

«Tosto il saprò» disse Locksley «ma aspettatemi in questo luogo.

Vi proibisco, pena la vita, il movervi di qui prima ch'io torni.

Obbeditemi, e prometto bene così a voi come ai vostri padroni. Ciò

nullameno fa mestieri d'alcune cautele.»

Levatosi indi il pendaglio, e staccato il pennacchio che ornava il suo

berrettone, consegnò tai cose alla custodia di Wamba; poi trasse di

saccoccia una maschera, e coprendone il viso, si dipartì da loro per

andar a fare scoperta, non senza ingiugnere nuovamente ai medesimi che

lo aspettassero.

«Lo aspetteremo, o Gurth?» disse Wamba: «o vogliam dargli prova che

Domeneddio ci ha forniti di gambe? In verità, anche costui ha cera di

masnadiere, e non vedo troppo qual fiducia in lui possa aversi.»

«Fosse anche il diavolo» rispose Gurth «che rischiamo noi aspettandolo?

S'egli appartiene a questa banda di scorridori, potrebbe averli già

messi all'erta intorno alle nostre persone: ciò essendo come involarsi

da loro? Poi, e non è gran tempo, ho fatto io la prova, che fino tra

gli assassini si trova un qualche galantuomo.»

Non tardò multi minuti a far ritorno Locksley. «Ho veduto gli amici»

diss'egli «e di più ho parlato ad essi, perchè vestiti alla mia foggia,

m'hanno creduto un loro collega. Ora so, e chi sono e dove vanno e

quello che vogliono fare. Ma il numero ne è grande, ed è gente valorosa

nell'armi. Sarebbe la massima delle follie se tre uomini presumessero

d'assalirli con buon successo. Conviene pertanto unire una forza più

ragguardevole, e so ben io dove trovarla. Voi siete entrambi, credo,

fedeli servi di Cedric il Sassone. Seguitemi adunque, nè mai sia detto,

che l'amico dell'Inghilterra e degl'Inglesi manchi di braccia per

soccorrerlo all'istante del pericolo; ma fa d'uopo non perder tempo,

perchè già coloro s'avviano.»

E fatto a questi cenno di venirgli addietro, s'addentrò nella parte più

folta della foresta, per vie non disegnate da traccia umana, e Gurth e

Wamba il seguivano silenziosi.

Ma il silenzio mal si confaceva all'umore di Wamba, che lo interruppe

finalmente, susurrando a mezza voce all'orecchio del camerata, ed

accennando il pendaglio e il corno da caccia che tenea tuttavia fra le

mani: «Gurth, se non mi sbaglio, ho veduto guadagnar questo premio che

non è molto.»

«Ed io» disse Gurth, parlando anche più sommesso «scommetterei tutti i

porci del mio padrone, che tre giorni fa, o a dir meglio tre notti fa,

ho udito la voce del bravo arciere che guadagnò questo premio, e che or

ne fa scorta.»

«Amici» si volse ad essi Locksley, che ad onta di tutte le loro cautele

gli aveva intesi «poco rileva ora quel ch'io mi sia e che cosa sia. Se

arrivo a liberare il vostro padrone, avrete un motivo di riguardarmi

come il migliore fra gli amici dell'Inghilterra. Ch'io mi chiami poi

sotto tale o tal altro nome, ch'io tiri bene o mal l'arco, ch'io ami

diportarmi a luce di giorno o a chiaro di luna, sono cose le quali non

v'appartengono, e sulle quali fareste meglio a non prendervi fastidio.»

«Mettemmo la testa nella gola del lione» disse Wamba all'orecchio di

Gurth. «Dio ne aiuti, che la possiam cavar fuori!»

«Zitto!» rispose Gurth. «Guardati dal disgustarlo con alcuna delle tue

follie. Quanto a me, ho le mie buone ragioni a sperare che tutta questa

faccenda andrà a finir bene.»

Ivanhoe; ossia, Il ritorno del Crociato · 第 26 / 57 题