»Fra quegli armati una donna vid'io
»Che d'alto affare al portamento, al volto
»Pareami certo, assai mi tenni appresso
»Per tutti intender que' lor detti; e scopo
»A tal viaggio è la vicina rocca.
ORRA. _Tragedia_
Dopo che i nostri viaggiatori ebbero attraversata vasta pianura,
stavano per entrare in una selva che a quei giorni inspirava gran tema
per la moltitudine dei malandrini cui servia di covile. Erano costoro
uomini che tratti a disperato vivere dall'oppressione, e condotti ad
estrema miseria da vessazioni inaudite, si univano in bande numerose
quanto bastava per non temere quella debole guardia che vegghiava
in tai giorni all'ordine pubblico. Nullameno Cedric e Atelstano,
comunque si vedessero costretti a camminare una parte di notte, non si
prendeano grande paura di costoro, credendosi assai fiancheggiati dalla
scorta che aveano di dieci uomini armati, fra' quali non comprendiamo
Gurth e Wamba, che all'accader d'un assalto parea non potessero
riuscire d'alcun giovamento; il primo per avere le braccia legate,
l'altro perchè la professione cui si era dedicato tal non sembrava
certamente da favorire in lui le inclinazioni marziali. Aggiungasi, che
nell'attraversare la formidabile selva, Cedric e Atelstano si fondavano
assai sul rispetto, che per essi aveasi in que' dintorni, e pur sulla
fama divulgata del loro coraggio. Di più. Quelli che le persecuzioni,
e soprattutto il rigor delle leggi intorno la caccia, avea tratti a
soggiornar le foreste, e a far vita di masnadieri, erano contadini
sassoni in massima parte, onde parea cosa presumibile che avrebbero
rispettati due capi, dai quali non ricevettero mai il menomo aggravio.
Ma d'improvviso dovettero mettersi in agitazione all'udire suon di
gemiti e pianti a poca distanza. Corsi là donde tai voci venivano,
videro una lettica chiusa, da cui erano stati distaccati e portati
via i cavalli, una giovinetta vestita in sontuosi abiti di foggia
ebraica, che piagneva a cald'occhi, e presso di questa un vecchio,
che il suo berrettone giallo facea ravvisar per Ebreo, e che correva
disperatamente qua e là torcendosi le mani, com'uomo cui fosse
sopraggiunto il massimo de' disastri.
Atelstano e Cedric chiesero al vecchio come accadea ch'ei fosse tra
que' boschi in compagnia d'una giovane, provveduto d'una lettica
senza cavalli e sfornito di scorta; ma per qualche tempo in vece di
averne una risposta, non udirono che interrotte invocazioni a tutti i
patriarchi dell'antico Testamento. Finalmente Isacco d'York, che questi
era il nostro antico amico, ripigliando a poco a poco l'uso de' sensi,
narrò ai due Sassoni come avess'egli noleggiata ad Ashby una scorta
di sei armigeri, i quali s'erano obbligati di guidare lui e la sua
compagnia a Doncaster e di somministrar cavalli e muli così per portar
le persone come per tirar la lettica, e come poi questi mascalzoni
gli avessero, ch'era presso a poco un'ora, abbandonati, fosse poi per
tema degli assassini, che un taglialegne gli avvertì d'aver trovati
poco distanti di lì in banda assai numerosa, o fosse per qualch'altro
motivo, che Isacco parea non si prendere molta briga di dilucidare. «Se
la bontà vostra, soggiunse indi l'Ebreo con tutta umiltà, giugnesse a
tanto di permetterne che proseguissimo sotto la vostra salvaguardia il
cammino, sarebbe tal opera caritatevole che giuro sulle tavole della
nostra santa legge, non se ne conterebbe verun'altra, la quale fosse
stata accolta con maggiore gratitudine incominciando dai giorni della
cattività d'Israele.»
«Cane d'Ebreo!» rispose Atelstano che avea una memoria fedelissima nel
ricordargli le particolarità le più minute accadutegli, e soprattutto
se queste avessero contenuto anche lievissima offesa contro di lui «non
rammenti più il modo onde ti sei condotto nel primo dì del torneo?
Fuggi, o combatti co' masnadieri, o se così ti piace, aggiustati
con essi, ma non aspettare nè soccorso nè protezione da noi. Se gli
assassini non ispogliassero fuorchè gente della tua razza che assassina
tutto il mondo, li riguarderei come onestissimi galantuomini.»
Ma in sì rigorosa sentenza non convenne Cedric. «Sarà meglio» diss'egli
«che prestiamo loro qualcuno de' nostri cavalli perchè possano
continuare il cammino, e due de' nostri uomini che li scortino sino
al primo villaggio. Gli è vero che ciò diminuirà alcun poco le nostre
forze, ma quand'anche ne assaltassero i malandrini, la vostra spada,
nobile Atelstano, la mia e gli otto uomini che tuttavolta avremmo con
noi, basterebbero a sperdere una ventina di quegli sciagurati.»
Lady Rowena, presa da qualche timore fin d'allora che udì essersi
veduti assassini in poca distanza, si fece a difendere il partito
posto dal suo tutore. Ma Rebecca d'improvviso scese, e guidando a mano
il suo palafreno, corse ver la illustre donzella, e prostesa innanzi
ad essa, le baciò rispettosamente il lembo della veste, come è uso
degli Orientali ogni qualvolta indirigono discorso ai lor superiori.
Rialzatasi indi e mandato indietro il velo, la supplicò in nome di quel
Dio onnipossente, che entrambe adoravano, e in nome de' comandamenti
trasmessi da questo medesimo Dio sul monte Sinai, parimente rispettati
da entrambe, ad aver compassione di quello stato deplorabile, e
ottenerle quella salvaguardia che avea implorata il suo genitore.
«Non è per me» soggiunse indi «ch'io vi chieda tal grazia, e nè manco
per questo povero vecchio che è però il padre mio. So che il solo
nome d'Ebrei basta per condannarne all'abbandono, allo spregio, agli
insulti, nè la cosa cambia per essere noi piuttosto o in una selva o
in una grande città. Ma entro la lettica che vedete vi sta un ferito,
un cristiano. Sia mercè vostra che senza pericolo e sotto una tutelar
protezione possiam trasportarlo, nè lascio di mettervi innanzi agli
occhi, che se per avere la vostra comitiva ricusata a noi tale grazia,
gl'intervenisse qualche straordinario disastro, niuno d'essa, e voi
men degli altri, nobile signora, sapreste perdonare a voi stessi le
conseguenze di simil rifiuto.»
Il modo nobile, solenne e commovente onde Rebecca accompagnò tal sua
preghiera, toccò vivamente l'animo della bella Sassone.
«Questo vecchio» diss'ella al suo tutore «è inabile affatto a
difendersi, la figlia sua è meritevole di compassione quant'è
avvenente; un uomo che soffre sta in quella lettica. Sien pur
giudei il vecchio e la figlia sua! Noi non saremmo cristiani se gli
abbandonassimo in sì terribile estremità. Poichè già conveniste di
conceder loro, e alcune delle nostre bestie per trasportarli e due de'
nostri uomini di scorta, perchè non possiamo ancora permettere ad essi
che ci accompagnino?»
Cedric condiscese tosto alle brame di lady Rowena, e Atelstano ancora,
mettendo però il patto che gli Ebrei rimanessero sempre al retroguardo.
«Vi troveranno» soggiunse «Wamba che, a quanto penso, sarà ancora
provveduto di quel suo scudo, opportunissimo a respingere gli assalti.»
«Ma!» tostamente Wamba rispose «lasciai il mio scudo sul campo di
battaglia, destino ch'ebbi comune con molti altri.»
Venne rosso Atelstano senza osare di rispondere altra cosa, perchè
tal destino appunto gli era toccato nel giorno ultimo della giostra.
Lady Rowena, cui non dispiacea vederlo umiliato, si studiò di far
dimenticare alla leggiadra Ebrea il disadatto motteggio del nobile
Sassone, coll'animarla a marciarle da presso in quel durar di cammino.
«Ciò non sarebbe convenevole» rispose Rebecca con modo umile sì, ma
da cui però traspirava tal quale alterezza. «S'io accettassi, qualcuno
potrebbe giudicarne disonorata la mia nobile protettrice.»
Intantochè venivano scaricate due delle mule che portavano le bagaglie,
intantochè le stesse bagaglie erano ripartite sull'altre bestie da
soma, lavori che si terminarono con molta sollecitudine, perchè la voce
_assassini_ avea posta solerzia in ognuno, e la crescea il terrore
inspirato dall'essere imminente la notte; intantochè, dissi, tutte
queste cose operavansi, Gurth si dolse del male che gli faceano le
corde, troppo strette ai pugni delle sue mani. Wamba si prese assunto
di rallentarle, e fosse a caso o a disegno, le rallentò sì bene,
che Gurth non durò indi a fatica a spacciarsene affatto, e prima che
tutti fossero lesti a rimettersi a cavallo, il porcaiuolo fece gamba
nell'interno della foresta.
Il cavallo che fin allora avea servito a Gurth era stato assegnato
all'Ebreo, e atteso il minorato numero de' palafreni, essendosi
risoluto che il prigioniere farebbe il rimanente del viaggio sulla
groppa d'un cavallo cavalcato da un altro, si credè veramente che Gurth
stesse dietro ad uno de' suoi compagni, e la seconda diserzione niuno
avvertì, e a cose più serie per vero dire tutti pensavano, aspettandosi
da un istante all'altro lo scontro degli assassini.
Il sentiere in cui entrarono allora i nostri viaggiatori era sì
stretto, che due soli cavalieri vi poteano passar di fronte; terreno
declive e paludoso, attraversato da un fiumicello, le cui rive andavano
coperte di antichi salici. Cedric e Atelstano ben si accorsero, come un
tal luogo fosse opportuno a nascondere qualunque malandrino che avesse
divisato d'assalir viaggiatori, ma ad onta del preveduto pericolo, non
aveano miglior espediente fuorchè affrettare la corsa, il che neanco
era sì facile su quel suolo, ove ad ogni passo le gambe de' corridori
affondavano. Guadato che ebbero il fiumicello, non rimanea tempo a
tutta la comitiva di raggiungere l'altra riva allorchè d'ogni lato si
videro accerchiati ed assaliti da numerosa masnada d'uomini armati, che
colla rapidità e accortezza delle lor fazioni pareano il doppio di quel
che erano. Costoro gridavano ad alta voce: «Vivano il Dragon Bianco
e san Giorgio! Viva l'Inghilterra»; e ciò coll'intendimento di farsi
meglio credere scorridori sassoni.
Tosto Cedric e Atelstano caddero prigionieri, e tale avvenimento
fu accompagnato da particolarità diverse giusta la diversità delle
indoli de' personaggi. Perchè Cedric contro il primo nemico ch'ei vide
comparire lanciò la chiaverina rimastagli, e indirisse il colpo più
di proposito che non lo avea fatto contro il povero Fangs; tal che il
supposto masnadiere rimase inchiodato alla quercia cui stava d'avanti.
Poi brandita la sciabola, ne affrontò un secondo al quale menò colpo sì
disperato e con sì cieco impeto, che gli andò in pezzi l'arma contra
un troncone. Allora due o tre uomini gli si lanciarono addosso, e
stramazzatolo da cavallo, finalmente lo ebbero nelle mani. Ma Atelstano
era perplesso, meditando se fosse più espediente cosa il correre
incontro ai nemici che lo minacciavano di fronte o a quelli che lo
circondavano, intanto che questi giunsero ad afferrare la briglia del
suo cavallo; e divenne compagno di cattività a Cedric, senz'avere avuto
il tempo di mettersi tampoco in parata.
Le persone di seguito impacciate in mezzo alle mule che trasportavano
le bagaglie, sorprese di più ed atterrite sul destino cui soggiacquero
i loro padroni, non opposero quasi resistenza di sorte alcuna agli
assalitori che le disarmarono, impadronitisi in oltre di lady Rowena,
che stava nella parte di mezzo della cavalcata, e d'Isacco e della
figlia d'Isacco postisi al retroguardo.
Il solo a non lasciarsi trappolare fu Wamba, il quale in sì fatta
occasione mostrò più coraggio di coloro che presumevano superarlo in
senno. Perchè impadronitosi della sciabola d'un di que' servi che non
parea ricordarsi d'averla, si schermì abbastanza di tenere in rispetto
coloro che si avvicinarono. Ei tentò parimente una prova di liberare
il padrone, ma osservando come avrebbe avuto che fare con troppi, e
vedendo legati in massima parte i suoi compagni, pian piano si buttò
giù da cavallo, e protetto dalle tenebre e dalla generale confusione,
s'addentrò nel bosco senza che nessuno avvisasse fermarlo.
[Illustrazione: _Allora due o tre uomini gli si lanciarono
addosso, e stramazzatolo da cavallo, finalmente lo ebbero
nelle mani._ pag. 164.]
Però appena il valoroso matto si vide fuor di pericolo, incominciò a
trovarsi dubbioso se non gli convenisse meglio offerirsi compagno di
prigionia ad un padrone, al quale era sinceramente affezionato.
«Ho inteso talvolta esaltare la felicità d'una libera condizione»
meditava egli fra sè medesimo; «ma vorrei ora che un uomo saggio
venisse insegnando ad un matto qual cosa può farsi della sua libertà
chi l'ha ottenuta contra propria voglia!»
Udì allora susurrare il nome di Wamba da una voce, che gli doveva
esser vicina, ma bassa e mandata colla massima cautela, poi nel
tempo medesimo gli saltò addosso accarezzandolo un cane, che tosto ei
riconobbe per Fangs.
«Gurth!» pronunziò Wamba col tuono stesso di voce onde aveva udito
chiamarsi. «Sei tu, Gurth?»
«Sì» rispose Gurth avvicinandosegli; «ma che cosa è dunque accaduto?
Che significa questo scricchiolar d'armi?»
«Una bagattella! son tutti prigionieri.»
«Prigionieri! chi?»
«Il nostro padrone, lady Rowena, Osvaldo, in somma tutti.»
«Oh! dalla parte di Dio! chi gli ha fatti prigionieri? Com'è stato?»
«È stata, che il nostro padrone si è troppo affrettato a cimentarsi,
Atelstano si è affrettato men di quel che bastava, e il resto dei
nostri niente affatto. Coloro che gli hanno fatti prigionieri vestono
giustacuori verdi, e portano una maschera al volto.»
«E i nostri compagni?»
«Legati mani e piedi, stan là sparsi sull'erba che paiono mele
all'istante che le hai gettate ai tuoi porci. Ne riderei se potessi
trattenermi dal piangere.»
Tutto acceso in volto, allora Gurth esclamò «Wamba! hai tu un'arme?
Il tuo cuore val meglio della tua testa. Gli è vero che siamo in due
solamente. Ma un assalto improvviso, tentato contra gente che a ciò
non si aspetta, potrebbe tornarne bene. Seguimi. Gli è duopo liberare
Cedric.»
«Ma, Gurth, dimenticasti d'aver giurato un'ora fa che non gli avresti
mai perdonato?»
«Eh! fu quando non avea bisogno de' miei soccorsi. Vieni, seguimi, fa
presto.»
Stavano già per partire, allorchè un terzo comparve fra essi ordinando
che si fermassero. Alla foggia delle vesti e dell'armi, Wamba avrebbe
potuto giudicarlo uno fra' malandrini che arrestarono il suo padrone,
perchè non diversava da essi che nello avere il viso scoperto. Però
al ricco pendaglio ch'egli portava, al corno da caccia che ne stava
sospeso, al tuono tranquillo ed autorevole, onde gli parlava l'uom
sopraggiunto, Wamba non tardò, a mal grado dell'oscurità, a riconoscere
Locksley, quell'arciere che vinse il premio dell'arco affrontando tutti
i patti svantaggiosi a' quali si assoggettò.
«Che significa tutto questo?» disse loro. «Chi seno quelli che
s'avvisano di far prigioniere le persone in questa foresta?»
«Potrebbero credersi vostri confratelli» rispose Wamba «perchè
somigliate loro, come si rassomiglian due ceci.»
«Tosto il saprò» disse Locksley «ma aspettatemi in questo luogo.
Vi proibisco, pena la vita, il movervi di qui prima ch'io torni.
Obbeditemi, e prometto bene così a voi come ai vostri padroni. Ciò
nullameno fa mestieri d'alcune cautele.»
Levatosi indi il pendaglio, e staccato il pennacchio che ornava il suo
berrettone, consegnò tai cose alla custodia di Wamba; poi trasse di
saccoccia una maschera, e coprendone il viso, si dipartì da loro per
andar a fare scoperta, non senza ingiugnere nuovamente ai medesimi che
lo aspettassero.
«Lo aspetteremo, o Gurth?» disse Wamba: «o vogliam dargli prova che
Domeneddio ci ha forniti di gambe? In verità, anche costui ha cera di
masnadiere, e non vedo troppo qual fiducia in lui possa aversi.»
«Fosse anche il diavolo» rispose Gurth «che rischiamo noi aspettandolo?
S'egli appartiene a questa banda di scorridori, potrebbe averli già
messi all'erta intorno alle nostre persone: ciò essendo come involarsi
da loro? Poi, e non è gran tempo, ho fatto io la prova, che fino tra
gli assassini si trova un qualche galantuomo.»
Non tardò multi minuti a far ritorno Locksley. «Ho veduto gli amici»
diss'egli «e di più ho parlato ad essi, perchè vestiti alla mia foggia,
m'hanno creduto un loro collega. Ora so, e chi sono e dove vanno e
quello che vogliono fare. Ma il numero ne è grande, ed è gente valorosa
nell'armi. Sarebbe la massima delle follie se tre uomini presumessero
d'assalirli con buon successo. Conviene pertanto unire una forza più
ragguardevole, e so ben io dove trovarla. Voi siete entrambi, credo,
fedeli servi di Cedric il Sassone. Seguitemi adunque, nè mai sia detto,
che l'amico dell'Inghilterra e degl'Inglesi manchi di braccia per
soccorrerlo all'istante del pericolo; ma fa d'uopo non perder tempo,
perchè già coloro s'avviano.»
E fatto a questi cenno di venirgli addietro, s'addentrò nella parte più
folta della foresta, per vie non disegnate da traccia umana, e Gurth e
Wamba il seguivano silenziosi.
Ma il silenzio mal si confaceva all'umore di Wamba, che lo interruppe
finalmente, susurrando a mezza voce all'orecchio del camerata, ed
accennando il pendaglio e il corno da caccia che tenea tuttavia fra le
mani: «Gurth, se non mi sbaglio, ho veduto guadagnar questo premio che
non è molto.»
«Ed io» disse Gurth, parlando anche più sommesso «scommetterei tutti i
porci del mio padrone, che tre giorni fa, o a dir meglio tre notti fa,
ho udito la voce del bravo arciere che guadagnò questo premio, e che or
ne fa scorta.»
«Amici» si volse ad essi Locksley, che ad onta di tutte le loro cautele
gli aveva intesi «poco rileva ora quel ch'io mi sia e che cosa sia. Se
arrivo a liberare il vostro padrone, avrete un motivo di riguardarmi
come il migliore fra gli amici dell'Inghilterra. Ch'io mi chiami poi
sotto tale o tal altro nome, ch'io tiri bene o mal l'arco, ch'io ami
diportarmi a luce di giorno o a chiaro di luna, sono cose le quali non
v'appartengono, e sulle quali fareste meglio a non prendervi fastidio.»
«Mettemmo la testa nella gola del lione» disse Wamba all'orecchio di
Gurth. «Dio ne aiuti, che la possiam cavar fuori!»
«Zitto!» rispose Gurth. «Guardati dal disgustarlo con alcuna delle tue
follie. Quanto a me, ho le mie buone ragioni a sperare che tutta questa
faccenda andrà a finir bene.»