SCENA DECIMA.

Vittorio, Ortensia, Sabina.

SAB. (_entra tenendo in mano un piccolo ritratto, che porge a

Vittorio_). Ecco: questo è uno dei primi doni che ho ricevuto da Carlo.

— È per lei, lo tenga.

ORT. È una miniatura, fatta proprio benino.

VITT. Grazie! Ma io non vorrei privarla...

ORT. Io ne ho un’altra copia, che darò, com’è giusto, a mia figlia. Per

tutte e due poi, c’è un bel ritratto al naturale di là nel salone (_a

Vittorio che contempla la miniatura_). Com’è lui!

VITT. Sì, sì, è lui (_quasi tra sè_). È lui, ancora tranquillo, ancora

felice...

ORT. (_a Sabina_). Il conte ci lascia, sai: parte domani.

SAB. (_con accento di meraviglia dolorosa_). Oh! (_a Vittorio_). Lei

parte? Ma perchè?

VITT. L’andare o lo stare non dipende sempre dalla mia volontà.

SAB. Mi concederà ancora qualche momento? Almeno questo.

ORT. Almeno questo, sì! La prego anch’io. Non è possibile che non abbia

più niente da dire a mia figlia. Li lascio en tête-à-tête (_porge la

mano a Vittorio e via a destra_).

La straniera · 第 122 / 152 题