SCENA SETTIMA.

Amedeo, Sabina, Vittorio, Gaudenzio.

GAUD. (_introduce Vittorio e si ritira_).

VITT. (_in abito civile, nero, si avanza e s’inchina_).

SAB. Signor conte... Sapevo già il suo arrivo, ma non avrei osato

sperar mai che si sarebbe ricordato così subito di me.

VITT. Lei sapeva il mio arrivo? E come mai? (_s’accorge che Sabina

guarda altrove, si volta e vede Amedeo; con un atto di stupore_) Tu! Tu

qui?

AMEDEO. Sono io che l’ho avvertita. Ho fatto male?

VITT. No.

AMEDEO (_inchinandosi_). Contessa...

SAB. Ve ne andate? A rivederci.

AMEDEO (_con intenzione_). Domani...

SAB. (_parlandogli anche con gli occhi_) Domani, stasera, quando

vorrete. È ancor presto. Se all’ora in cui venite al solito non saprete

come impiegar meglio il tempo, mi troverete in casa.

AMEDEO. Siete mille volte troppo gentile. Addio Vittorio (_via dal

fondo_).

SAB. (_a Vittorio_). Lei non sapeva ch’io conoscessi suo fratello?

VITT. Infatti! E, a quanto vedo, viene qui molto spesso?

SAB. (_suonando il campanello_). È un giovane serio, garbato, e la sua

compagnia è piacevole a tutti.

GAUD. (_entra_).

SAB. Avvertir la contessa.

GAUD. (_via a destra_).

SAB. (_a Vittorio_). Non voglio privar mia madre del piacere di

trovarsi subito con lei.

La straniera · 第 119 / 152 题