Amedeo, Ortensia, Sabina, la Baronessa Sofia Milliet, Il Marchese del
Cerreto.
SAB. (_entrando allegra, vivace_). Eccomi, mamma! Oh! Bermond!... Come
va?
AMEDEO (_dopo aver fatto un inchino alle dame e ricambiato freddamente
un saluto col marchese_). Non volevo venir che più tardi, ma poi...
SAB. Avete fatto benissimo a venir presto. Anche noi, eh, siamo andati
e tornati con una prestezza!...
SOF. Cara, prima di far a questo modo, valeva meglio non muoversi.
MAR. Una passeggiata? — Un sogno è stato, un fugacissimo sogno! (_come
improvvisando, ma senza caricatura_):
Oh! quanto mai fu rapida
La mia ridente scena!...
SOF. (_al marchese_). Vogliamo andare?
MAR. (_seccato_). Oh, Dio! Così, subito?
SAB. Infatti! Poichè vi siete preso l’incomodo di salire le scale
perchè non volete sedervi, star ancora un po’ con me?
SOF. Voglio trovarmi a casa per le quattro. Vien sempre qualcuno.
ORT. Non sono ancora le tre.
MAR. Io poi ho promesso alla contessa Sabina di recitarle i miei nuovi
versi «_Amor sovrano nelle moderne politiche agitazioni_». E come si
fa?
SAB. Vedete un po’. È vero. Se ve n’andate, come si fa?
MAR. Stasera infallibilmente devo declamarli nell’adunanza dei Pastori
della Dora (_con sussiego_). Capirete che il pastor Mirtillo non può
mancare a un impegno. D’altra parte vorrei che la contessina fosse
la prima a sentirli. È un omaggio... (_continua a discorrere con
Ortensia_).
SOF. (_sottovoce a Sabina con un po’ di stizza_). So perchè hai voluto
tornar subito a casa!
SAB. (_con semplicità_). Ignoravo affatto che Bermond fosse qui, te lo
assicuro.
SOF. Non te l’hai a male se non ti credo?
SAB. Figurati!
MAR. (_sempre a Ortensia, ma alzando un po’ la voce_):
Mentre il gallico sistema
Mette il mondo in iscompiglio,
E vorrebbe ogni diadema
Orgoglioso conculcar,
Anche amor, che ha scettro e regno...
SOF. (_interrompendolo_). Scendi dalle tue nuvole, fammi il piacere!
Andiamo, che è tempo. (_A Sabina_). Mi dai un bacio?
SAB. Due, cara!
(_Si baciano_).
SOF. Contessa Ortensia... Cavaliere... (_si avvia_).
MAR. (_a Sabina, baciandole la mano_):
Quanto fu la mia gioia instabil breve!
I miei ossequii, contessa Ortensia (_s’inchina_). Bermond, vi saluto
(_segue Sofia_).