La Torretta, Di Pranero, Carlo, Vittorio, San Vito, il Chirurgo
maggiore, il Sergente, i Soldati.
VITT. (_accostandosi rapido_). Ah Carlo, amico mio!...
CARLO (_con un sorriso spasmodico_). In che stato, eh?
LA TOR. Sarà niente, vedrai.
_Carlo_ (_subitamente irritato, agitandosi come per sciogliersi dal
mantello_). Niente? Con una piaga così? Guarda!... Sarai sempre uno
sventato!
VITT. Calmati, via. Vedi, qui c’è il nostro chirurgo.
CARLO. Grazie.
CHIRURGO. Mio dovere. Dunque, mi dica: cos’abbiamo buscato?
LA TOR. Un po’ di piombo nella gamba sinistra.
CHIRURGO (_si abbassa ed esamina con molta attenzione_).
CARLO (_con voce fioca_). Non ho sentito niente. Volli guardare chi
aveva tirato e mi trovai in terra.
CHIRURGO. L’osso è rotto, spezzato. Già qui abbiamo un piede un po’
malconcio.
CARLO (_fissandolo_). Oh dica, dica pure.
CHIRURGO. Bene. Lei non si oppone a che io... a quel ch’io dovrò fare?
CARLO. No... Ma è finita.
VITT. Non devi creder questo!
CARLO. Se lo sento! Se lo so!
CHIRURGO. Si calmi (_esitando_). La gamba già... temo assai di non
poterla salvare. Voglio dire che bisognerà aver pazienza.
CARLO (_interrompendolo_). Parli chiaro. Cosa importa oramai!
CHIRURGO. Dobbiamo deciderci...
CARLO (_interrompendolo ancora_). Son deciso, son pronto a tutto. Ma
sarà inutile. Sono un uomo morto io (_dopo una pausa, cambiando tono_).
Bermond, ho bisogno di te. Lasciatemi... lasciatemi tutti vi prego.
(_Escono tutti, meno Vittorio_).