SCENA SETTIMA.

La Torretta, San Vito, un Sergente.

LA TOR. Ehi?

SAN VITO. Sarà il maggiore.

LA TOR. (_alzando la voce_). Chi va là?

SERG. (_dall’esterno_). Sergente Chiodo, signore.

SAN VITO. Mandatelo via.

(_I colpi si ripetono affrettati e più forti_).

LA TOR. (_balzando in piedi_). Ma cosa diavolo c’è?

SERG. (_dall’esterno_). Disgrazia grossa; un capitano ferito!

LA TOR. (_correndo ad aprire_). Cospetto! (_al sergente_). Chi è? Su,

parla, di’ subito...

SERG. (_trafelato, con gli abiti in disordine_). È il signor conte

D’Aldengo.

LA TOR. Misericordia! Oh poveri noi! È grave? Dov’è ferito? Dove l’hai

lasciato?

SERG. Lo portano qui.

SAN VITO. Qui? E perchè non all’ambulanza? Per che cosa è fatta

l’ambulanza?! Questo non è regolare.

SERG. È lui che vuole...

LA TOR. (_affannato_). Andiamo! Lasciamo!... Il chirurgo maggiore è già

avvertito?

SAN VITO. Penso io. (_Via_).

LA TOR. Bravo! Pensateci voi... (_al sergente_). E noi... Noi

accomodiamogli il letto. Dammi una mano (_eseguendo_). Così... Adesso

va bene, cioè meno male. All’ambulanza, no: muoiono come le mosche.

Adesso va a pigliar un po’ d’acqua. La brocca è là... Ah! E manda un

uomo a cercare il maggiore Bermond: e che corra, che corra...

SERG. (_via_).

LA TOR. (_camminando agitato per la scena_). Oh poveri noi! Poveri

noi!...

(_Mormorio e calpestio all’esterno_)

La straniera · 第 102 / 152 题