Elena sola.
ELENA. (_Rientra ansante, si lascia andar sul sofà, esausta di
forze. Dopo un istante, si scuote come svegliandosi, tende l’orecchio
atterrita_).
_Rumori confusi di fuori: voci che si vengono avvicinando
rapidamente._
— È là, è là, è là!
— Cos’è stato?
— È qui; venite qui!
— Chi è? cos’ha?
— Misericordia!
— Lumi, lumi, lumi...
— Una donna!
UNA VOCE. (_più chiara e più forte_) Ha la faccia bruciata!
ELENA. (_Balzando in piedi_) I figli! I figli!... Voglio i miei figli!