Elena, poi Marianna.
_La scena rimane vuota per alcuni momenti._
ELENA. (_Ricompare, e cerca avidamente con gli sguardi Roberto_).
MAR. (_Entra frettolosa dal giardino e si ferma sulla soglia a guardare
indietro_).
ELENA. (_Correndo a lei_) È uscito, eh? Corri, chiamalo, voglio
parlargli...
MAR. (_Trattenendola_) Se sapesse!...
ELENA. Via! Lasciami...
MAR. Non vada fuori. Tornavo a casa. All’usciolo trovo una figura:
questa mi vede e scappa. Io dietro; scantona, io dietro!... È buio, ma
l’ho riconosciuta. Indovini...
ELENA. No! No!
MAR. Era Delfina.
ELENA. Ah!
MAR. Aspetti, aspetti! In questo ecco il padrone che salta fuor
dall’usciolo: guarda di qua, guarda di là, non vede nessuno — perchè
noi eravamo dietro il canto — e via, verso la stazione!... Si credeva
in ritardo.
ELENA. Cosa dici?
MAR. Non capisce? Scappavano insieme...
ELENA. (_Con un grido_) Oh! Non è vero! Non è vero! Non è vero!
MAR. (_indicando l’armadio_) Guardi che è aperto! Aveva messa lì la
valigia per averla a mano...
ELENA. (_Si passa una mano sulla fronte, guarda fissamente, come fuori
di sè_).
MAR. Lo sapevo, io! Ma in grazia mia non si sono trovati... (_Correndo
all’uscio del giardino_) E l’altra è là, sa, la sfacciata! Aspetta; chi
sa come si arrabbia! Non so cosa le farei!
ELENA. (_È sempre ritta davanti all’armadio: ad un tratto si scuote
come colpita bruscamente da un’idea, si slancia, trova la boccetta
dell’acido e respingendo Marianna, balza in giardino_).
MAR. (_Sbalordita_) Ohi, ohi! perchè? Cosa fa?... Signora, signora!
(_Uno strido acutissimo di fuori_).
MAR. Oh povera me! (_Correndo via a sinistra_) Signora Clelia! Signora
Clelia!