Elena, poi Blavetti.
ELENA. (_Resta immobile, guardando come persuasa di vederlo rientrare.
Alla fine lascia cadere le braccia e discende palpitante la scena_).
BLAV. (_Dopo un momento dal fondo_) Si può? (_Avanzando_) Perdoni...
disturbo?
ELENA. (_Distratta_) Ah! è lei?
BLAV. (_Guardandola un po’ sorpreso_) Non si sente bene?
ELENA. Perchè?
BLAV. Domando... così per abitudine, abitudine di medico. Ho incontrato
adesso il conte; mi parve che avesse premura, non ho osato fermarlo. Mi
dà una tal suggezione!... Donna Clelia non c’è?
ELENA. Non so... non credo. Cosa vuole?
BLAV. (_Mostrando una boccetta_) Vorrei consegnar questo. Lo dò a lei?
ELENA. Sì, dia a me (_Prende la boccetta_).
BLAV. Per l’operazione ci sarò io.
(_Voci dei bambini dal giardino_).
ELENA. (_Scuotendosi, e muovendosi come per correre loro incontro_)
Eccoli! eccoli!...
BLAV. (_Fermandola e volendo ripigliar la boccetta_) Scusi, a me,
allora... Eh no, perchè mi saltano addosso! (_Indicando l’armadio_) Là,
là, sul palchetto più alto... Io li trattengo.
ELENA. (_Andando all’armadio_) Così?
BLAV. E chiuda, chiuda.