Anno di CRISTO DCCCCXCIV. Indiz. VII.
GIOVANNI XV papa 10.
OTTONE III re di Germania e d'Italia 12.
Cogli affari d'Italia han correlazione quei di _Gerberto_ creato
arcivescovo di Rems. Prese la santa Sede la protezione di _Arnolfo_
deposto da quella sedia contro le leggi canoniche, e papa _Giovanni XV_
sospese dai divini uffizii que' vescovi che aveano proferita sentenza
contro di lui. Restano tuttavia le invettive d'esso Gerberto, non dirò
contro la Chiesa romana, ma contro quei papi che in questi ultimi tempi
l'aveano cotanto sporcata, e sì malamente governata; di Gerberto, dico,
il quale da qui a non molto ci comparirà salito sul medesimo trono
pontificio. _Ugo Capeto_ re di Francia spedì al papa le ragioni
dell'operato dai vescovi, e il pregò di voler venire in persona fino a
Grenoble, per conoscere meglio questa differenza. Non si sentì voglia il
pontefice Giovanni di prendersi tanto incomodo, e solamente mandò in
Francia _Leone abbate_ del monistero di san Bonifazio per suo legato,
per cui opera nell'anno seguente fu in qualche maniera posto fine a
quell'imbroglio. Abbiamo da Lupo Protospata[1] e da Romoaldo
Salernitano[2] che in questo anno _obsessa est Matera a Saracenis tribus
mensibus, et quarto capta ab eis_. Ne erano allora in possesso i Greci,
ma non ebbero forza per poterla sostenere contro la possanza dei Mori.
Fino all'anno presente signoreggiò in Salerno _Giovanni II_ appellato
_di Lamberto_[3]. La morte il rapì con restare principe di Salerno suo
figliuolo _Guaimario_, chiamato il _terzo_, per distinguerlo da altri
due principi dello stesso nome, che erano vivuti ne' tempi addietro. Era
esso Giovanni tuttavia vivente nel giugno di quest'anno, ciò apparendo
da un diploma dato da lui e dal figlio Guaimario, che si legge nelle
Antichità italiane[4]. Truovasi ancora in quest'anno _Otberto_ ossia
_Oberto II_ marchese, figliuolo di quell'_Otberto I_ che noi già vedemmo
marchese e conte del sacro palazzo, e dicemmo progenitore della casa
d'Este, il quale tiene un placito nella chiesa di Lavagna, e sentenzia
in favore del monistero di san Fruttuoso[5]. L'atto fu scritto _anno
Incarnationis Domini nostri Jesu Christi nongentesimo nonagesimo quarto,
X kalendas februarii, Indictione septima_, cioè senza contar gli anni di
Ottone III re. Erano potenti in Toscana e Lunigiana i marchesi appellati
dipoi di Este, e forse di qui possiamo inferire che il suddetto _Otberto
II_ governasse in questi tempi la marca di Genova.