DELLE PAROLE CHE MI DISSE EL SOLDANO IN SECRETO, LE QUALI CI CONFONDONO.

E però io vi voglio dire quello che mi disse una volta el Soldano al

Cairo. Egli fecie votare la sua camera d'ogni maniera di gente, di

signiori e d'altri baroni, perchè voleva parlare con meco di secreto.

Domandommi: In che modo si governono e cristiani nel vostro paese? Io

risposi: Bene, per la divina grazia. E lui mi disse, che veramente non

fanno, perchè i vostri prelati non istimono il servire a Dio: egliono

doverebono dare esemplo di ben fare a la comune gente, e doverebono

andare a' templi a servire a Dio; e egli vanno tutto dì per le taverne

giucando, beendo e mangiando, a modo di bestie. E così e cristiani si

sforzono, in ogni maniera che possono, di barattarsi e ingannarsi l'un

l'altro; e sono tanto superbi, che non si sanno vestire, nè contentarsi

mai; perchè quando vestono corto, e quando lungo; or larghi, ora

stretti; e quando ricamati, e quando intagliati, et in ogni modo

si divisano con cinture e con livrere, e con truffe e con buffe; e

egliono doverebono essere semplici e umili e mansueti e meritevoli e

caritativi, sì come fu Iesù Cristo, nel quale loro credono. Ma e' fanno

el contrario e a rovescio, e son tutti inclinati a malfare; e tanto

sono cupidi e avari, che per poco argento e' vendono e figliuoli, le

sorelle e le loro propie moglie per fare meritrice; e sì si tolgono le

moglie l'uno a l'altro, e non si mantengono fede, anzi non osservono la

lor legge, che Giesù Cristo à loro dato per la loro propia salute. Così

per li loro propii pecati ànno perduta questa terra, che noi teniamo;

e il vostro Dio sì ce l'à data e concessa nelle nostre mane, non

tanto per la nostra fede, ma per li vostri peccati: perchè noi sapiamo

di certo, che quando voi servirete bene il vostro Dio, lui vi vorrà

aiutare, e noi non poteremo contro a voi. E ben sappiamo per profezia,

che' cristiani regnieranno in questa terra, quando egli serviranno al

suo Dio più divotamente che non fanno ora; ma mentre che eglino stanno

in così brutta vita e con tanti peccati, come e' sono al presente, noi

non abiamo punto dubbio di loro, perchè il loro Dio non gli aiuterà

punto. E allora gli adimandai qualmente sapeva così bene gli stati

d'intorno de' principi de' cristiani e il comune stato loro. E lui

mi rispose, che ciò sapeva per la gente che mandava per ogni parte e

in ogni paese, in guisa di mercatanti di pietre preziose, di moscado

e di balsamo, e altre cose per sapere el governo d'ogni paese. Dipoi

fece chiamare nella camera sua e signiori che prima aveva cacciati

fuori, e mostrommi quatro di questi che erono gran signiori in quel

paese, e quali sì mi divisarono così bene el paese de' cristiani, come

se fussino nati in detti paesi, e parlavano franceschi nobilmente; e

similmente il Soldano, di che molto mi maravigliai. Ahi lasso! quanta

vergognia e quanto danno è a tutti e cristiani e alla nostra legge, che

gente, che non ànno fede, nè legge, ci vanno biasimando e ispregiando

e riprendendo! Quegli che per li nostri buoni esempli e nostra

accettabile vita doverrebono convertirsi a la fede di Iesù Cristo,

sono per le tristizie nostre e' nostri errori dilungati totalmente!

Ma noi siamo per li errori nostri e per le nostre trestizie estratti e

dilungati totalmente dalla vera e santa fede! Onde non è maraviglia, se

loro ci chiamono cattivi, perchè e' dicono el vero. Ma dicono, che li

saracini sono buoni e leali, però che egliono guardono interamente il

comandamento del santo libro Alcorano, che Dio li mandò per lo santo

messo e profeta Maometto; al quale dicono, che l'angiolo Gabriello

spesse volte parlava, mostrandogli la volontà di Dio.

DELLA VITA DI MAOMETTO; DOVE E' NACQUE, E QUANDO COMINCIÒ A REGNIARE, E

IN QUAL LUOGO E IN CHE TEMPO.

Sappiate, che Maometto nacque in Arabia, e fu un povero vetturale che

andava dietro a' cammegli co' mercatanti; e tanto v'andò, che una volta

arivò co' mercatanti in Egitto, e allora era de' cristiani. Ne' diserti

d'Arabia era una cappella, dove stava un Romito; e quando Macometto

entrò in questa cappella, l'uscio, el quale era piccolo e basso, per lo

entrare di Maometto venne grande e largo a modo come una entrata d'un

gran palazo. E sapiate, che questo fu il primo miracolo che lui fece

in sua gioventù. E da poi cominciò Maometto a venire savio e ricco; e

da poi fu governatore della terra principale di Corondaria, e quela

così saviamente governò, che, morto el principale, lui tolse la sua

donna per moglie, chiamata Cadiga. E la donna, poi ch'ebe conosciuto

che Maometto cascava del male caduco, ella si dolse assai averlo tolto

per marito. E Maometto tosto si seppe riparare, e dielle a intendere

che ogni volta che cadeva, l'angiolo Gabriello gli veniva a parlare;

e che per lo grande splendore dell'angelo, il quale non potendo la

sua vista sostenere, conveniva che cadessi; e però dicono e Saracini,

che l'angelo gli veniva spesso a parlare. E questo Maometto regniò in

Arabia negli anni del nostro Signiore V. Cº. X, e fu della generazione

di Ismael, figliuolo d'Abraam e di Agar che fu sua cameriera: e però

vi sono saracini che si chiamono ismaeliti, e altri vi sono propii

saracini di Sara: altri son chiamati Moabites e altri Monites, per li

due figliuoli delle figliuole di Lotho, che furono gran signiori in

terra, cioè Moab e Amon.

DELLA CAGIONE PERCHÈ I SARACINI NON BEONO VINO, E DELLA FESTA CHE FANNO

QUANDO UN CRISTIANO SI FA SARACINO.

Item, Macometto amava un valente eremita, el quale stava nel diserto,

una lega dilungi dal monte Sinai, per la via che va da Arabia inverso

Caldea e inverso Iudea, a una giornata, ove i mercatanti vanno per

montagna. E tanto stava Maometto con questo eremita, che a' suoi servi

rincresceva l'aspettare, perchè Maometto si dilettava delle parole

dello eremita; e faceva fare vigilia a' famigli; di che loro pensorono

d'uccidere questo eremita. E avenne che, essendo Macometto ubriaco una

notte e dormendo lui, i sua famigli presono una spada di Macometto e

uccisono il romita buono, e poi rimisono la spada nel suo luogo, tutta

insanguinata. E la mattina, quando fu digestito il vino, Maometto si

svegliò e trovò il buono e valente eremita ch'era morto; e volendo far

giustizia de' micidiali, gli dettono a intendere e famigli, insieme

concordati, che lui stesso l'avea morto per imbriacheza; e mostrorongli

la spada propia sanguinosa; la quale come la vide, credette che ciò

fussi vero che dicevono e famigli. E allora maladisse il vino e i

bevitori di quello; e per questo e saracini divoti mai non beono vino.

Ma molti di loro ancora vi sono, che nascosamente ne beono volentieri,

ma se si sapesse, sarebono ripresi da chi è sopra ciò; e beon bene

buone bevande dolce e nutritive, che fanno delle canelle di che si fa

il zuchero, di buon sapore, e fa buono apitito. Item, quando aviene

che alcun cristiano si fa saracino, o per semplicità, o per cattività,

o per povertà, gli archiflammi, o vero flammi che lo ricevono, dicono

la Elech: ello, ella Macometh, rosel, Alabeth[69]; ciò è a dire: non

è Dio altro che un solo e Macometto fu suo messagio. Ma poi che io v'ò

iscritto parte de la sua fede e leggie, io vi dinoterò le lor lettere e

nome delle figure, come le chiamono, le quali sono qui di sotto[70].

E ancora ànno quatro lettere più, per diversità del loro linguaggio,

perchè egli parlono molto nella gola, sì come noi abiamo in nostro

linguaggio di Inghilterra due lettere, che non sono nel suo linguaggio,

cioè y e z, che sono _aboch hely._

I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1 · 第 98 / 104 题