DELL'ONORE CHE FANNO E SARACINI ALLE LETTERE DEL SOLDANO.

Ai suoi comuni servidori, che vogliono da lui grazia, egli non gli

dona altro che un segno che porta inanzi al petto; al qual segnio e

saracini fanno gran riverenzia non altrimenti che come noi facessimo al

corpo di Cristo. Ancora sanza comparazione feciono magiore riverenzia

alle lettere che io avevo, però che gli amiragli e' signiori a chi

e' l'erono mostrate, prima che le ricevessino, sì si inginochiavono;

poi le toglievono e mettevonle sopra la lor testa; e poi le legevono

inchinati con gran riverenzia; e poi s'offerivono di fare ciò che piace

al portatore di quelle. In quello tempio solevono già esere calonaci

religiosi overo regolari con uno abate, a chi ubidivono. In questo

tempio era Carlo magnio quando l'angiolo gli portò il prepuzio del

nostro Signiore[54] el dì della circuncisione. Dipoi Carlo lo portò

alla cappella d'Eris, dilungi da lì sette leghe. E dipoi Carlo calvo lo

fece portare a Poitieros, e doppo fu portato a Chartres. Sappiate che

questo non è il tempio che fece Salamone.

I viaggi di Gio. da Mandavilla, vol. 1 · 第 78 / 104 题