Una sera Mario e Serafina passeggiavano in giardino. A un tratto lei
che da un pezzo non faceva altro che aggiustarsi il _fisciù_ tirandolo
or da un lato or dall'altro, gli disse:
--Cavaliere, appuntatemi un po' questo benedetto _fisciù_ che mi gira
attorno il collo. E senza dargli tempo, gli voltò la schiena, e gli si
fermò davanti abbassando la testa, e porgendogli uno spillo per sopra
la spalla. Egli trasalì: tuttavia cercando di non guardare la sua
bella nuca bianca, introdusse due dita dentro la goletta fissò il
_fisciù_ col pollice, e v'appuntò lo spillo.
Quand'essa si rivolse s'accorse ch'era pallido.
--Che cosa avete? esclamò guardandolo con un'aria di bambina
meravigliata.
--Io?... nulla!
Un lampo s'accese negli occhi azzurri di lei.
--Via, riprese poi strascicando le parole, chi volete che lo dica alla
vostra sposina? rassicuratevi; non ci ha visto nessuno. Ah, ah, ah,
ah!
E il suo riso, questa volta non tanto schietto, scoppiò nell'aria
tiepida, e fece fuggire una cutrettola che cantava a poca distanza
sulla siepe fiorita, e saltellava, or alzando la coda, ora
abbassandola con i movimenti graziosi propri di quelle bestiole.
Furlani aggrottò le sopracciglia; un leggiero sorriso gli sfiorò
appena le labbra, ma non rispose.
Era la prima volta che Serafina alludeva alla signorina Ascenti, e ciò
turbò Mario, lo fece soffrire realmente. Rientrò in sè stesso: aveva
fatto male a mettersi in quell'imbroglio, a lasciar che le cose
arrivassero a un tal punto.... dove si sarebbe andato a parare
seguitando così? Sinchè si trattava d'uno scherzo.... d'una vendetta
innocente.... non c'era che dire; ma ora la faccenda cominciava a
farsi seria. Egli non amava Serafina.... era vero: ma il marito poteva
leggergli nel cuore? E se s'insospettisse?... bastava uno sguardo, una
parola, un gesto.... non diceva una scena come quella della sera!
Soffriva al solo pensarlo. Nino era un carissimo amico: quante volte,
con un prestito opportuno, non l'aveva levato da posizioni assai
scabrose! queste erano azioni da non dimenticarsi mai.... Bisognava
smettere.
Ma a un tal pensiero si sentì stringere il cuore, provò uno strano
sconforto. Rivedeva netta l'immagine di lei, con tutte le seduzioni:
si ricordava del suo sorriso, delle sue parole, de' suoi minimi
gesti.... E la scacciava; cercava di contrapporle l'immagine di
quell'altra. Ma quell'immagine si presentava sbiadita, la vedeva come
attraverso un vapore. Amava Lia.... l'amava con tutta l'anima sua....
la povera fanciulla non era bella; ma era tanto buona, aveva gli occhi
così dolci!... O ch'egli non aveva forse provato un momento di vera
felicità quella sera.... l'istessa in cui gli Striati erano partiti
per la villeggiatura?... La signora Ascenti li aveva lasciati un
momento soli; erano seduti l'una vicino all'altro, e sfogliavano un
album di disegni: le loro guance s'erano sfiorate. Lei s'era voltata
rossa rossa, guardandolo co' suoi occhi neri, lucenti per la
commozione vivissima.... Ma in quella avevano sentito il passo pesante
della mamma. Egli però aveva accostato il suo piede a quello della
fanciulla, ed essa non l'aveva ritirato.
Ma, cosa strana, a que' ricordi non provava più quella dolcezza che
aveva provato le altre volte ripensandoci: vedeva invece il vestito a
righe bianche e celesti dell'altra, col contorno netto dalle gambe
accavalciate, e il piedino che usciva a metà di sotto alla balza, e si
dondolava nervosamente....
Bisognava far la domanda quanto più presto, e stringer le cose: aveva
accomodato gli affari suoi alla meglio, ma bisognava provvedere
definitivamente e presto, se non voleva rovinarsi. Lia aveva una buona
dote: avrebbero messo casa con lusso, comprati quattro cavalli inglesi
e due carrozze. Ci voleva una cameriera per lei, un cameriere per lui,
due servitori.... Il giorno avanti era sceso in giardino.... sotto a
un capanno Serafina leggeva un foglio.... gli era parso una
lettera.... lo nascose appena vide lui.... Che era quel foglio? perchè
l'aveva nascosto?...