I.

Di Peppe Sala ad Altavilla alcuni se ne ricordano ancora. Era un

giovine bruno, pulito sempre come una mosca, con un par d'occhi neri,

veramente siciliani, in un viso piuttosto femminile.

Era figlio del curatolo Francesco e d'Anna Ciro.

--Non ho rubato mai, non ho fatto lo sbirro mai; soleva dire il

curatolo: e stendendo la sua larga manaccia aperta, soggiungeva, con

un certo suo ghigno particolare: ma sangue della.... qua sotto non c'è

mai piovuto! E ammazzava un uomo proprio come se ammazzasse una

quaglia.

E questa razza di principii s'eran radicati talmente nell'animo suo,

da non ritener degno della sua affezione e della sua stima Masi, il

figlio primogenito, condannato alla galera per una grassazione; Vito,

il secondo, che s'era impinguato bene nella rivoluzione del sessanta,

se n'era andato a Ficarazzi, nel cui contado aveva preso moglie e se

ne stava a far fruttare il maltolto. Erano invece i suoi cucchi,

Menico, campiere all'Uliveto, il quale una volta, con una

schioppettata, s'era levato un certo bruscolo dagli occhi; Peppe, il

più piccolo, a cui dava certi ammonimenti per l'avvenire da far

accapponare la pelle addirittura, e prometteva molto. Tanto che, nei

suoi momenti di espansione, il curatolo gli posava la manaccia sul

capo, e lo mostrava agli amici dell'istesso pelo, esclamando:

--Questo qui sarà il _malandrino_ vero, che farà onore al nome dei

Sala!

La moglie, una buona pasta di donna, legata a quel birbone per una

delle tante strane vicende della vita, non aveva avuto mai voce in

capitolo. Se essa s'azzardava di fare la minima osservazione, il

curatolo la interrompeva bruscamente:

--Andate a filare voi, che non siete nata per altro! E abbassava que'

suoi occhiacci di traverso, e con una espressione che levava le

repliche.

La poveretta taceva, consolandosi con offrir le sue pene a Dio, con

pregarlo che illuminasse il marito che facesse chiudere per sempre gli

occhi a lei, prima di vedere anche l'ultimo dei figliuoli nella via

della forca.

Gli occhi però li chiuse il marito, e come si meritava. Crivellò di

coltellate un povero diavolo padre di famiglia, perchè gli aveva fatto

una testimonianza contraria in una causa per un limite divisorio, e fu

giustiziato.

La carcere e gli avvocati si mangiarono l'unico fondo che possedevano:

Masi era in galera: Vito a' Ficarazzi; Menico aveva messo su casa da

sè; la povera vedova e Peppe restarono soli tra gli stenti. Belli

effetti davvero aveva prodotto la morale del curatolo Francesco!

Ma in quella donna, così debole davanti al marito, forza ed energia ce

n'era chi sa quanta, sicchè non si perdette di coraggio: mise su

telaio, e lavorando il giorno e parte della notte, riuscì ad accozzare

il desinare con la cena. Intanto, stando sempre all'orecchio del

figliuolo, cercava di distruggere, con buone massime, il male che

avevano già fatto nell'animo di lui i feroci ammonimenti del padre.

E i suoi sforzi, in certo modo, furono coronati da un buon risultato.

Peppe, a vent'anni, non si vedeva alla taverna, non bazzicava

fannulloni; il sindaco tanto per fare un poco di bene alla povera

donna, lo aveva fatto nominare guardia campestre, e lui faceva il suo

dovere, e, non c'era caso, portava alla mamma tutti i denari che, col

suo mandato in mano, andava a riscuotere dal signor Peretti, il

cassiere comunale. Ora soleva dire, che d'ammazzare un uomo se ne può

fare a meno, e di rubare, quando s'han buone braccia, l'istesso:

specialmente poi se ci sono novantanove probabilità su cento di finire

accorciati o in gattabuia: grazie tante! Aveva i suoi difettucci, è

vero: andava pazzo per gli abiti nuovi, per le donne, per le

tarantelle, e in ispecie per la sciolissa, il suo caval di battaglia:

ma era giovane, e i giovani il loro sfogo lo devono fare. Del resto se

aveva la morosa non si rovinava per questo; era molto accorto il

giovinetto: lo solevano chiamare Bellomo, e un bell'uomo c'era

davvero, sì che le ragazze se lo mangiavano con gli occhi quando

passava per le strade, dondolandosi come deve fare uno che appartenga

a una famiglia di malandrini veri; e la domenica, in chiesa, quando

vestito tutto di velluto si faceva vanto col fazzoletto di seta rossa,

celiando con gli amici: e le maritate gli davano certe occhiate

assassine, che volevano dir chiaro e tondo: sei un bell'uomo,

prendici: talchè non aveva che a gettare il suo fazzoletto come un

sultano; e lo gettava in modo che scambio di dare era lui che

riceveva.... non senza farsi pregare un pochino, bisogna dirlo.

E la mamma vedendolo così buono e senza vizi, non si stancava dal

ripetergli: O Peppe perchè non ti mariti? E gli proponeva la tale e la

tal altra, e in ispecie faceva elogi sperticati di Serena, una

brunetta un po' bruttina ma capricciosa, figlia del curatolo Nino

Macca: era vispa e allegra come un'allodola, buona massaia sempre

attorno come una trottola, tanto che non c'era casa pulita come quella

dei Macca ad Altavilla; i suoi erano stati curatoli di padre in

figlio, e ne avevano della roba sotto il sole. Ora che tante disgrazie

li avevano ridotti a vivere nello stento, a rinsanguarsi un pochino

bisognava pensarci.

Però lui non voleva saperne.

--A Pasqua, rispondeva scherzando; benchè sapesse che sua madre aveva

una voglia pazza di sballottare un nipotino prima di morire.

Ma dàgli oggi dàgli domani, si guastò il capo, anche lui, e cominciò a

passare e ripassare di sotto alle finestre della figlia del curatolo

Nino. La ragazza andò in visibilio; non le pareva vero che Bellomo

avesse messi gli occhi sopra di lei: e resasi certa che egli faceva

sul serio, si scaldò in tal modo da giurare in cor suo che sarebbe

stata di Peppe, o della morte. D'allora in poi si vide dalla mattina

alla sera alla finestra, dietro le graste di garofani e di basilico. E

Peppe, da uomo pratico in simil genere di cose, azzardò degli «emh....

emh....» da accatarrato, cavò e ricavò il fazzoletto di tasca, e se lo

passò sotto il naso, con una certa grazia da innamorato; e quando vide

che la ragazza non che si movesse dalla finestra, ma gli faceva anche

il bocchino, guardandolo teneramente, le fece la serenata.

Ma mancò poco che quella sera non succedesse un guaio. Un altro, che

pretendeva la figlia del curatolo, aveva avuto l'istessa intenzione.

Epperò Peppe, ai primi accordi, s'avanzò, dondolandosi della più

terribile maniera, e stendendo il braccio, fece cessar la musica: poi

chiamò in disparte l'amico che se ne stava appoggiato alla cantonata,

chiuso nel suo cappotto, e in quattro parole gli disse il fatto suo.

Insomma quella ragazza la voleva lui, e avrebbe fatto e avrebbe detto

sangue.... se a qualcuno fosse passata qualche idea stramba per la

testa.

Quel tale, un giovinetto stento, diventò verde come l'aglio: avrebbe

voluto fare un sproposito.... ma i Sala erano conosciuti in paese, e

comprese che la sarebbe andata a finir male. Non se la sentì di

rispondere per le rime, e messa la mano aperta sul petto, disse che,

sulla legge d'onore, non ne sapeva niente che compare Peppe volesse

quella ragazza.... perchè lui aveva rispettato sempre gli amici, santo

diavolo!.... Basta, se compare Peppe d'ora in poi lo vedeva da quelle

parti, gli sputasse pure in faccia.

--Scusate, concluse in fine, stendendogli la mano.

--Non c'è di che, rispose Peppe sempre in tono mafiosesco.

E l'altro se n'andò con le pive nel sacco, mordendosi le dita, seguito

dagli orbi con violini e chitarre, i quali, protestando che non

volevano sentire tante storie, vollero esser pagati: per loro eran

pronti a andare a sonare anche davanti a un reggimento di soldati, se

lui gliel'ordinasse!

Peppe tornò l'indomani sera, e le sere dopo: e si sgolava ch'era un

piacere, mentre Serena, a letto, ascoltando la voce giovanile e

appassionata di lui, si sdilinquiva di tenerezza.

Ma le cose non potevano durare a quel modo. Il giovine non aveva agio

di poter parlare alla ragazza, chè in casa del curatolo le donne non

eran punto usciaiuole: e pensa e ripensa, non trovò altro che aprirsi

con comare Santa, una vicina, intima della famiglia. Questa promise

d'incaricarsi della faccenda. E difatti, alcuni giorni dopo,

profittando d'un momento che restò sola con Serena, le disse che Peppe

la voleva.

--Matrimoni e vescovati dal cielo son destinati, rispose lei tutta

scarlatta.

E questo la vicina riferì a Peppe.

Peppe comprese, e la sera stessa confidò tutto alla mamma che accolse

quella notizia gongolante. Allora, senza metter tempo in mezzo,

concertarono il da fare. Bisognava far tastar la famiglia, e in

ispecie comare Betta; il curatolo faceva sempre il volere della moglie

in tutto e per tutto: comare Santa ch'era stata tanto buona

d'incaricarsi della prima commissione, si sarebbe potuta incaricare

anche della seconda.

Comare Santa, dopo tre giorni d'astute evoluzioni in casa del

curatolo, potè dare una risposta al giovine che l'aspettava con una

viva impazienza. Aveva una faccia da mortorio: infarcì il discorso di

lunghe esitazioni, la pigliò larga, per render meno amara la pillola,

e finalmente fece comprendere all'innamorato che in casa della

_picciotta_, nessuno voleva saperne di lui. E di discorso in discorso,

da vera chiaccherona che era, si lasciò scappare che il fratello,

interrogato sulle faccende che già si buccinava in paese, da un tale

che lei non poteva nominare, aveva risposto:

--Il garzone di stalla l'abbiamo accaparrato sino da maggio scorso.

Peppe mutò colore, ma non disse verbo; si contentò solo di

morsicchiarsi i peli de' baffi, come deve far uno che appartenga a una

famiglia di malandrini veri,

Epperò una sera che incontrò ne' campi Pietro, il fratello di Serena,

l'abbordò: e sangue.... di qua, e sangue.... di là gli domandò che

cosa significavano tutte quelle storie! i Sala n'avevano avuto dei

garzoni, e i servi non l'avevano fatto mai a certuni!

Pietro ebbe paura, e si mosse a balbettare: e Peppe, per sfregio, gli

dette delle due dita aperte sul naso, gli sputò in faccia, e lo chiamò

«rognoso» minacciando d'appioppargliela di quelle che levano il pelo,

se non pensasse a metter giudizio. Tanto lui lo sapeva chi erano i

Sala!

Otto giorni dopo si concluse il parentado. Fu la maraviglia di tutta

la strada, e se ne chiacchierò per un buon mese: nessuno poteva

capacitarsi come mai il curatolo Nino avesse chinata la testa! Peppe

era un bel giovine, ma non aveva camicia addosso. Oh, l'invidia se le

rodeva tutte quelle mamme che avevano figliuoli scapoli! e scagliavano

ingiurie contro i Macca, proprio come se quella buona gente le avesse

derubate.

I drammi de' campi Padre Don Giuseppe—La vendetta—Proprietari e fittaiuoli— Sequestro. · 第 20 / 69 题